Utente 142XXX
Buongiorno. Scrivo per mia mamma, 51 anni, ipertesa in terapia con valsartan, gastrite cronica per cui fa cicli di esomeprazolo ed una pregressa diagnosi di colite collagena per cui assume, sempre a cicli, beclometasone. È in terapia con questi farmaci da alcuni anni. Non assume antiaggreganti o anticoagulanti. Emocromo e coagulazione sono normali ad eccezione di una lieve macrocitosi senza anemia. È forte fumatrice da 30 anni. Dall'inizio dell'anno ha iniziato a presentare, saltuariamente (un paio di volte al mese), la comparsa, sempre e solo sugli avambracci, di petecchie: 1-3 lesioni, grandi da una capocchia di spillo ad una lenticchia (solo una volta 1 lesione di circa 1 cm di diametro), che nel giro di una settimana al massimo scompaiono. Sono rosso porpora, talora lievemente rilevate, non scompaiono alla pressione, non sono dolenti o pruriginose. Compaiono sempre nelle stesse 2-3 sedi (parte più distale dell’avambraccio, più spesso il sinistro). Dalle prime volte è attenta e non sembra che siano zone sottoposte a traumi meccanici.
Il medico di base dopo aver visto gli esami del sangu normali ci ha mandato da un dermatologo che ha confermato che sono petecchie e detto che poteva essere una reazione a farmaci: anche se li prendeva da molto prima che comparissero i sintomi, li ha comunque sospesi per un paio di mesi ma il fenomeno si è ripetuto 2 volte nel frattempo!
Stiamo aspettando un altro appuntamento con il dermatologo che aveva prospettato una biopsia nel caso in cui non passassero (però è un fenomeno imprevedibile, e ad esempio ora che sia avvicina il consulto non le ha) ma nel frattempo vorrei gentilmente chiedervi un’indicazione su
1. che tipo di informazioni /indicazioni dà la biopsia?
2. è un percorso corretto? Ci sono alternative? O bisogna cambiare tipo di specialista? (ho sentito parlare di malattie immunologiche che danno questi problemi) Fare altri tipi di esami per escludere malattie sistemiche?
3. pur nei limiti del consulto on-line, potreste darmi un’indicazione su un orientamento diagnostico, considerando che a parte questo fenomeno e le patologie elencate non ha altri disturbi quindi tutti sembrano un po’ minimizzare la cosa (e lei stessa anche)? Io temo che possa essere un segnale di qualcosa di brutto ma non so da che parte rivolgermi proprio perché al contrario nessuno invece sembra preoccupato

Grazie per l’attenzione

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Dr. Carlo Mattozzi
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Gentile utente, l'esame bioptico è di fondamentale importanza sia per diagnosticare, che per escludere la natura immunitaria di tali lesioni; il percorso è corretto se completato con indagini ematochimiche riguardanti l'assetto immunitario di sua madre.
Purtroppo senza vedere le lesioni non è possibile fare una diagnosi, le cause potrebbero essere diverse, da reazioni a farmaci, a vasculiti, a forme allergiche purpuriche.
Saluti