Utente 226XXX
Buongiorno a tutti. Sono un ragazzo di 23 anni che ormai da quasi un anno ha subito una frattura dello scafoide, dapprima non riconosciuta in quanto non evidenziata nelle prime lastre.
Dopo ben 2 mesi ed un altra radiografia, la frattura era ben evidente ed al fine di evitare interventi, mi è stato prescritto un ciclo di (dolorosissime) onde d'urto. La parte non è mai stata immobilizzata comunque.
Dopo 2 mesi la situazione era pressocchè identica, ho consultato quindi altri medici che continuano a darmi opinioni discordanti. Nonostante la frattura, l'osso non è stato compresso ed in definitiva tutti concordano sul fatto che la mobilità del polso e il quadro generale sia molto più positivo di quanto ci si aspetti, ma mi ritrovo dopo un anno ancora con una mano che non posso usare al 100% e senza sapere cosa fare di preciso. Posso muovere il polso con estrema facilità e senza dolore, ma poggiare il peso sul palmo è alquanto difficile.
Ho cominciato a pensare all'intervento da un po', ma anche li continuo a trovare opinioni discordanti. Oggi addirittura mi hanno detto che per la vite di Hebert va inserito un frammento osseo prelevato dal bacino, ma non ho mai letto niente a riguardo.
Il mio atroce dubbio ora è che in tutto questo tempo in cui i dottori hanno esitato, avrei potuto risolvere tutto con un intervento.
So che le varie vie di azione dipendono dai casi, allego quindi una foto recente dell'ultima radiografia, che è anche la più significativa.
http://imageshack.us/f/825/polso.jpg/ (chiedo scusa per l'evidenziatura)
Grazie mille, spero di ricevere i vostri pareri al più presto!

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Dr. Umberto Donati
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Come sa dalle linee guida che certo avrà letto prima di proporre il Suo quesito non è concesso di vedere immagini di qualsiasi tipo.
La frattura dello scafoide è la frattura più insidiosa perché di difficile guarigione.
Il tempo trascorso dal trauma esclude che la frattura possa consolidare da sola. E' verosimile in questi casi che sia necessario un intervento chirurgico, ma l'indicazione a qualsiasi trattamento richiede la visita diretta. Vi sono vari tipi di trattamento e nei casi in cui è richiesto di colmare un deficit di osso si ricorre in genere all'osso del paziente, che può essere prelevato da altre sedi (anche il gomito)
A questo punto è necessario che si rivolga a un ortopedico esperto in Patologie della Mano per avere un quadro della situazione e le indicazioni a un trattamento appropriato. Può trovare qui http://www.sicm.it/soci_ita.html gli Specialisti della Sua regione, anche se limitatamente a quelli iscritti alla Società, con indicate anche le strutture pubbliche presso le quali lavorano.
Cordiali saluti