Utente 231XXX
Esimi dottori,
sono un ragazzo sulla trentina a cui nel mese di luglio, in seguito alla presenza di sangue nello sperma e a dolore scroto/testicolare, il medico curante di base ha diagnosticato una "epididimite" che ha dovuto curare con Ciproxin 500 matt./sera per 7 giorni ed aulin per circa una settimana.
A distanza di un paio di settimane, forse anche causa di coiti interrotti (trattengo in genere l'eiaculazione per prolungare il tempo del rapporto sessuale), ho notato nuovamente sangue nello sperma in concomitanza di forti dolori pelvici, presenza di corpi gelatinosi giallastri nell'eiaculato, mal di schiena, infiammazione al nervo sciatico e malessere in generale.
Preoccupato effettuo una visita urologica digitoprostatica insieme ad ecografie della vescica, dei testicoli e della prostata. Tutto questo ad inizio agosto di quest'anno. Risultato: nessuna lesione ai testicoli e alla vescica, prostata normovolume ma costipata, quindi, una "prostatite acuta batterica" che ho curato con altri 23 giorni circa di Ciproxin 500, topster supposte, aulin matt/sera e Proxana plus a base di serona repens.
Al termine della terapia ho eseguito tampone uretrale, prepuziale, spermiocultura, spermiogramma, urinocultura e non so quanti altri esami per determinare se il batterio che aveva scatenato il tutto fosse stato completamente debellato.
Premesso che tutti i sintomi della prostatite si erano quasi completamente attenuati ma non scomparsi del tutto (dolore pelvico persistente), i risultati riconducono alla sola presenza dello staphilococcus warneri che l'urologo dice saprofita e non più riconducibile al problema. Conclusione: altri 14 giorni di Bactrin ed altre due settimane di proxana plus.
Sono stato circa un mesetto bene, ma ho voluto rieffettuare un'ecografia ai testicoli perchè doloranti ed accompagnati da senso di calore. L'urologo ha notato una leggera accentuazione del varicocele da I° a II° che diceva essere già presente: unico rimedio daflon e slip. Attualmente convivo con questa disagevole sensazione che porta a fitte alterne ai testicoli, alle volte lievi ed alle volte più forti che necessitano di aulin.
All'inizio di Novembre, quando ormai pensavo di aver risolto i miei problemi... comincio a soffrire di nuovo dei classici sintomi da prostatite ma "senza sangue nello sperma" per cui mi autoprescrivo: Permixon cps molli, Tavanic 500 una al giorno per 20 giorni e topster supp. per dieci giorni.
Solo oggi, inizio dicembre, quando era ormai una settimana che godevo di ottima salute, contusione alla caviglia a parte che pure mi ha costretto ad antinfiammatori, mi accorgo nuovamente, a seguito di autosoddisfazione, della presenza di sangue nello sperma. Questo però non è di colore rosso vivo come la prima volta, bensì marroncino scuro ed in quantità minore. La rimanente sintomatologia è assente, necessità a parte di urinare più spesso.
Come si spiega.? Può essere dovuto il tutto allo sport eccessivo oppure a STRESS (separazione).? Aiutatemi.

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[#1] dopo  
Dr. Mauro Seveso
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CASTELLANZA (VA)
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Gentile Signore, il quadro clinico da Lei descritto sembra effettivamente orientare verso una diagnosi di prostatite che purtroppo, nonostante le corrette terapia da lei assunte , tarda a guarire completamente. Il problema è proprio questo. Una volta escluse con le indagini eseguite altre problematiche, la prostatite è una patologia lunga da trattare e che per diversi mesi può determinare dei risentimenti come quelli da Lei descritti
Oltre ad una corretta alimentazione priva di cibi piccanti e superalcoolici, Le consiglio, in caso di disturbi, il proseguimento di una trattamento anti-infiammatorio.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
una emospermia in assenza di sintomi di prostaite non significa una recrudescenza della patologia, il più delle volte è fenomeno innocente. Quianto all' urinare spesso., quello magari potrebbe indicare una infiammazione residuale, ma nulla osta al sua completa guarigione.
[#3] dopo  
Utente 231XXX

