Utente 121XXX
Buonasera,

sono un ragazzo di 21 anni e da circa 8 mesi sono sotto cura per ansia e leggere nevrosi con del Cipralex 20mg.
da 4 mesi sto con una ragazza, lei è fantastica, nel senso che davvero, non potrei chiedere di più da una persona, c'è intesa e il solo stare con lei mi fa stare bene ma ho notato che quando lei mi ha detto "ti amo" non ho sentito impulsi così forti e mi sembra di averle risposto più per cortesia che per sentimento.
Ho avuto altre cotte nella mia vita, cose banali, per cui davvero non valeva la pena dare se stessi, però (e magari può sembrare banale o infantile) sentivo le farfalle nello stomaco e quando vedevo quella ragazza a momenti mi veniva un attacco di panico dall'emozione (una volta mi è venuto anche, fortunatamente per poco ^^ ), invece con lei non ho mai sentito queste emozioni così forti eppure si merita davvero tanto da me e quando mi ha detto che da quando "se n'è andata" sua mamma è riuscita a ritrovare se stessa solo stando con me, mi è pianto il cuore non riuscire a provare un sentimento forte come il suo.
questa mancanza di sentimento sta creando un sacco di problemi ed un continuo tira e molla, perchè, a fasi alterne (e con alterne significa che posso cambiare idea più volte in una giornata) non sono sicuro del rapporto e questo la fa stare malissimo e mi dispiace da morire.
Spero che siano questi farmaci che alterano queste sensazioni perchè mi sento apatico nei suoi confronti, forse è solo paura, forse inesperienza (sarebbe la mia prima ragazza seria), non lo so..
spero riusciate a darmi un chiarimento e intanto vi ringrazio di avermi ascoltato.

M.
[#1] dopo  
Dr.ssa Federica Majore
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Gentile M.,
una piccola riflessione sul Suo pensiero.
L'esperienza che riporta riguarda un rapporto che ha appena iniziato a stringersi.
Conosciamo tutti molto bene le sensazioni legate alle prime fasi dell'innamoramento, la loro forza ed intensità; da quel che racconta a tratti sente di ricambiarla, a tratti di doverle molto.
Sente quindi il bisogno di soffermarsi a riflettere sulla reale natura dei Suoi sentimenti, per cercare di comprendere quanta parte abbiano della spontaneità di un rapporto "appena nato"e quanto, d'altro canto, possano esser frutto del fatto che sembrerebbe sentirsi in dovere di ricambiare con la stessa intensità, dato che la ragazza riesce ad alleviare le problematiche che sta vivendo da qualche (in effetti non molto) tempo prima averla incontrata.

I rapporti umani non sono affatto semplici da decifrare; sappiamo che "l'amore è cieco" e ce lo immaginiamo sempre come qualcosa di travolgente (es. le "cotte" di cui sopra), ma spesso abbiamo bisogno di qualcuno che ci accolga e sostenga in un momento particolarmente complesso, e solo successivamente acquistiamo la lucidità necessaria ad affrontare una riflessione più profonda sulla natura delle nostre relazioni - che a volte si sciolgono, mentre altre si rivelano più solide di quanto noi stessi non ci aspettassimo.

Si perdoni questa attuale confusione; è giovane ed autoriflessivo, colga questo spunto per guardarsi dentro cercando di non investire eccessivamente di angoscianti sensi di colpa una relazione che, come Lei stesso sente, la fa star meglio. Le risposte verranno.
I miei sinceri auguri,
[#2] dopo  
Dr.ssa Marisa Sciancalepore
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Gentile ragazzo,

per quanto riguarda il suo rapporto di coppia iniziato da appena 4 mesi mi sembra si sia fatto già tante domande, riuscendo a mettere i suoi sentimenti e quelli della sua ragazza su una bilancia.
Confrontare la sua attuale esperienza relazionale con le precedenti già concluse sembra un tentativo da parte sua di riuscire a comprendere ciò che prova per la sua ragazza attuale, senza riuscire a trovare risposte 'razionali', come sembra stia cercando di fare.

Nello stesso tempo chiama 'mancanza di sentimento' ciò che 'sta creando un sacco di problemi e un continuo tira e molla' con la sua ragazza. Da ciò che scrive sembra pervaso dai dubbi riguardo se stesso e il suo coinvolgimento emotivo, la cui responsabilità spera di scaricarla ai farmaci che prende.

E' comprensibile a 21 anni di fronte a sentimenti non ancora conosciuti provare confusione, lasciandosi prendere da un'ansia incomprensibile. L'inizio di una storia porta con sé emozioni e sentimenti nuovi e per questo possono far paura, ma andare avanti può insegnare a prender confidenza con loro.
Quindi può essere importante fare esperienza senza farsi tante domande, soprattutto in un momento poco opportuno come l'inizio di una relazione.

