Utente 230XXX
Gentili dottori, vi chiedo un parere sulla mia situazione. Ho quarant'anni e circa cinque anni fa, a seguito di un episodio di ematuria, mi sono recato da un urologo che, dopo avermi prescritto una ecografia prostatica trans-rettale, mi ha diagnosticato una prostatite.
Il referto dell'ecografia: "Prostata di forma ovoidale, simmetrica, volume normale, ecostruttura disomogenea per aree ipoecogene ed iperecogene diffuse, macrocalcificazioni periuretrali, aumento del segnale vascolare intra e periprostatico al power-doppler, zona periferica apparentemente indenne da lesioni focali, linea capsulare ben seguibile, vescicole seminali nella norma".
L'episodio di ematuria è rimasto isolato, ma avevo anche una sensazione di pesantezza nell'area perianale, accompagnata a volte da delle fitte, e inoltre incominciavo a notare delle erezioni meno turgide del solito.
L'urologo mi prescrive un lungo ciclo di antibiotici, nonostante urinocoltura e spermiogramma non avessero evidenziato alcuna infezione o anomalia. I miei sintomi, per quanto non importanti, rimangono invariati. Finchè alcuni mesi dopo, leggendo su internet dell'utilizzo del Daflon in alcuni casi di prostatite, non decido di autoprescrivermelo: il sollievo è stato immediato e non si è mai più ripresentato.
Nel frattempo però, non so se come conseguenza fisica o psicologica, le mie erezioni e il mio desiderio diventano gradualmente sempre più scarsi. Incominciano le prime cilecche, di cui non avevo mai sofferto (anzi), sia con partner fissa, sia in seguito con partner occasionali. Parlo col mio medico di famiglia dell'eventualità di fare delle analisi ormonali, me le prescrive: prolattina 6.20 ng/ml, testosterone 5,02 ng/ml, testosterone libero 13,42 pg/ml.
Mi reco da un altro urologo, il quale con un'esplorazione digitale rettale esclude qualsiasi patologia della prostata, si dice contrario alle precedenti ecografie trans-rettali prescrittemi, ritenendole non giustificate e mi fa eseguire un'uroflussometria: tempo minzionale 25", tempo di flusso 25", tempo al flusso max 7", flusso max 22,1 ml/sec, flusso medio 16,1 ml/sec, vol mitto 409 ml, residuo assente.
La sua conclusione è una congestione dei plessi venosi intorno alla prostata, mi consiglia sport e mi prescrive Cialis per "sbloccare la situazione". Il Cialis funziona discretamente, ma esaurita la scatola le difficoltà si ripresentano.
Ora è più di un anno che non noto erezioni spontanee notturne o mattutine, inoltre a volte avverto un'inturgidimento e un restringimento dei corpi cavernosi, che riesco a far rilassare con un massaggio lungo l'asta del pene. Anche le erezioni a seguito di stimoli visivi (sia pornografia, che la partner nuda) sono assenti, mentre con stimolazione manuale ottengo erezioni quasi piene e durature.
Andrò senz'altro dall'ennesimo specialista, ma vorrei se possibile da voi un primo instradamento sugli esami da effettuare e possibile entità dei miei disturbi. Grazie in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
difficile dire da cosa dipenda il suo deficit erettivo da qua, che stando a quanto scrive la prostata e gli ormoni sono a posto. Francamente ho seri dubbi che una "congestione" porstaica, prealtro in assenza di sintomi, possa dare il problema. Personalmente affronterei il discorso col collega, valutando quanto ho scritto e l' eventualità di un ecodoppler dinamico del pene.
[#2] dopo  
Utente 230XXX

Iscritto dal 2011
Grazie Dott. Cavallini, senz'altro farò così.
Ci sono altri esami di seconda o terza scelta che in un quadro del genere potrebbero essere presi in considerazione?
Lei ritiene che il sollievo avuto col Daflon sia significativo? Potrei continuare ad assumerlo a minime dosi per rafforzare le vene e dunque magari prevenire o mitigare eventuali disfunzioni venose?
Scusi le molte domande, una premura che lei senz'altro capirà.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Le disfunzioni venose nella genesi del defict erettico sono assolute fantasticherie. Assuma pure quel farmaco, ma come anticongestione. Per far diagnosi bastano e avanzano: ecodoppler basale e dinamico del pene, ormoni, visita. Capisco la premura, ha ragione.
http://www.medicitalia.it/giorgiocavallini/news/357/Deficit-erettivo-da-fuga-venosa-l-araba-fenicia
le allego link di un mio blog circa fuga venosa.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

spesso dopo "prostatiti" possono insturarsi fenomeni di deficit erettile simile al suo.
Nei corpi cavernosi del pene il sangue arriva con le arterie che si dilatano in seguito a stimoli erotici, o farmacologici.......... e ne esce attraverso un sistema venoso ( come avviene in tutti gli organi del corpo umano) che dovrebbe essere capace di bloccarsi, chiudersi, occludersi.......tanto da garantire la rigidtà dei corpi cavernosi e consentire una penetrazione sessuale.
Si tratta di anatomia e fisiologia
cari saluti