Utente 151XXX
Salve, in merito all'argomento desidererei cortesemente avere delle informazioni atte a chiarire alcuni dubbi dal momento che ho sentito pareri un pò contrastanti. Premetto che da 1 anno e 1/2 a questa parte ho una nuova compagna con la quale ho un rapporto stabile e regolare, e con la quale ho una buona intesa sia sul piano affettivo che sessuale. Con lei pratico, talvolta, anche sesso anale non protetto dal momento che ella non si pone pregiudizi morali in merito a tale pratica. Ora, a prescindere da questo aspetto, come dicevo prima ho sentito pareri contrastanti nel senso che c'è chi asserisce che tale pratica è molto pericolosa in quanto ad alto rischio di Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) e chi sostiene che, in caso di coppie regolari (come nel mio caso) non esiste un reale ed effettivo rischio se ci si attiene alle regole di una buona igene intima personale. Francamente sono un pò perplesso! Dato che in un paio di occasioni, 1-2 gg dopo aver fatto sesso anale con la mia compagna, mi è capitato di aver poi accusato un leggero senso di bruciore in concomitanza della punta del pene e del primo tratto uretrale (risolti poi con assunzione di MONURIL 3g) mi sorge spontaneo chiedermi quali reali ed effettivi problemi potrebbero sorgere, sia per me quanto per la mia compagna, nel praticare sesso anale non protetto???
Vi sarei grato per una risposta esaustiva che, oltre a fornirmi e spiegarmi tutte le eventuali quanto possibili complicanze derivanti da tale pratica sessuale, sia appunto in grado di porre una reale ed effettiva chiarezza in merito all'argomento a maggior ragione se considero il fatto che, in più di un'occasione, per la mia compagna non ha costituito un problema (sebbene entrambi consenzienti) l'esser passati direttamente da un rapporto anale a quello vaginale, cosa questa che, peraltro, in un paio d'occasioni ha prodotto anche a lei dei piccoli bruciori risolti poi con applicazioni di apposite creme ed ovuli vaginali. Fermo restando che nessuno di noi 2 è affetto da MST, che curiamo molto l'igene intima personale, quale rischio/pericolo reale esiste quindi sia per la mia compagna quanto per me nel praticare del sesso anale non protetto? In attesa di un gentile e gradito riscontro, ringrazio anticipatamente!
[#1] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettore,

il rischio infettivologico è teorico ma non è ben quantificabile dal momento è scontato che la flora batterica rettale è diversa da quella orale, vaginale, cutanea e balanica, cioè del glande.

d'altronde i fatti dimostrano che i fastidi o bruciori lei li ha già provati, e pure la sua compagna.

agiiungo i potenziali microtraumi che il pene può subire in erezione durante l'atto coitale anale, dal momento che penetra in un canale ben rivestito da buone strutture muscolari. Tali sollecitazione per quanto non dolorose possono indurre microtraumi che determinano una reazione infiammatoria con conseguenze imprevedibili sul tessuto e sulla funzione erettiva.

cordialità