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Misure embrione non corrispondenti a settimana di gravidanza in corso

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011

    Misure embrione non corrispondenti a settimana di gravidanza in corso

    Gentile Dottore, le scrivo perchè sono un po’ preoccupata. Sono incinta, l’ultima mestruazione l’ho avuta il 17 agosto, ho un ciclo regolare di circa 31/32 giorni. Ricordo di aver notato del muco il giorno 31 agosto e sia prima sia dopo tale data, fino al 6 settembre ho sempre avuto rapporti completi con mio marito. La mia perplessità che mi desta non poche preoccupazione è la seguente: il giorno 5 ottobre ho fatto la prima visita ginecologica, nel corso della quale è stato rilevato il battito, gravidanza in utero, ma le misure corrispondono a 50mm. Il ginecologo mi ha detto che probabilmente il concepimento era avvenuto più tardi, verso il 10/14 settembre e quindi che io non fossi alla 7a settimana come secondo i miei calcoli, bensì alla 6a, mi ha quindi detto di tornare il 18 ottobre per fare la prima vera ecografia dove sarà possibile datare la gravidanza. Il fatto è che dal 6 settembre io non ho più avuto rapporti con mio marito proprio perchè mi sentivo strana e gravida! Da subito ho notato i tubercoli di mongomery sui capezzoli, il seno era diverso e io mi sentivo come uno strano cerchio alla testa mai avuto prima. Quindi, di mia iniziativa già il 12 di settembre ho fatto esami beta risultato 9, che da tabella di riferimento era il seguente: < 5 non gravida, gravida 4a settimana 9-130, gravida 5a settimana 75-2600, gravida 6a 850-20800. Il 19 li ho ripetuti ed erano 525 corrispondenti quindi alla 5a settimana, il 22 erano 1491 sempre alla quinta, e qui sorge il problema: in data 28 settembre erano 8.265 quindi nei valori della 6a settimana, quindi il 5 ottobre in base ai miei calcoli e alle beta sarei dovuta essere alla 7a settimana! Gli esami beta non ho potuto mostrarli al mio ginecologo perchè li avevo fatti di mia iniziativa in un laboratorio che lui non conosce e quindi non gli ho neppure detto di averli in mano perchè conoscendolo non li avrebbe neanche voluti vedere, tantomeno considerati! Inoltre inizialmente non ho fatto molto caso a questa differenza tra 6a e 7a sottovalutandola. La mia domanda è questa: con questi dati è davvero possibile che io sia ancora alla sesta, e che quindi il concepimento sia avvenuto tardi, oppure sono alla settima ma ci sono dei problemi di crescita e sviluppo dell'embrione? So che gli spermatozoi in vagina possono sopravvivere fino a 5 giorni e che l'ovulo fecondato può metterci anche una settimana prima di impiantarsi ma se così fosse stato, io proprio non capisco come mai il 6 di settembre avessi già molti sintomi, seppur lievi, di gravidanza che è stata infatti poi confermata il 12 settembre, 5 giorni in anticipo rispetto al ciclo che sarebbe dovuto arrivare il 17 settembre. La prego di aiutarmi a capire qualcosa per essere il più preparata possibile alla visita del 18 ottobre. La ringrazio per l'attenzione e mi scuso in anticipo per la lunga mail. Grazie




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    Ritengo che il primo requisito per instaurare un buon rapporto medico-paziente sia la fiducia reciproca e la massima trasparenza. Non ci vedo nulla di male a mostrare al proprio ginecologo esami praticati di propria iniziativa, così come non si deve sentire limitata nel porre qualunque tipo di domanda se ha dei dubbi.
    Sicuramente il confronto diretto è decisamente superiore rispetto ad una comuncazione filtrata dai consulti on line.
    Asserito ciò, posso dirle che i valori della beta HCG non sono un buon indicatore della datazione della gravidanza, in quanto sono ampiamente variabili, mentre le misurazioni ecografiche iniziali sono molto più accurate.
    Se ecograficamente l'unica "anomalia" era la lunghezza dell'embrione, il ritardo di concepimento è l'ipotesi più probabile, che può però essere confermata e meglio definita solo con la prossima ecografia.

    Attenda con serenità e fiducia il prossimo appuntamento.
    Cordiali saluti e in bocca al lupo per la gravidanza!


