Utente 229XXX
Salve, sono un giovane utente. Da quasi due anni a questa parte soffro di una drastica riduzione di sensibilità al pene, sia per quel che riguarda il glande che per tutta l'asta. Il problema si manifestò per la prima volta a febbraio di due anni fa: era poco più di un mese che non procedevo alla masturbazione (di solito molto più frequente) e mi resi subito conto che la sensibilità tutta del pene era drasticamente diminuita, a differenza del corretto funzionamento di sempre. Associai subito il problema al fatto di aver indossato pantaloni a vita molto bassa con una cintura alquanto stretta che, comprimendomi la zona dell'attaccamento del pene all'inguine, mi procurava anche alcuni dolori tra le cosce. Il problema, che all'inizio si manifestava più acutamente nella zona superiore dell'asta, quella attaccata all'inguine, precludendomi la sensibilità mi privava fortemente anche del desiderio sessuale (che ho recuperato solo parzialmente dopo, facendo leva su fattori psicologi più che di sensibilità del membro). Anzi, inizialmente temevo addirittura anche per la funzionalità erettile, che però mi sono accorto di continuare a possedere, sebbene alcune zone sembrino più lente ad essere irrorate dall'afflusso sanguigno, come appunto la parte superiore dell'asta, che si inturgidisce più lentamente. Il problema, esteso anche in un certo qual modo a tutta la zona genitale, non solo non è finito, quanto a mio avviso è peggiorato. Se prima credevo di non avere più erezioni notturne, ora sono comunque molto meno frequenti, con polluzioni più rare: se prima bastava pochissimo per avere un'erezione, anche un piccolo sfregamento, ora per inturgidire il pene almeno in parte durante la masturbazione ho bisogno di eccitarmi psicologicamente, per poi procedere all'atto con forte forza delle mani. Inutile dire che per raggiungere l'eiaculazione non solo c'è bisogno di molta più fatica e sfregamenti innaturali, quanto anche di più tempo. Mi sono sottoposto a più d'una analisi passando per andrologi, urologi ed infine anche una visita di più giorni in un reparto di neurologia, addirittura per appurarsi non si trattasse di sclerosi. Il problema psicologico lo escludo fortemente, innanzitutto perché non ne ho mai sofferto, in secondo luogo anzi perch'è proprio il fattore psicologico che mi torna d'aiuto per mantenere un'erezione altrimenti insensibile. Tutt'oggi ancora non mi è chiara la situazione, e spero fortemente in una possibilità di guarigione. Sto attendendo un'ultima visita in un grande centro neurologico, sperando in qualche risultato. Vorrei un vostro parere e, per favore, sarei interessato a capire se questo tipo di problemi sono reversibili. Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
bisogna fare diagnosi differenziale fra anestesia (problema neurologico del pene o prostaico o ormonale) e pseudoanestesia (problema ansioso importante). I poantalonio non hanno rilevanza. Srnta collega dal vivo che di qua non si riesce a fare distinzione.
[#2] dopo  
Utente 229XXX

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Nel qual caso fosse anestesia, che soluzioni si profilerebbero, se di soluzioni si possa parlare? Per quel che ho letto, potrebbe essere quello il problema. Anche se non fosse il mio caso, generalmente esistono soluzioni in grado di risolvere il problema, che si presenta immutato anche dopo anni?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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bisogna vedere che di soluzioni ce ne sono un bel po: e vanno da farmaci neuroprotettori, agli ormoni agli antibiotici. Il fatto che sia immutato da anni senza altra patologia di accompagnamento fra propendere pre problema psicogeno. Se è psicogeno alla suia età risponde nìbene alla psicoterapia.