Iscritto dal 2011
Ringrazio entrambi i dottori ma... in qualità di farmacista del tutto inesperto nel settore, avrei comunque bisogno di ulteriori chiarimenti in merito alla mia patologia... ed è per questo che mi scuso preventivamente perchè costretto a porgervi ulteriori domande.
Desidererei cortesemente sapere "cosa e se" assumere altri farmaci considerato che sono ormai 3 mesi che non faccio altro che assumere antibiotici, anche se ad intervalli di due settimane tra una cura e l'altra (periodo durante il quale ho assunto fermenti lattici e vitamine del gruppo B per non compromettere ulteriormente un sistema immunitario ormai al limite del sopportabile = episodio di candidosi orale).
Avendo appunto terminato, come detto in precedenza, una terapia di 20 giorni di Tavanic 500, da neppure una settimana, volevo chiedere se la sola presenza del sangue, e non dei corpi gelatinosi giallastri, potesse escudere un'ulteriore terapia antibiotica, a mio avviso inutile a questo punto.
Questa mattina ho ricominciato ad assumere il Proxana plus come antiossidante prostatico e penso di poter affrontare una ulteriore settimana di cortisone come suppositore ma... non di antibiotico. Ciò non toglie che qualora doveste optare per il prosieguo della terapia antibiotica non posso che ascoltare il vostro illustre consiglio.
Mi sono anche chiesto come sia possibile che la prostatite in merito non sia guarita completamente considerando il fatto che: sono uno sportivo... la mia dieta è povera di cibi piccanti e speziati... non bevo bibite o alcoolici, se non un paio di birre la settimana in compagnia... Di contro però: sono un fumatore (16/17 sigarette al giorno), bevo 3/4 caffè/dì, e sono un assiduo consumatore di prodotti caseari e carboidrati come pizza e pasta in genere, oltre al fatto che i miei rapporti sessuali si riassumono in 4/5 la settimana nella maniera quasi sempre descritta precedentemente (il trattenersi nel raggiungimento dell'orgasmo).
Per concludere è necessario che sappiate che la mia vita privata dell'ultimo anno è stata segnata da una separazione (da me voluta) le cui complicazioni (nel rapporto con mio figlio di sei anni) hanno generato molti nervosismi e crisi di quasi ansia/panico.
In merito a questa descrizione più ampia della mia persona... è possibile che la prostatite ricorrente non si riduca ad una sintomatologia di sfogo e/o somatizzazione del nervosismo cui sono continuamente sottoposto.???
Ho letto da qualche parte che oltre alle classificazioni più comuni di prostatite (batterica e non, acuta e cronica) ne esiste una chiamata appunto prostatite asintomatica in cui la cura antinfiammatoria e antibiotica non sempre porta a risultati apprezzabili perchè indice di valori di PSA anomali non necessariamente riconducibili a carcinoma prostatico.
In attesa di un riscontro e/o suggerimento sul prosieguo della terapia.. ringrazio anticipatamente gli specialisti che vorranno rispondere al mio problema.! Marco.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Caro lettore,


cercarev di curare una prostatite da solo, anche se profondo conoscitore dei farmaci (farmacista) è abbastanza velleitario. Nemmeno il medico cura" se ipsum !"
Dal suo punto di vista potrà consultarte un buon aurologo senza pretendere di discuterne le indicazioni teapeutiuche, in quella sede lei dovrebbe essere un semplice "malato" non un "farmacista malato"
cari saluti
[#5] dopo  
Utente 231XXX

Iscritto dal 2011

Chiedo umilmente scusa al dott. Pozza se ho dato Lui l'impressione di peccare di presunzione in merito alla materia in discussione... Se così fosse stato non avrei chiesto consigli a Voi esimi dottori... Quindi chiedo ancora umilmente scusa.!
Quello che volevo era solo chiedere e/o sapere opinioni in merito alla possibilità o meno di soffrire di una forma di prostatite come da me definita "somatica".!! E l'eventualità di dover assumere ancora antibiotici.!
Resta inteso che se il problema dovesse persistere... avrò cura di rivolgermi con urgenza ad un altro urologo.! Ringrazio anticipatamente in attesa di una risposta.!
[#6] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Esistono e sono ben documentate prostotiti abatteriche non infiammatori su base psicosomatica, per diagnosi serve test di Stamey e visita dal vivo.
[#7] dopo  
Utente 231XXX

Iscritto dal 2011

Gentili dottori,
la visita andro/urologica mi è stata fissata per la settimana prossima, non prima... nel frattempo continuo ad avere problemi alla prostata:
Non è presente sangue nell'eiaculato e neppure i corpi gelatinosi giallastri (presenti invece la prima volta in cui ho avuto il problema) anche se il colore nel suo complesso è di un bianco giallino....
Oltre al ricorrente mal di schiena, al fastidioso dolore pelvico (simile ad una colica addominale), ed a quell'insopportabile senzazione di malessere pubico/testicolare sottoscrotale... mi accorgo che la superficie del glande brucia, è arrossata, ed è ricoperta da puntini rossi simili a brufoletti ma privi di pus... Come se avessi contratto una malattia venerea non manifestatasi invece nella mia partner.
Mi chiedevo e "domando per questo a Voi medici", in attesa della visita:
1) è possibile che una eventuale candida possa essersi manifestata in ritardo come conseguenza delle innumerevoli cure antibiotiche effettuate precedentemente (terminate neppure dieci giorni fa).??
2) in attesa che l'urologo mi prescriva un'altra eventuale cura antibiotica, cosa mi consigliate di fare per attenuare il dolore che con gli antinfiammatori sembra non attenuarsi più del tutto.?
3) dovrei effettuare anche analisi specifiche relative alla concentrazione di PSA.?
4) riuscirò mai a risolvere del tutto il mio problema.?
Aiutatemi vi prego a capire cosa mi succede perchè comincio ad avere dubbi sulla salute di tutto il mio apparato urogenitale nel complesso, testicoli compresi.!