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile dottore, la ringrazio molto per la sua tempestiva risposta. Condivido la trasparenza medico-paziente di cui lei parla e in effetti tento sempre di praticarla, tuttavia al momento della visita ero un po' confusa soprattutto perchè non mi aspettavo di sentire il battito, quindi diciamo che tutto il resto ha assunto un'importanza relativa. Solo dopo, a mente più lucida, ho realizzato che i miei esami delle beta indicavano la settima settimana e ho iniziato a ripensare a ciò che mi aveva detto il ginecologo sulla datazione. Già il fatto che lei mi dica che i valori delle beta sono ampiamente variabili mi rassicura molto, cercherò di aspettare la prossima visita con più tranquillità. Sì, nel corso della visita il ginecologo ha trovato tutto nella regola, tra l'altro la lunghezza dell'embrione è risultata anomala soltanto a me dato che lui sosteneva fossi nella sesta e quindi nei parametri giusti, attribuendo il fatto a un semplice ritardo di concepimento. Se potessi datare il 6 di settembre quale data dell'avvenuto concepimento, e non 10-14 settembre come sostenuto dal mio ginecologo, sarei molto più tranquilla perchè è proprio dal 6 settembre che ho avvertito i primi sintomi di gravidanza. Grazie infinite per la sua gentile risposta, incrocio le dita....con i più cordiali saluti.



  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    .



  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile Dottore,
    purtroppo la mia gravidanza si è conclusa con un aborto interno alla 9a settimana e con raschiamento lunedì 24 ottobre. Trattandosi del secondo aborto nel giro di pochi mesi sono molto demoralizzata. Le scrivo perchè mi è sorto un dubbio che non so se possa in qualche modo essere collegato a questo secondo aborto. Il 21 luglio scorso, a seguito del primo aborto spontaneo completo alla 5a settimana, risoltosi da solo, a seguito del quale NON ho dovuto subire alcun raschiamento, mi è stata comunque fatta un'iniezione di profillassi anti- d (immuno rho) essendo io 0 negativo.
    Ad ottobre dopo aver scoperto di essere nuovamente incinta, ho eseguito l'esame di coombs indiretto che ha dato esito positivo, non ho fatto in tempo a richiedere l'identificazione degli anticorpi antieritrocitari nè titolo nè tipizzazione antigene perchè poco dopo si è verificato, alla 9a settimana, l'aborto interno.
    Tra l'altro con grande sorpresa del mio ginecologo che nelle due precedenti visite ecografiche aveva trovato tutto molto regolare. Leggendo su Internet ho letto che la prima volta non avrebbero dovuto sottopormi a profilassi anti-D perchè non ho subito alcun raschiamento. E' vero? Lei pensa che questo fatto abbia potuto incidere negativamente sull'esito infausto di questa gravidanza o comunque è irrilevante che mi abbiano fatto l'iniezione? Dopo il raschiamento di lunedì mi hanno nuovamente rifatto l'iniezione anti-D sebbene il test, risalente comunque a più di dieci giorni fa, fosse positivo. Sono ovviamente molto spaventata e se un primo aborto alla prima gravidanza è nella norma, due iniziano ad essere preoccupanti..la ringrazio molto, cordiali saluti.



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    L'immunoprofilassi ha solo effetti protettivi, quindi stia pure tranquilla perché non può aver causato danni.
    Ora ritengo che il suo ginecologo le proporrà una serie di esami per valutare se vi è una causa responsabile dell'abortività ricorrente.-


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile dottore,
    la ringrazio per la sua gentile risposta. Su indicazione del ginecologo sono riuscita, sebbene fosse il secondo aborto e non il terzo, ad ottenere l'esame citogenetico sul materiale abortivo. Non ho idea di quanto ci voglia per avere i risultati e se l'esame riuscirà. Il battito infatti era assente già da martedì 17 ottobre e il raschiamento l'ho subito il 24. Ho letto su internet che dall'esame citogenetico si dovrebbe capire se, a patto che l'aborto interno si sia verificato a causa di un difetto cromosomico, la crosomopatia fosse di origine embrionale oppure materna o paterna. Penso che solo se non risultasse di origine embrionale il mio ginecologo sarebbe d'accordo nel prescrivermi gli esami, perchè, quando gli ho domandato se non fosse il caso di sottoporci a esami specifici, mi ha risposto che solitamente si aspetta il terzo aborto al fine di non "patologizzare e stressare la coppia". Tale prassi mi sembra tuttavia assurda, perchè io sono terrorizzata che possa ricapitare e non capisco perchè dover aspettare il terzo per fare accertamenti che magari potrebbero evitare che riaccada. Dall'altra parte ho anche molto timore di scoprire magari traslocazioni mie o di entrambi che possano pregiudicarci una nuova gravidanza o altre patologie non curabili. Nè io nè mio marito abbiamo in famiglia patologie "gravi" ma mi pare che ciò non significhi proprio nulla. Posso chiederle quali esami sono per lei imprescindibili prima di ricercare una nuova gravidanza dopo ben due aborti in così poco tempo? Ho anche letto che esiste una patologia, causa di aborto ricorrente, associata ad un’alterata trasformazione di alcune cellule endometriali in cellule specializzate. La compromissione della decidualizzazione predispone ad un impianto ritardato e non permette il controllo di qualità degli embrioni. Ho letto che si tratta di una disfunzione spesso associata a una alta fertilità, potrebbe essere il mio caso dato che in tre mesi sono rimasta incinta ben due volte? Esistono cure o l'unica alternativa è ricorrere alla diagnosi pre-impianto all'estero? Esistono esami per verificarla? La ringrazio molto e mi scuso anticipatamente per essermi così ampiamente dilungata. Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.



