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Fibrillazione atriale durante attività fisica.

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011

    Fibrillazione atriale durante attività fisica.

    Volevo per prima cosa congratularmi con i fondatori di questo splendito sito e ringraziare tutte le persone che fanno si che funzioni.
    Sono un ragazzo di 22 anni, a maggio di questo anno, durante l'attività fisica in palestra mi sono accorto dal cardiofrequenzimetro che i miei battiti avevano qualche anomalia, smisi l'allenamento e andai a casa a riposare per vedere se sarebbe tornato tutto nella normalità.(Premetto che non smontai il cardiofrequenzimetro) Uscendo di casa il pomeriggio vidi che la mia frequenza schizzava a 140 anche per una passeggiata con il cane, a quel punto chiamai mio padre che lavora al policlinico umberto primo di Roma.
    Descritti i problemi, andai li per un ecg che diagnosticò una fibrillazione atriale, mi spaventai molto (sono un soggetto ipocondriaco), mi fecerò stare in osservazione tutta la notte somministrandomi dei medicinali antiartmici via flebo per far tornare il ritmo normale e un anticoagulante sotto cute.
    Passata la nottata senza chiudere un occhio e nervoso da morire mi fecero un altro ecg che evidenziò ancora la fibrillazione.
    Il medico a questo punto scelse di fare una cardioversione elettrica, in quanto colpevolizzava la mia agitazione per l'insuccesso dei farmaci.
    Mi fecero un altro anticoagulante, successivamente mi addormentarono ed eseguirono la cardioversione che ebbe esito positivo.
    Mi fecero ripetuti controlli anche ecodoppler che non rilevò nessuna anomalia. Insomma il mio cuore non aveva nulla, anche perchè essendo uno sportivo agonista feci ogni anno i controlli e sapevo per certo di non avere nessun problema.
    Mi mandarono a casa con una terapia a base di sotalex 1/2 la mattina e 1/2 la sera, mi dissero di stare a riposo e di non prendere integratori per la palestra che prendevo da anni, dandomi così appuntamento per ecg sotto sforzo.
    Dopo 3/4 giorni feci l'ecg sotto sforzo che non evideziò nessuna anomalia.
    Mi feci anche visitare da un medico aritmologo che mi consigliò uno studio elettrofisiologico da non fare immediatamente perchè avrei dovuto ricoverarmi una giornata.
    Dopo circa un mese di sotalex mi accorsi che i battiti erano troppo lenti arrivavo anche a 40 bpm, il medico che mi effettuò la cardioversione disse di cominciare piano piano a sospendere il betabloccante (sotalex) e mi sconsigliò di sottopormi alla visita elettrofisiologica perchè secondo lui si era trattato solo di un attacco di fa transitorio dovuto allo stress e alla vita sregolata che facevo da un pò, dando anche colpa agli integratori che prendevo.
    Ad oggi non ho avuto più problemi con la fa, ma l'ansia che essa torni è tanta (considerando il rischio embolico che essa presenta).
    Come accenato il precedenza sono uno sportivo egonista che è ritornato all'attività motoria da pochissimo (sempre per paura), sto praticamente solo andando a correre, ma vorrei tanto riniziare ad alti livelli.
    Cosa mi consigliate voi per scongiurare un altro attacco di fa? E' opportuno sottoporsi ad altri controlli? Grazie Mille







  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 976 Medico specialista in: Cardiologia

    Risponde dal
    2008
    Gentile utente,
    l'attività agonistica non è controindicata nella sua situazione, soprattutto perchè l'evento di fibrillazione atriale è stato unico ed isolato.
    Per tranquillità, faccia al massimo un test da sforzo.
    Saluti


    Dr. Vincenzo MARTINO

  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 59 Medico specialista in: Cardiologia

    Perfezionato in:
    Cardiologia interventistica

    Risponde dal
    2010
    Gentile Utente,

    alcune considerazioni:

    - La profilassi della recidiva di fibrillazione atriale isolata su cuore strutturalmente sano (come nel suo caso, confermato da controllo ecodoppler cardiaco) viene generalmente praticata in prima istanza con la somministrazione di farmaci beta-bloccanti, specialmente quando l'aritmia può essere scatenata da stress mentali e /o fisici.

