Utente 209XXX
Buongiorno.

Ho una bimba di 5 anni e mezzo che presenta sintomi di allergia (lacrimazione, raffreddore improvviso, starnuti, naso chiuso, asma) quando viene in contatto con gatti o quando soggiorna in ambienti che hanno ospitato gatti. Ha fatto il prick test (circa un anno fa) e risulta effettivamente positiva seppur con un grado lieve.

In considerazione del fatto che la casa della nonna materna e' sempre (e sempre lo sara') frequentata da gatti, vorrei cortesemente sapere se:

1) questa allergia puo' scomparire con il tempo?
2) esistono degli esami più mirati per meglio specificare il grado di sensibilità a specifici allergeni?
3) la bambina puo' andare soggetta a shock anafilattici?
4) ci sono dei vaccini efficaci e adatti a una paziente in così giovane età?
5) e' opportuno che assuma preventivamente farmaci (tipo antistaminici) in quelle occasioni laddove sapessimo in anticipo che frequenterà ambienti con presenza di gatti (o del loro pelo)?

Grazie molte in anticipo. Distinti saluti

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[#1] dopo  
Dr. Nicola Verna
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Gentile Utente,
Cercheremo di rispondere per ordine ai suoi quesiti.
1) questa allergia può scomparire con il tempo?

La sensibilità per il gatto tende a ridursi nel tempo se evitamo il contatto o il soggiorno negli ambienti frequentati dall'animale. La continua esposizione mantiene, purtroppo, "viva" la sensibilizzazione.

2) Esistono degli esami più mirati per meglio specificare il grado di sensibilità a specifici allergeni?

Cui prodest? Ovvero, a cosa serve sapere gli allergeni specifici quando la manovra più efficace dal punto di vista clinico è l'allontanamento dell'animale? Per soddisfare la sua curiosità possiamo dire che gli allergeni specifici più spesso coinvolti nell'allergia al gatto sono l'allergene Fel d 1, secreto dalle ghiandole sebacee del gatto e il Fel d 4, che viene espresso nella saliva.

3) La bambina può andare soggetta a shock anafilattici?

Gli allergeni respiratori come quelli prodotti dal gatto non danno, generalmente, reazioni anafilattiche ma, possono causa di attacchi asmatici anch'essi potenzialmente fatali.

4) Ci sono dei vaccini efficaci e adatti a una paziente in così giovane età?

Molte aziende producono estratti per l'immunoterapia specifica anche per il gatto. Questa scelta terapeutica va riservata, però, ai casi in cui non è possibile l'allontanamento dall'allergene.

5) E' opportuno che assuma preventivamente farmaci (tipo antistaminici) in quelle occasioni laddove sapessimo in anticipo che frequenterà ambienti con presenza di gatti (o del loro pelo)?

Quest'ultima rappresenta la scelta terapeutica più spesso utilizzata. Va guidata da uno specialista Allergologo che adatterà la terapia all'età della bambina ed alla severità dei sintomi.

Cordiali saluti,
[#2] dopo  
Utente 209XXX

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Egr. Dottor Verna,

La ringrazio molto per la celerità e la completezza della risposta.

Un chiarimento: il vaccino e' indicato solo in quei casi dove non si puo' evitare il contatto con l'animale altrimenti la migliore "terapia" per perdere la sensibilizzazione rimane semplicemente evitare il soggiorno in ambienti frequentati da gatti?

E (mediamente) dopo quanto tempo in assenza di esposizione agli allergeni di cui sopra si puo' ridurre (fino a farla scomparire) l'allergia?

Grazie ancora e cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Nicola Verna
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La migliore "prevenzione" in Allergologia è sempre l'allontanamento dell'allergene quando ciò è praticabile. Non prevedendo la somministrazione di farmaci, non espone ad effetti collaterali e soprattutto ai costi dell'immunoterapia specifica (dai 600 agli 800 € l'anno per 3-5 anni).
Per quanto riguarda la "perdita di sensibilità" cutanea, essa non corrisponde alla scomparsa dell'allergia, ovvero della malattia. In altri termini, allontanando il soggetto allergico dall'allergene, si osserva una riduzione della sola positività cutanea osservata durante i test allergometrici (talvolta fino ad una apparente scomparsa nell'arco di 5-10 anni). La riesposizione, però, porta, quasi sempre, ad una ricomparsa della sensibilità cutanea.
Cordiali saluti,