Utente 110XXX
Gentili dottori,
sono una ragazza di 23 anni che, fin da quando ha memoria, combatte con i prelievi di sangue venoso. Si, perchè fin da piccola infermieri e medici lamentavano la difficoltà nel trovare la "vena" per il prelievo in entrambe le braccia. Fino alla fine, bene o male, ci si riusciva comunque. Nel 2008, decisi di donare il sangue, con tutte le piccole difficoltà del mio caso, ci riuscii. Da allora, mai più. L'anno seguente non si è riusciti a tirar nulla, non c’era abbastanza flusso e la vena collassava e quest'anno, meno di un mese fa, stessa cosa. Volevo donare le piastrine, il medico ha pensato di effettuare il prelievo dalla vena mediana del braccio sx, anche in quel caso la vena "ha ceduto". Niente donazione; 10 giorni dopo, ho fatto un prelievo di sangue venoso per analisi di routine e l'infermiera mi ha chiesto se mi stessi sottoponendo ad una qualche terapia vista la "durezza" della vena (riferendosi a quella mediana del braccio dx). Il medico mi ha consigliato di effettuare indagini per verificare la presenza di una fragilità vascolare. Io, però, non so a chi rivolgermi e per che tipologia di visita. Nell’ultimo periodo, inoltre, ho notato la comparsa di ecchimosi su gambe e cosce senza quasi mai ricordare un reale evento traumatico come causa. Aggiungo, ai fini di una eventuale anamnesi telematica, che mia nonna e mia madre soffrono di varici e, col passare degli anni, anche io alla gamba dx gamba ho formazioni di "grovigli capillari" che anno dopo anno si espandono. In ultimo, circa due anni fa, ho sofferto di emorroidi per una settimana o poco più, l'infiammazione acuta non si è più ripresentata, ma l'emorroide "collassata" è rimasta lì e non è più risalita. Che fare?
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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E' possibile che una condizione di congenita "debolezza" delle sue strutture venose possa essere alla base dei disturbi lamentati. Un consulto specialistico potrebbe essere indicato al fine di pianificare eventuali misure preventive e/o terapeutiche.