Utente 529XXX
Salve,
da alcuni anni accuso alcuni problemi che presentano un'andamento altalenante. Alcune volte mi capita che dopo la minzione, anche a distanza di diversi minuti, perdo qualche goccia di urina preceduta da un lieve dolore (questo mi permette a volte di anticipare situazioni imbarazzanti riuscendo a correre in bagno). Associato a questo disturbo è iniziato un problema di disturbo erettile che consiste, a seconda dei casi, nel non riuscire a mantenere una "rigidità", presente inizialmente, durante tutto il rapporto oppure a non raggiungerla addirittura (questo, alcune volte, quando non sono con la mia patner abituale). Ho eseguito, all'inizio della sintomatologia ossia 2 anni fa, alcuni esami su indicazione del medico (TSH 1.77 , FSH 2.1 , Prolattina 1.28 tutti nei range di riferimento). Non ho eseguito il dosaggio del testosterone perchè, a detta del mio medico, non era necessario visto il mio "aspetto esteriore" (pochi capelli e villosità estremamente diffusa e rigogliosa nel resto del corpo ?!?!). Tutti gli altri esami risultavano nella norma. Ho poi eseguito una visita da un urologo che ha rilevato una "disuria di grado modesto riferibile a prostatite sub acuta". All'ecografia prostatica è risultata una calcificazione, causa, a suo parere per dimensione e localizzazione, della disuria. La prostata all'E.O. viene descritta di volume modesto, soffice e dolente. Ho iniziato una terapia con un ciclo di Pradif 1 cp die per 30gg. ripetuto dopo tre mesi e limitandomi nell'attività sportiva (ciclismo) con esito discreto. Per quanto riguarda il problema di D.E. è stata diagnosticata da entrambi i medici la natura ansiogena del problema. Mi è stato prescritto del Cialis 10 mg che, sinceramente, ho usato poche volte per una remissione spontanea della sintomatologia. Ora, ha distanza di due anni, questi problemi si sono ripresentati. Molto meno frequentemente il problema della disuria, un pò più frequentemente il problema del D.E.. Credo che dal punto di vista anatomico e vascolare non ci dovrebbero essere dei problemi (alcune volte, spesso durante la "pennichella post prandiale" ho delle erezioni spontanee con una rigidità più che ottimale e di lunga durata)ma per il resto il problema si è ripresentato con maggiore frequenza (buona erezione iniziale per poi un lento ridimensionamento). Premetto che conduco una vita particolarmente stressante. La mia domanda è semplice: onde evitare di nuovo estenuanti visite e controlli, è sufficiente la presenza di queste erezioni spontanee a orientare la diagnosi di D.E. su base ansiogena?

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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Prenota una visita specialistica
prima di fare una dignosi è preferibile una visita andrologica per escludere eventuali cause organiche
cordiali saluti
dott. Giuseppe Quarto
www.prevenzioneprostata.com
[#2] dopo  
Dr. Patrizio Vicini
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GROTTAFERRATA (RM)
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Iscritto dal 2007
Caro lettore
la presenza di erezioni spontanee valide indirizza verso una disfunzione o deficit erettivo di tipo psicologico ma per la diagnosi di certezza esistono test diagnostici molto specifici ed accurati
Cordiali saluti
Dott. Patrizio Vicini
www.patriziovicini.it
[#3] dopo  
Utente 529XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio i medici per le risposte, il cui contenuto già immaginavo, e ne approfitto per avere alcune indicazioni da loro sugli esami ematici da effettuare prima di consultare uno specialista andrologo e sulla differenza tra il dosaggio del testosterone e del testosterone libero a livello organico. Inoltre vorrei sapere in che modo la libido può essere influenzata da tali ormoni. Nella descrizione della sintomatologia mi sono dimenticato di scrivere che, durante il "petting" con la mia partner "secondaria" ho un'abbondante produzione di liquido trasparente (prostatico?) ma una scarsa erezione (che si completa se non in determinate occasioni di tipo ambientali). Grazie di nuovo.