  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    Prima di impelagarsi in un mare di ipotesi, ritengo corretto attendere l'esito del cariotipo su materiale abortivo che in genere è pronto in un tempo massimo di 3 settimane.


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  9. #9
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile Dottore, la ringrazio per la sua risposta. Attenderò i risultati, sperando siano riusciti e poi valuterò il da farsi. Grazie, cordiali saluti.



  10. #10
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile Dottore, sto ancora aspettando l'esito dell'esame citogenetico, tuttavia ci terrei ad avere un suo parere su questa questione: è vero che per non incorrere nel rischio di aborto il valore del TSH deve essere inferiore a 2? preferibilmente a 1?
    Perchè a maggio scorso, prima dei miei ben due aborti, avevo fatto alcuni esami del sangue da cui erano risultati questi valori:
    ft3 5.0 pmol/L valori di rif. 2,8- 7.1
    ft4 14,6 pmol/L valori di rif. 11,5 - 24,5
    TSH 2,23 mU/L valori di rif. 0.270-4500

    Leggo ovunque su Internet che i valori del TSH dovrebbero essere inferiori a 2, dice che il mio valore sarebbe stato da tenere sotto controllo? Posso fare qualcosa?
    La ringrazio molto, cordiali saluti.



  11. #11
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    I suoi valori del TSH sono pienamente nella norma non si preoccupi. Il dubbio si pone quando ci si avvicina molto ai limiti alti e non è il suo caso. Ad ogni modo può anche rivolgere la domanda agli endocrinologi del nostro sito.


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  12. #12
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile Dottore, la ringrazio molto per la risposta e per il consiglio. Cordiali saluti.



  13. #13
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile dottore, ho seguito il suo consiglio richiedendo consulto al collega endocrinologo il quale mi ha detto di non preoccuparmi perchè i valori sono nei range per quanto riguarda il TSH, ma suggerisce di rivolgermi al ginecologo per accertamenti relativi alla poliabortività. Dal momento che il mio ginecologo di fiducia sostiene che gli esami per poliabortività siano molto costosi mi consiglia di aspettare il terzo aborto così da poter essere esentata. Sinceramente sono disposta a pagare quanto di dovere perchè dopo DUE ABORTI CONSECUTIVI vorrei scongiurare il più possibile un terzo! Avrei quindi deciso di fare gli esami che il mio gine non mi prescrive perchè ha fiducia che il terzo andrà bene (senza avere in mano nulla dato che non ho mai fatto alcun esame se non quelli di routine una volta scoperta la gravidanza). Potrebbe per cortesia essere così gentile da indicarmi se gli esami da fare che ho trovato in rete sono corretti ed esaustivi? Il mio medico di base, contrario al parere del ginecologo, mi incoraggia a farli per serenità mia e per doveroso controllo, ma necessita di un elenco corretto per potermi fare le ricette. La ringrazio infinitamente!
    esami trovati in rete, DEVO FARLI SOLO IO O ANCHE MIO MARITO? se sì quali lui e quali io?
    EMOCROMO
    SIDEREMIA
    FERRITINA
    PT
    PTT
    FIBRINOGENO
    PROTROMBINA ANOMALA
    OMOCISTEINA
    PROTEINA C
    PROTEINA C REATTIVA
    PROTEINA S
    AT III
    MUTAZIONE MTHFR
    FATTORE V LEIDEN
    FATTORE II - IX - VII - VIII - X - XI - XII - VON WILLEMBRAND
    C3
    C4
    IGG, IGA, IGM,
    TNF ALFA
    CA 125
    VES
    ANA
    AB ANTI DNA
    AMA
    ENA PROFILO
    ASMA
    APCA
    LAC
    ANTICARDIOLIPINA IGG E IGM
    AB ANTIPROTROMBINA IGG E IGM
    AB ANNESSINA V IGG ED IGA
    AB ANTIBETA2 GLICOPROTEINA IGG E IGM
    SOTTOPOPOLAZIONI LINFOCITARIE (LINFOCITI T B - T4 T8 N.K.)
    AB ANTIENDOMISIO IGA E IGG
    AB ANTITRANSGLUTAMINASI IG
    SCREENING PER LA MICROCITEMIA (HB FETALE HBA2 HB anomale test di SIMMEL)
    HB GLICOSILATA
    GLICEMIA BASALE
    AZOTEMIA
    PROTIDEMIA
    PROTIDOGRAMMA
    COLESTEROLO
    COLESTEROLO HDL
    COLESTEROLO LDL
    TRIGLICERIDI
    BILIRUBINA TOTALE E DIRETTA
    SGOT
    SGPT
    HBSAG
    HBSAB
    HBCAB
    HBEAG
    HCV
    CREATININA
    TEST AL TRH PER TSH E PRL
    TIREOGLOBULINA
    FT3
    FT4
    ANTICORPI ANTITIREOGLOBULINA
    ANTICORPI ANTI TPO
    CURVA GLICEMICA E INSULINEMICA