    - Il rischio troboembolico di un giovane maschio con cuore strutturalmente sano è qausi pari a quello della popolazione generale. Questo dato deve tranquillizzarla.

    - Il consiglio è sottoporsi a visita aritmologica, durante la quale il collega potrà derimere ogni suo dubbio, tranquillizarla e valutare l'eventuale introduzione di terapia farmacologica di prevenzione, anche alla luce di accertamenti cardiologici strumentali (Holter 24h e Test da sforzo)

    Cordiali Saluti


    Dr. Vincenzo Russo
    Medico-Chirurgo
    Specialista in Cardiologia

  4. #4
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Gentili Medici, grazie della celere risposta, come già detto ho effettuato il test da sforzo successivamente alla cardioversione elettrica, i medici ad ora non mi hanno indicato più nulla. Pensate sia proprio necessario sottoporsi ad una visita elettrofisioligica, essendo essa una visita invasiva? Il medico che mi ha cardiovertito dice di no, in quanto fattore isolato, secondo lui dovuto a stress, mancato sonno e agli integratori che prendevo per lo sport. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico preventivo, sempre il medico mi ha detto di sospenderlo, prendevo sotalex 1/2 la mattina e 1/2 la sera, anche perchè i betabloccanti limitano l'attività del cuore e facendo sport non è una cosa molto buona.

    Insomma devo fare o non fare una visita elettrofisiologica?

    Ringrazioandovi anticipatamente porgo Cordiali Saluti.





  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 59 Medico specialista in: Cardiologia

    Perfezionato in:
    Cardiologia interventistica

    Risponde dal
    2010
    Gentile Amico,

    come le ho scritto nella precedente risposta:

    "il consiglio è sottoporsi a visita aritmologica, durante la quale il collega potrà derimere ogni suo dubbio, tranquillizarla e valutare l'eventuale introduzione di terapia farmacologica di prevenzione, anche alla luce di accertamenti cardiologici strumentali (Holter 24h e Test da sforzo)"

    PS: la visita elettrofisiologica non esiste... quello a cui lei si riferisce è lo "studio elettrofisiologico" che va praticato solo in popolazioni selezionate di pazienti, in base alle informazioni clinico-strumentali che ci ha riferito ad oggi Lei non sembra rientrare tra le questi.

    Cordiali Saluti


    Dr. Vincenzo Russo
    Medico-Chirurgo
    Specialista in Cardiologia

  6. #6
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Scusi se rispondo così tardi, ma sono stato impegnatissimo in questi giorni.
    Lei quindi mi consiglia di sottopormi ad un holter cardiaco?
    Perchè loro inizialmente parlavano proprio di entrare nel cuore dalla vena per misurare l'elettricità cardiaca e vedere la l'eventuale presenza di una tsv.
    Devo dire che comunque mi sento molto bene ora , pur non prendendo nulla.
    Certo l'ansia che mi ricomparga è tanta.
    Comunque mi dica ho fiducia in lei , quello che mi dirà di fare farò.

    Buon Lavoro



  7. #7
    Indice di partecipazione al sito: 59 Medico specialista in: Cardiologia

    Perfezionato in:
    Cardiologia interventistica

    Risponde dal
    2010
    Gentile Utente,

    le consiglio di effettuare un monitoraggio ECG sec. Holter 24h ed un Test da Sforzo.


    Dr. Vincenzo Russo
    Medico-Chirurgo
    Specialista in Cardiologia

  8. #8
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Gentilissimo Dottore eccomi qua dopo un po di mesi ad aggiornare il tutto.
    Una settimana fà ho effettuato le visite per ricevere l'idoneetà sportiva agonistica, tutto è andato bene ed ho ricevuto il certificato.
    Per il rilascio hanno effettuato vari controlli tra cui quelli che mi aveva suggerito lei, , sarà necessario anche l'ecg sec. HOLTER 24H ?

    Grazie

    Buon Lavoro




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