Utente 537XXX
Salve a tutti gli operatori di questo importante sito, vorrei davvero un aiuto per il mio "strano" caso.
Sono un ragazzo di 23 anni e fino allo scorso aprile non ho MAI avuto problemi di frenulo corto o roba del genere. Solo che in quel periodo mi capitò di prendere un fungo sul glande e quindi una volta guarito, l'elasticità non era più quella di una volta. Non dandoci molta importanza abbi una lacerazione del frenulo nella fase dei preliminari, dopo pochi giorni dalla guarigione del fungo.
Lasciai trascorrere un mesetto di quiete e da quel giorno il mio frenulo ha riaquisito una buona elasticità che mi ha permesso di avere rapporti sessuali normalissimi, con e senza condom.
Solo che adesso permane un piccolo problema che noto soprattutto quando il pene non è in erezione, e cioè un piccolo rigonfiamento sul punto esatto della lacerazione che toccandolo anche leggermente mi provoca fastidi !! e quando stiro la pelle diventa di colore bianca solo quella parte.
Arrivo al dunque e alla domanda: premesso che una qualsivoglia operazione sul mio povero pene mi terrorizza, preferirei piuttosto una seconda lacerazione "naturale", il mio unico obiettivo adesso è quello di eliminare questo piccolo rigonfiamento e fastidio che persevera ormai da mesi.. ma ripeto solo al momento del tatto e a pene flaccido. Ho provato a metterci "aureomicina 3%" di tanto in tanto ma non si è risolto del tutto.
Mi consigliate qualche altro trattamento che non sia chirurgico per favore? ve ne sarei grato A VITA.
Un salutone a tutti

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[#1] dopo  
Dr. Mirco Castiglioni
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Qualsiasi trattamento, chirurgico o non, deve essere prescritto dopo una visita o da parte del medico curante o da uno specialista. Solo a titolo informativo a volte possono essere utili applicazioni di unguenti a base di vitamina E.

[#2] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
condivido le considerazioni fatte dal collega Castiglione infatti quadri clinici particolari come il suo non possono essere affrontati e tanto meno risolti tramite una semplice e-mail e richiedono sempre una attenta valutazione clinica diretta prima di capire la causa del problema e poi impostare le necessarie strategie terapeutiche. A questo punto potrebbe essere utile una attenta valutazione andrologica.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org