    CARIOTIPO SU SANGUE PERIFERICO

    ISTEROSCOPIA




  14. #14
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    Sono un po' contrario ad eseguire esami in maniera indiscriminata senza la supervisione e l'indicazione del medico. Sono d'accordo che dopo due aborti è giusto iniziare a cercare eventuali cause per evitare, per quanto possibile, il trauma di un terzo aborto. Se non trova un accordo con il suo ginecologo, può provare a rivolgersi ad un centro della sua città che si occupi di queste problematiche.


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  15. #15
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile dottore la ringrazio per il suo consiglio, leggendo le sue parole capisco che il " fai da te" sia una mossa azzardata in questi casi. In realtà io ho preso appuntamento con centro poliabortivo della mia città ma la visita me l'hanno data il primo di febbraio! Ho letto, sempre su questo forum che alcuni esami per abortività ripetuta andrebbero eseguiti subito,al fine di individuare eventuali anticorpi che,mesi dopo la gravidanza, risulterebbero nella norma, rendendo vano così l'accertamento.
    Quale la tempistica corretta per gli approfondimenti? Io il raschiamento l'ho avuto il 24 ottobre scorso.
    La ringrazio molto, buona domenica...




  16. #16
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    L'appuntamento che le hanno dato può andare bene.


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  17. #17
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile Dottore,

    sono oggi alla 17a settimana di una nuova gravidanza. Ho effettuato un tampone vaginale che ha riscontrato un'infezione da candida. Il ginecologo, telefonicamente e un po' di fretta, mi ha prescritto ginocanesten crema da mettere internamente ed esternamente per 10 giorni.

    Ieri sera ho usato il primo applicatore interno ma poi mi è sorto un dubbio: non è pericoloso inserire una canula della lunghezza di 11,5 cm all'interno della vagina essendo in gravidanza? Ho rischiato di toccare il collo dell'utero o la cervice? Io l'ho inserita per circa 10 cm. Purtroppo per l'applicazione di ieri sera non posso più farci nulla, mi chiedo ora se è meglio comprare delle compresse vaginali oppure se gli applicatori, se usati ovviamente con cautela, possono essere inseriti per tutta la loro lunghezza anche in gravidanza. La ringrazio per la risposta.



  18. #18
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    Gli applicatori vaginali si possono tranquillamente usare in gravidanza senza alcuna remora.


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

  19. #19
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    La ringrazio molto per la sua cortese risposta.



  20. #20
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentile dottore, mi spiace disturbarla nuovamente. Ma avrei un quesito da porle: una cara amica che ha subito qualche mese fa un trapianto di cellule staminali per un grave linfoma, ha contratto ora il fuoco di Sant’Antonio, cosa che, gli oncologi dicono essere frequente infezione in pazienti che hanno avuto il sistema immunitario compromesso.

    Sono incinta di 18 settimane, posso andare a trovarla e frequentarla o sono a rischio contagio? Devo attendere sia guarita? Da piccola ho fatto la varicella.

    La ringrazio molto per l’attenzione.



  21. #21
    Indice di partecipazione al sito: 393 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2009
    Il fuoco di San'Antonio trasmette il virus solo se c'è contatto diretto con le lesioni, mentre non vi è diffusione per via aerea. Considerato che lei è anche immune dalla varicella, ritengo che non ci siano problemi se ritiene socialmente utile una visita alla sua amica.


    Dr. Agostino Menditto
    Specialista in Ginecologia e Ostetricia
    www.menditto.it

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