Utente 356XXX
Salve, sono un ragazzo di 28 anni!
da anni (3-4) quando vado al bagno, mi capita in presenza di feci piu consistenti di notare una fuoriuscita dal pene di un liquido viscoso trasparente. informandomi in rete, ho letto che questo fenomeno prende nome di Prostatorrea defecatoria ed è spesso un sintomo di congestione prostatica!
Mi chiedevo se non avendo altri tipi di sintomi, tale fenomeno nel mio caso possa essere una cosa regolare, oppure mi devo preoccupare e fare una cura antibiotica.
Sono un tipo ansioso e questo problema mi sta facendo un po spaventare.
E' una cosa che se fosse da risolvere basta una cura antibiotica?

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la prostatorrea da sforzo é da considerarsi come espressione di congestione prostatica,molto frequente specialmente quando non si ha una vita sessuale regolare.Altro é la convivenza,altro é la occasionalità del rapporto programmato.La terapia antibiotica va prescritta unicamente in seguito ad un'accurata visita andrologica che,dopo un'attenta diagnostica,confermi l'eventuale stato infiammatorio.Si tranquillizzi e consulti uno specialista esperto.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2007
grazie per la rapida risposta!
la mia vita sessuale non è regolarissima per mancanza di occasioni con la mia ragazza! diciamo che ho rapporti ogni 7-10 giorni, anche se spesso mi "consolo" da solo.
La cosa che mi fa pensare, è il fatto che ne "soffro" da 3-4 anni senza altri sintomatologie!
adesso che è un periodo che sono piu ansioso pero mi ci sto fissando sopra!
[#3] dopo  
Dr. Daniele Masala
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Caro signore probabilmente lei ha una infiammazione della ghiandola prostatica che normalmente non avverte se non quando va di corpo nelle condizioni descritte.
Il mio suggerimento al fine di controllare per tempo la situazione e trattarla è quella di rivolgersi nella sua zona ad un urologo che inquadrerà la sua condizione prostatica e le avvierà probabilmente una terapia decongestionante e le fornirà degli utili consigli di carattere igienico-comportamentale per gestire al meglio la sua condizione prostatica nel futuro.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#4] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2007
Nell'attesa di andare a farmi visitare da un urologo, per tranquillizzarmi, mi piacerebbe sapere solitamente come si cura questo problema?
sarebbe un sintomo di una leggera prostatite (dato che non ho latri sintomi)? la terapia per curarla è una terapia antibiotica?
purtroppo finche non riesco a tranquillizzarmi sulla gravità del mio problema e sul iter curativo non vivo bene.
[#5] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2007
Inoltre la cosa che mi fa pensare ancora di piu è il fatto di aver convissuto con questo problema per 3 4 anni senza avere avuto altre noie! ora la mia ansia mi attanaglia e oramai e come se avessi la testa sempre li fissa sul problema!
[#6] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2007
ho cercato di controllare il fenomeno e negli ultimi 20 gg non ho avuto episodi di prostatorrea defecatoria!
solo ieri che ho "sforzato" un po di piu nella defecazione è riapparsa. anche se devo dire con minor quantita del "solito".
La mia domanda è: E' possibile sia una cosa mia fisilogica data anche il lungo periodo da cui persiste ( 3 4 anni, forse anche di piu e non ci facevo caso) senza avere altri sintomi e fastidi di alcun genere?
[#7] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,perchè non esporre il Suo problema ad uno specialista della Sua zona ?Certamente una visita può chiarire molto di più che un consulto via web.Cordialità.
[#8] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2007
certo ha ragione! pero era una semplice domanda.
ero solo curioso di sapere se dato il lungo tempo che persiste senza altri sintomi possa essere una cosa fisiologica
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
il segno clinico che Lei riferisce, e cioè quello che correttamente definisce "prostatorrea defecatoria", merita senza dubbio un approfondimento diagnostico specialistico, ma di certo non equivale ad una diagnosi. In altri termini occorre definire numero, consistenza e ritmo degli episodi di perdite uretrali prima di formulare un dubbio di patologia. Sarebbe troppo semplicistico far risalire il tutto ad una prostatite e partire in quarta con terapie farmacologiche... Antibiotici? E perchè mai? Su quali basi? Se è vero comunque che spesso una sana e regolare osservanza dell'igiene sessuale in senso lato previene possibili fenomeni infiammatori prostatici, è pur vero che a volte basta una banalissima cistite a innescare consensualmente il meccanismo infiammatorio della ghiandola.
In definitiva, vista la totale assenza di ulteriori segni e sintomi clinici, io aspetterei il controllo clinico reale prima di entrare in ansia. Potrebbe non esservi alcuna base patologica.
Ci tenga informati, se lo desidera, dell’evoluzione della Sua storia clinica.
Auguri affettuosi per tutto ed un cordialissimo saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2007
Dopo un po di titubanza sono stato dall'urologo.
ha effettuato l'esplorazione via rettale della prostata.
ha trovato la prostata normale, non dolente e non congestionata.
Mi ha detto di avere rilevato una vesciculite, (in questi giorno urinavo spesso e avevo dei fastidi all'inguine e allo scroto.
Per la prostatorrea lui ritiene che non sia da considerarsi malattia, dato l'occasionalita degli episodi e il lungo lasso di tempo che cio accade.
mi ha molot tranquillizzato e mi ha prescritto 1 compressa di Cistalgan per qualche gg.
Spero che i fastidi di questi gg passino presto.
grazie a tutti per il supporto datomi in questo periodo
[#11] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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ci mantenga informati sull'evoluzione se le fa piacere
[#12] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
tutto bene allora...anche se credo Lei intendesse dire "cistite" e non "vesciculite"...
In ogni caso complimentissimi al Collega...nel senso che palpare una vescichetta seminale alla esplorazione rettale non è cosa di poco conto...se la vescichetta seminale non è davvero di ragguardevoli dimensioni. Ma in tal caso...un esame ecografico sarebbe quasi tassativo...Insomma..tutto bene quel che finisce bene.
Ci tenga informati dell’evoluzione del storia clinica, se lo desidera.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO