Utente 228XXX
Buongiorno, chiedo consulenza per capire le strade che ritenete più idonee nel mio caso. Finora mi si è parlato di neurochiriurgia e a voi mi rivolgo, ma vi chiedo anche di valutare eventuali soluzioni diverse da quelle chirurgiche, se efficaci per il recupero della funzionalità piena.

Ho sempre sofferto di brevi "torcicollo" di un paio di giorni che si ripresentavano casualmente a distanza di vari mesi. In ottobre ne ho avuti 2 in poco tempo, poi, a ruota, per 3 settimane ho accusato leggeri fastidi al collo, dalla metà alla base, sulla sinistra, senza particolari problemi di movimento.
6 giorni fa il dolore si è improvvisamente impennato dandomi anche una leggera insensibilità alla punta di indice e medio della mano sinistra. Dopo 2 notti insonni per il male alla base del collo e al braccio (come se fosse sotto una pressa) pur prendendo muscoril e un antidolorifico, mi sono dovuto rivolgere al pronto soccorso dove mi hanno iniettato flexen, urbason e infine tramadolo con benefici temporanei solo ore dopo. Ora, da 3 giorni prendo bentelan, artrosilene e tachidol. Il dolore è più sopportabile ma dipende dalla posizione che assumo e raggiunge ancora livelli "importanti" se mi muovo troppo, ma soprattutto da ieri noto minor forza a braccio e mano sinistri (già riscontrata durante la visita in ps) e un più forte formicolio/pizzichio sul braccio, in alcuni punti meno sensibile al tatto.
Per ora ho questi referti:

Visita ortopedica: cervicobrachialgia acuta sin con ipodisestesie in territorio di C6/C7
RX: modestissime note unco artrosiche distali. Riduzione in ampiezza degli spazi intrersomatici compresi tra C6-C7-D1
RM: Non sono apprezzabili evidenti alterazioni di sgnale a carico del midollo spinale
Regolare allineamento del muro vertebrale posteriore
Nei limiti della norma l'ampiezza del canale vertebrale nativo
Non si apprezzano significative alterazioni morfologiche e di segnale a carico dei corpi vertebrali esaminati
Lo spazio discale C6-C7 é ridotto d'ampiezza
Protrusione disco-osteofitaria pre-intraforaminale destra con riduzione d'ampiezza del forame di coniugazione corrispondente senza significativa impronta sul profilo midollare anteriore, a livello C3-C4; concomita sporgenza discale intraforaminale sinistra che riduce modicamente il forame di coniugazione corrispondente.
Sporgenza discale intraforaminale destra con riduzione d'ampiezza del forame di coniugazione corrispondente a livello C5-C6.
Protrusione disco-osteofitaria ad ampio raggio con riduzione d'ampiezza dei forami di coniugazione senza significativa impronta sul profilo midollare anteriore, a livello C6-C7.

Posto che non ho ben chiara la differenza tra sporgenza, protrusione ed ernia, sarei interessato a conoscere anche la vostra opinione sul da farsi.

Grazie per l'interessamento.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio
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La differenza tra le diverse denominazioni può non essere significativa perchè spesso un disco che sporge, o protrude o ernia (erniare significa fuoriuscire dalla propria sede naturale) può produrre una sintomatologia più intensa di un'ernia voluminosa.
Nel Suo caso queste protrusioni sembrano accompagnarsi anche a degli osteofiti,ossia protuberanze osse del corpo vertebrale che spesso hanno un valore clinico maggiore della stessa ernia.
Inoltre,quando si evidenziano queste alterazioni a più livelli, bisogna,attraverso una accurata visita medica specialistica, correlare queste o una di queste con la sintomatologia.
In base a tali risultanze poi si dovrà valutare se intervenire chirurgicamente, a quale livello e con quale tecnica chirurgica.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 228XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la sua cortesia e la chiarezza della spiegazione.
Ad una prima visione dell'RM il medico di base non ha dato particolare peso agli osteofiti ma una visita specialistica è programmata per la prossima settimana per una diagnosi più approfondita, come lei suggerisce.
Grazie di nuovo.