Utente 209XXX
Salve,
tra un paio di settimane devo subire un intervento in anestesia generale e, durante la visita, l'anestesista, guardandomi in bocca, collo, mento ecc..., mi ha detto che ho un "indice di intubazione" (se ricordo bene il termine che ha usato) pari a 2 o forse 3, anche la collega che passava in stanza ha convenuto.
La Dott.ssa anestesista mi ha spiegato che è leggermente più difficile eseguire su di me l'intubazione ma, sorridendo, ha aggiunto "niente di impossibile", mi ha detto che al massimo avrei avuto un po' di fastidio in gola dopo l'operazione. Mi è sembrato di capire che questo possa dipendere dal fatto che non ho il cosiddetto "mento sporgente"... posso aver capito giusto? O il mento non c'entra niente?
A quali altri problemi potrei andare incontro?

Grazie in anticipo e scusatemi per la domanda forse sciocca!

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera gentile Utente,
lei non ha fatto assolutamente una domanda sciocca, tutt'altro, in quanto ha toccato uno dei punti delicati della nostra attività di Anestesisti: quello della potenziale difficoltà all'intubazione che può verificarsi in sala operatoria. La visita anestesiologica preoperatoria serve ANCHE a valutare proprio questo: attraverso la valutazione delle caratteristiche somatiche complessive del paziente e in particolar modo della conformazione della bocca, del suo interno, del collo e del mento.
Esistono infatti una serie di parametri morfologici che l'Anestesista deve valutare per dare un giudizio complessivo del grado di eventuale difficoltà all'intubazione e per non trovarsi personalmente o non far trovare inaspettatamente impreparato un altro collega all'evento. E questo indice serve anche per organizzarsi preventivamente in sala operatoria per affrontare l'eventuale difficoltà con una serie di tecniche, di presidi o strumenti alternativi alle tecniche tradizionali di induzione e intubazione.
Proprio questa valutazione approfondita e a lei riferita per la correttezza del consenso informato, dovrebbe tranquillizzarla.
Così anche la tranquillità dimostrata dalla collega che l'ha visitata. Il rischio che potrebbe correre è che se l'intubazione non avvenga, sia necessario svegliarla e rimandare l'intervento. Un estrema possibilità è anche quella di intubarla da sveglio con una lieve sedazione e in anestesia locale con uno strumento che si chiama fibro broncoscopio.
Stia tranquillo perchè la preventiva valutazione di una potenziale difficoltà all'intubazione ha già attivato nei colleghi che l'affronteranno tutta una organizzazione per minimizzare qualsiasi rischio per il paziente.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 209XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille per la Sua risposta, Dott. Alvino.
Ho capito che con la visita che mi è stata fatta si sono messi in moto i meccanismi per permettere all'anestesista che mi seguirà in sala operatoria di poter lavorare al meglio ma, giusto per curiosità, è possibile sapere questa scala di "difficoltà" che valori ha? Ovvero il mio 2 (forse 3) dove si colloca? E' un valore medio o elevato?
La assicuro che è pura curiosità, anche perché di certo io non potrei fare nulla per cambiare le cose e, come giustamente ha detto Lei, anche la tranquillità della Sua collega era confortante! Ma, data la mia natura, per me è altrettanto confortante avere anche una minima percezione di quello cui vado incontro, l'ignoranza è una brutta bestia :D


Ps.
So che probabilmente le chiedo troppo e non è nemmeno la sezione giusta, ma il sito non mi permette di inviare più di una domanda al giorno... quindi provo ad approfittare di Lei, mi ignori pure se sono fuori luogo. Sempre per l'operazione suddetta devo fare per alcuni giorni una dieta priva di scorie. Io prendo, una volta al giorno, una bustina di Psyllogel (fibre) per aiutare la regolarità intestinale... le devo sospendere?


[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera, in realtà non esiste una scala di difficoltà per l'intubazione difficile. Esistono una serie di parametri morfologici da valutare e uno di questi (in realtà a mio modesto avviso neanche tanto predittivo se considerato da solo) che è il Mallampati. Solo questo indice che va da una scala da 1 a 4, con valori direttamente proporzionali alla difficoltà possibile di intubazione, è indicato appunto con dei valori numerici.
Per cui se è il Mallampati 2 o 3 che lei ha sentito (se è quello) in realtà non fa prevedere neanche un' eventuale difficile intubazione, collocandosi ad un livello potenziale di media difficoltà.
Personalmente valuto ( ma sicuramente lo ha fatto anche la Collega) anche la conformazione del collo, l'apertura della bocca e la distanza tra le arcate dentarie, la distanza tra la cartilagine tiroidea e il mento (uno dei più indicativi), l'eventuale prognatismo o lo sviluppo del mento (es. il mento sfuggente), un eventuale condizione di sovrappeso. Sono tutti parametri molto tecnici che costituiscono, solo valutati nel loro insieme, una potenziale difficoltà che pùò essere incontrata. Le ripeto per sua tranquillità: non mi sembra però che la Collega si sia particolarmente preoccupata.

Per il secondo quesito purtroppo non so neanche che tipo di intervento deve fare, pertanto l'unico consiglio che le do è quello di seguire alla lettera le indicazioni che il suo Chirurgo le ha dato in merito.
saluti