Utente 228XXX
Buongiorno Professore
Sono una signora di 61 anni portatrice di PM bicamerale dal 2004 e che ha subito una ablazione nel 2006. Da circa 2 mesi (metà settembre 2011) soffro di crisi respiratorie con aumento improvviso di pressione (100/180) della durata di pochi minuti, pur non avendo mai sofferto di ipertensione. Da quel giorno si sono verificati diversi episodi di questo genere, e sono ricorsa quasi ogni volta al pronto soccorso. Durante le visite mi sono stati fatti ECG, Ecocuore, analisi ematiche e raggi x al torace tutti con esito negativo. Durante una visita di controllo al PM effettuata in data 10 ottobre, dal tracciato è emerso un funzionamento anomalo proprio in corrispondenza del giorno della prima crisi respiratoria, ed uno sfilacciamento di uno dei due cateteri. Il medico ha allora deciso l’esclusione del catetere mal funzionante assicurando che quella poteva essere una delle cause del disturbo.
I giorni seguenti il disturbo si è ripetuto in maniera identica. A quel punto il mio cardiologo curante, decideva nell’intervento di sostituzione dello stesso effettuata in data 17 ottobre.
Lettera di dimissioni post intervento:
Anamnesi
Fattori di rischio cardiovascolare: Familiarità per CAD, Ipertensione arteriosa pregressa, abitudine tabagica.
Anamnesi patologica remota: esiti di isteroannessiectomia nel 2001 con follow-up riferito nella norma. Neurinoma nell’apice polmonare destro noto dal 1990 e in follow-up. Ipotiroidismo primario in terapia sostitutiva con L/Tiroxina. Episodi di attacchi di panico.
Anamnesi cardiovascolare: Nel 2004 impianto di PM bicamerale per BAV avanzato. Successiva ablazione di TPSV recidivanti. In settembre u.s. diversi accessi in PS per rialzo pressorio.
Anamnesi recenti e motivi di ricovero: da circa un mese riferiti episodi di dispnea e senso di affanno della durata di circa 30 minuti a risoluzione seguiti da astenia. In data 7/10 eseguita visita cardiologica: al controllo del pace maker verosimile sguainamento del catetere atriale con ottimo funzionamento del catetere ventricolare; pace maker in fase di scarica naturale; programmato intervento di revisione del catetere e sostituzione del PM.
In data 17/10 nuovo episodio di capogiro e dispnea per cui la paziente si reca in PS con successivo ricovero presso la nostra UO per le cure e gli accertamenti del caso.
Diario clinico
PA all’ingresso 150/70 mmhg. ECG all’ingresso ritmo da PA a 60 bpm. In data 17/10 eseguito tentativo di rimozione del catetere atriale mal funzionante non riuscito per occlusione della vena cava superiore. Si isola pertanto il catetere atriale e si riprogramma Pm in modalità di stimolazione VVI. Sostituito inoltre il generatore del dispositivo in fase di scarica naturale (PM Medtronik).
Ormai a distanza di 20 giorni dall’intervento le crisi respiratorie con conseguente affaticamento sono continuate con un frequenza ogni 4-5 giorni. Secondo il suo parere questi scompensi possono essere implicati all’occlusione della vena cava o a cos'altro?

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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A leggere tutto ciò che lei ha riportato è verosimile che lei abbia avuto una embolia polmonare, partita appunto dalla trombosi della vena cava.
Sono sicuro che le avranno eseguito un emogasanalisi, un D dimero e una TC o almeno una scintigrafia polmonare.
Le domando solo una cosa, lei non assumeva ne antiaggerganti piastrinici o anticoagulanti nonostante la sua storia?
Arrivederci
Cecchini
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[#2] dopo  
Utente 228XXX

Iscritto dal 2011
Innanzi tutto la ringrazio tanto per la risposta tempestiva che ha fornito. Il dimero D aveva valore 63, la Troponina T 0,008 e la Pro-Bnp 490. In realtà gli altri esami sopracitati quali TC e scintigrafia polmonare non sono stati effettuati. Riguardo gli altri 2 farmaci che ha citato non li ho mai assunti. Ma l'embolia polmonare a cui lei fa riferimento ha una attinenza con il PM? O è legata all'occlusione della vena cava procurata anche dal catetere del PM che non si è potuto rimuovere durante l'intervento di sostituzione del vecchio PM?
Visto il persistere dei disturbi, secondo il suo parere in che modo ci conviene procedere?
Tra l'altro, per il problema alla vena cava abbiamo saputo l'esistenza di un centro specializzato a Pisa per il suo carotaggio. Secondo lei è un intervento strettamente necessario?
Grazie ed arrivederci
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Beh secondo il nostro laboratorio 63 di D dimero è piuttosto elevato.. Visto che la trombosi della cava è stata diagnosticata è indispensabile che la paziente inizi terapia anticoagulante orale con Coumadin, anche se mi stupisce molto che pur essendo una portatrice di PM non assumesse neppure un antiaggganti piastrinico.
Penso che la terapia anticoagulante sia al momento più importante di ogni cosa, anche se comprenderà che per via telematica non è possibile dare consigli seriamente utili.
Per concludere presso la Mia Università c'è in effetti un ottimo centro di aritmologia specializzato tra l altro nel recupero di cateteri.
Arrivederci
Cecchini
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