Riguardo la sua ansia e le sue nevrosi ha pensato di consultare uno psicologo o sta facendo solo una terapia farmacologica?

un cordiale saluto

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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Gentile utente,

i farmaci non alterano le sensazioni, il fatto di non poterle esprimere è invece da considerarsi un sintomo.

Il punto è capire se la terapia farmacologica riesce a trattare tutti i suoi sintomi oppure vi è evidenza di nuovi sintomi che andrebbero riferiti al suo psichiatra per poter stabilire la strategia terapeutica più adatta.

[#4] dopo  
Dr.ssa Paola Cattelan
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Una cosa che ritengo importante, tanto più nei disturbi dello spettro ansioso, è effettuare un percorso di psicoterapia (anche affiancando la farmacoterapia, nel suo caso).
Questo perchè, oltre ai sintomi che l'ansia determina, vi sono dei vissuti, delle emozioni e dei meccanismi psichici che è bene prendere in considerazione e lavorarci su.

In tale contesto potrebbe anche approfondire le dinamiche interne che la portano, per esempio, a mantenere le distanze da una ragazza "tanto perfetta". E conoscere meglio se stesso e le proprie ansie o "nevrosi", per risolverle.
[#5] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
intanto vorrei ringraziare tutti per le risposte che mi avete dato, in particolare volevo ringraziare la Dr.ssa. Federica Majore perchè mi ha fatto riflettere e mi ha dato coraggio, grazie di cuore :)

in merito invece alla risposta della Dr.ssa. Paola Cattelan le volevo specificare i miei problemi relativi al panico provengono da un abuso di Cannabis dei miei anni passati e che anche le nevrosi che ne sono provenute hanno una natura di quel tipo e che quindi erano solo riemerse in quanto non avevo mai seguito una cura adeguata per il tempo necessario, la psicoterapia l'avevo già valutata e avevo già fatto delle sedute ma non ne avevo tratto beneficio, nel senso che mi venivano dette cose scontate che da persona riflessiva avevo già pensato e valutato.

In attesa di una vostra risposta, auguro a tutti una buona giornata.

M.
[#6] dopo  
Dr.ssa Sara Daniela Elettra Pezzola
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Gentile ragazzo,

comprendo la confusione di questo momento e che prensentandosi questa relazione in concomitanza alla cura per l'ansia, ci sia il dubbio se sia il farmaco a generare questa "mancanza di sentimento" o se questa sia il segnale di qualcosa che riguarda la relazione.
Il mio consiglio è cercare di far chiarezza, guarandosi dentro come già la collega dottoressa Majore le ha suggerito.
Si dia tempo, e nel caso in cui il disagio di questa situazione fosse tale da rendere difficile sopportarlo o non riuscisse a far chiarezza, crede che potrebbe, e solo in quel caso riprendere in considerazione la possibiltà chiedere un consulto ad uno psicologo, nonostante la precedente delusione?
G
[#7] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
non credo che chiederei aiuto ad uno psicologo anche perchè credo che esistano per problematiche più specifiche più che per i sentimenti e l'amore, nel senso, se trovassi l'onnipotente di fronte a me e sapesse dirmi che cos'è l'amore allora sarei sicuro di ricevere una risposta esaudiente, ma visto che questo è un concetto a cui ognuno di noi dà una sua interpretazione, non mi sembra sia il caso.
la ringrazio della sua risposta tempestiva, ho bisogno seriamente di guardarmi dentro e vi chiedo se c'è un esercizio o un metodo più o meno pratico per cercare di non farmi sfuggire niente, ad esempio prendendo un foglio e segnandomi qualcosa.. (forse starete ridendo perchè è una stupidata :P )

M.
[#8] dopo  
Dr.ssa Paola Cattelan
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La psicopatologia, quali sono i disturbi d'ansia, non deriva da un eventuale abuso di cannabis, semmai può venire "slatentizzata" da questo evento: cioè si manifesta in concomitanza di un evento specifico, ma non avviene per un collegamento diretto causa-effetto.

E' il complesso dei processi psichici interni, delle predisposizioni e vulnerabilità interne, delle esperienze di vita e relazionali che determina chi siamo e come ci muoviamo ora nel nostro mondo.

In psicoterapia non si forniscono risposte a domande, esaurienti o meno. Ma si modifica, in un percorso costruito di volta in volta insieme, ciò che determina uno stile di vita non ben adattato (cioè che ci crea dei problemi/disagi/sintomi).
[#9] dopo  
Dr.ssa Sara Daniela Elettra Pezzola
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Ammetto di essere confusa....
lei dice che non chiederebbe ad uno psicologo di aiutarla a far chiarezza, perchè solo l'onnipotente ha le risposte che lei cerca....
ma poi
"vi chiedo se c'è un esercizio o un metodo più o meno pratico per cercare di non farmi sfuggire niente"
E questo è qualcosa che fa parte di una consulenza psicologica, un esercizio finalizzato al raggiungimento di un obiettivo ma che non può certo funzionare al di fuori di un contesto quale quello di un percorso psicologico...