Utente 226XXX
Salve dottore. Ho 32 anni e il 25/09/2011 ho avuto un incidente abbastanza traumatico e la diagnosi è stata frattura plurifframmentaria scomposta della falange ungueale del dito medio mano sx con lieve distacco osseo. Naturalmente c'era anche una ferita aperta. Dopo 20 giorni dall'incidente mi è stata tolta la stecca, i punti e anche l'infezione che si era creata, Il dottore mi ha detto che la frattura potrebbe anche non guarire e che comunque non mi dovrebbe dare dolore (nelle lastre si vede l'ossicino non dritto ma che pende in avanti) ma che era l'infezione che dava dolore. E' possibile che non possa guarire? E poi la mia preoccupazione è che, continuo a medicare la ferita, ma il dito dopo una settimana che ho tolto la stecca, è sempre gonfio e non riesco a chiuderlo? E' normale? Devo fare qualcosa per la frattura e il gonfiore? E' possibile stabilire tempi di recupero? Dottore la ringrazio per la sua disponibilità.

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Premesso che non è facile immaginare il tipo di lesione che descrive (una frattura pluriframmentaria scomposta e un "lieve distacco osseo" sono due situazioni molto diverse), il fatto che sia sopravvenuta anche un'infezione comporta un allungamento dei tempi di guarigione e ovviamente una limitazione dei movimenti. L'atteggiamento in flessione può essere dovuto al distacco che descrive, se questo si riferisce al punto in cui si inserisce il tendine estensore, e sarebbe necessario mantenere la stecca in iperestensione proprio per cercare di far guarire la lesione: tenga presente se la lesione fosse solo questa (ma senza ferite e/o altre fratture ) occorrerebbe un tutore in estensione per 40 gg . Non cercherei quindi di provare a piegare il dito.
Se ha dubbi sul trattamento e sulla evoluzione Le consiglio di sentire un secondo parere: è necessario che si rivolga per questo a un ortopedico esperto in Patologie della Mano. Può trovare qui http://www.sicm.it/soci_ita.html gli Specialisti della Sua regione, anche se limitatamente a quelli iscritti alla Società, con indicate anche le strutture pubbliche presso le quali lavorano.
Ci tenga aggiornati, se vuole.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2011
Dottore la ringrazio per la sua tempistica e colgo l'occasione per precisarle alcune situazioni. La parte interessata è la falange ungueale, che è stata dall'incidente quasi tagliata di netto e ricucita tutta intorno. Attualmente vi è ancora una ferita (un enorme crostone) che copre tutta la parte interessata. Dalle radiografie risulta (solamente di profilo) che il primo osso dietro l'unghia è pendente. Sono stato seguito e visitato da un ortopedico chirurgo del Cto di Roma (centro traumatologico della mano) che il giorno in cui mi ha tolto la stecca (dopo 20 giorni) e tolta l'infezione, mi ha detto esplicitamente di muovere il dito facendo esercizi di chiusura e apertura della mano. E già questa è un anomalia, non crede? Ora da incompetente ho dubbi e preoccupazioni visto che comunque dalla parte interessata ricevo ancora delle fitte di dolore. Queste fitte e il gonfiore è perchè ho avuto l'infezione, perchè ce l'ho ancora, o per la lieve pendenza dell'osso? E l'infezione una volta tolta dall'ortopedico (la ferita la disinfetto ogni giorno) può ritornarmi? Secondo lei è necessario un altro intervento chirurgico per sistemare l'osso o lasciarlo così? Grazie e mi scusi ancora del disturbo. Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Umberto Donati
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L'ortopedico non può avere "tolto l'infezione": al massimo avrà svuotato una raccolta di pus. In presenza di infezione occorre anche una terapia antibiotica protratta. A tutte le domande che pone si può rispondere solo dopo averLa visitata e aver visto le radiografie (vecchie e attuali). Se il Suo ortopedico dopo 20 gg ha prescritto la mobilizzazione del dito evidentemente aveva gli elementi clinici per farlo; l'esempio che ho fatto io si riferiva solo alla ipotetica lesione dell'apparato estensore in base al tentativo di interpretare la diagnosi che ha riportato e che non riesco a immaginare. Se non si fida di chi La sta curando, lo ripeto, chieda un secondo parere a un altro Chirurgo della Mano.
Cordiali saluti