Utente 229XXX
Buon giorno,
Vorrei farvi una rapida descrizione della mia situazione: Ho 38 anni, sono sposato da 10 anni e con un figlio di 7. Ciclicamente si sono ripetuti periodi più o meno lunghi in cui ho problemi a mantenere l'erezione durante i rapporti e che inevitabilmente portano ad un cattivo stato d'animo sia mio che di mia moglie.
Durante i periodi “buoni”, tutto va a meravigliosamente ma, col passare del tempo, nelle occasioni in cui il problema si è ripresentato, la situazione familiare ha risentito dei trascorsi precedenti, con conseguenza che questa volta in crisi è entrata pure mia moglie.
In passato avevo iniziato un percorso di valutazione del problema presso il reparto di urologia di un importante ospedale della zona, ma essendosi risolto il problema spontaneamente, decisi di abbandonare la cosa credendo che la soluzione fosse definitiva. Ero scoraggiato nel proseguire le indagini anche dai lunghi tempi di attesa per visite ed esami.
Durante queste poche visite, l'aspetto comunque che era emerso, era di natura psicologica.

Dalla fine dell’estate, dopo un periodo di alti e bassi iniziato all’inizio dell’anno, ho avuto anche un crollo del desiderio per cui in questo momento non sento nemmeno il bisogno di avere un rapporto.

Il mio medico mi ha indirizzato nuovamente presso urologia, ma leggendo nel vostro sito mi sembra di capire che forse l’andrologo è più indicato.
Dopo la prima visita presso l'urologo, mi è stata richiesto un Eco-doppler vasi penieni con terapia farmacologica che dovrò fare fra due mesi!

Personalmente ritengo che il mio problema sia principalmente di natura psicologica, ma vi chiedo secondo voi quale potrebbe essere la via più giusta per affrontare definitivamente il problema che sta seriamente compromettendo il rapporto familiare.
Per cercare di accorciare i tempi che purtroppo con il sistema sanitario nazionale sono lunghissimi, potrei rivolgermi ad uno psicologo/sessuologo?

Sinceramente sono confuso e non vorrei far passare ancora troppo tempo.
Ringrazio anticipatamente per i vostri utili consigli.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
se il problema va e viene la prima cosa cui si pensa è la natura psicologica del problema stesso. Personalmente ritengo utile l' esecuzione di tutti gli esami e visita prescritte, che se anche negative per problema organico, servono a sgomberare il campo da dubbi di malattia. Il che è importante soprattutto perche nei casi di deficit erettivo si scatenano circoli viziosi pèsicogeni di carattere ipocondriaco qualsiasi sia la natura del problema stesso. Ora i lunghui tempi d' attesa sono dovuti che il sistema sanitario nazionale previlegia, a torto o a ragione, le prestazioni salvavita e la sua non rientra fra quelle. <eventualmente si può ricorrere alla sanità privata, che costa ma è più rapida.
[#2] dopo  
Utente 229XXX

Iscritto dal 2011
Innanzitutto un ringraziamento per la rapida e precisa risposta.

Quindi il consiglio è comunque di proseguire con quanto prescritto dall'urologo.
Avrei un'altra domanda.
Lo specialista mi ha anche detto che per il momento potrei "tamponare" con l'utilizzo di "aiutini" senza però indicarmi quantità o altro. Credete che il medico di famiglia possa consigliarmi in merito?
Sinceramente avrei piacere di poter ripartire con i rapporti con mia moglie che oramai si sono interrotti da un paio di mesi.
Ma l'uso di questi farmaci, può anche aiutare a ristabilire il desiderio che appunto sembra svanito?

Ringrazio ancora per il vostro intervento.

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Il mio personalissimo e ripeto personalissimo punto di vista è che gli aiutini non servono, bsiogna sradicare il problema alla radice.
Vede il deficit erettivo riconosce diverse cause (psicologiche, ormonali, circolatorie, prostatiche): individuata la causa si cura quella, il resto è conseguenza.
Detto questo nulla vieta soluzioni sintomatiche temporanee, che però solo nel 15% dei casi risolvono il problema, negli altri bisogna continuamente fare ricorso all' aiutino stesso.
Attualmente esiste un dibattito fra quelli come me che hanno posizioni estremamente ortodosse e tendono a rifiutare l' "aiutino" fino all' identificazione della causa (salvo casi eccezzionali), ed altri che hanno posizioni più possibiliste ed usano routinariamente l' aiutino stesso.
Alla finme della corsa nessuna differenza significativba nei risultati, basta che l' aiutini sia chiaramente identificato come tale e non come risolutore della patologia.
Omnia munda mundis.
[#4] dopo  
Utente 229XXX

Iscritto dal 2011
Ancora grazie per il suo gentile intervento e consiglio.

Se ci saranno sviluppi o avrò altri dubbi, vi terrò informati.

Grazie e Saluti
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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faccia sapere se vuole.
[#6] dopo  
Utente 229XXX

Iscritto dal 2011
Buon pomeriggio,

Vi scrivo soltanto adesso perchè proprio pochi giorni fa ho finalmente eseguito l'Ecodoppler penieno di cui vi avevo parlato e poi, ho approfittato della campagna "basta scuse" per una visita adrologica con cui potessi essere indirizzato a visite/esami più pertinenti.

Vi riporto il referto dell'esame tenuto il 26-01-12:

L'esame Ecodoppler ha evidenziato quanto segue:
Esame eseguito con sonda da 10 e 7,5 MHz in condizioni basali e dopo farmacostimolazione con 10 mcg di PGE1
Allo studio ecografico non si rivelano alterazioni a livello delle strutture peniene.
Allo studio color doppler velocità di picco sistolico basale nei limiti della norma a livello delle arterie sia dorsali che cavernose.

Arterie cavernose pervie lungo tutto il loro decorso.

Dopo farmacostimolazione si registra un regolare incremento della velocità di picco sistolico a livello delle arterie cavernose raggiungendo bilateralmente valori nei limiti della norma.
La componente diastolica permane marcatamente positiva per tutta la durata del test.
Al power-doppler arterie elicine visualizzabili solo sino al secondo ordine.

Erezione farmacoindotta caratterizzata da buona tumescenza peniena, in assenza di rigidità.

Conclusioni: Quadro emodinamico caratterizzato da marcata alterazione del meccanismo veno-occlusivo.

-----.....-----

Il medico che mi ha eseguito il test, mi ha detto che la mancanza di erezione poteva essere dovuta al mio stato emotivo durante il test, e che molto probabilmente sulla strada di ritorno a casa e in situazione di tranquillità di li a poco si sarebbe presentata l'erezione. E così infatit è stato.


Nel pomerigigo dello stesso giorno, ho avuto anche la visita andrologica secondo la campagna di cui accennavo in precedenza dove ho portato gli ultimi esami del sangue che avevo, e anche il risultato dell'ecodoppler della mattina stessa. La dottoressa che mi ha visitato, oltre che a farmi tutta una lunga serie di domande rientranti probabilmente nella campagna di indagine, mi ha anche fatto capire (non me lo ha detto apertamente) che secondo Lei, dopo aver esaminato i dati a disposizione, la natura del mio deficit è principalmente di natura psicologica. Ha proposto però tramite medico curante anche una serie di esami ematici includendo la verifica della SHBG.

Vi riporto quanto ha scritto nella lettera che la dottoressa ha indirizzato al mio curante:
Dal colloquio emerge una riduzione della libido e perdita di erezione normale durante il rapporto. Il signore ha già effettuato presso altra sede ECD del pene risultato normale.
Si consiglia per una migliore definizione del quadro alcuni esami ormonali, come FSH, LH, Testosterone, SHBG, Prolattina, TSH e fT4.


-----.....-----

Vi chiedo gentilmente un vostro parere in merito o se secondo voi c'è da aggiungere altri esami oltre che a quelli consigliati dalla dottoressa androloga.

Ringrazio anticipatamente per il vostro interesse e per i vostri consigli.
Saluti






[#7] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Che ha lavorato bene.