Utente 234XXX
Buongiorno. Sono una donna di 41 anni. Dall'età di 28 anni ho iniziato a soffrire di TPSV. Dopo 8 episodi mal tollerati (frequenza dai 170 ai 210), ho deciso, sotto consiglio del cardiologo, di sottopormi all'ablazione (ospedale San Raffaele di Milano). L'intervento è perfettamente riuscito e non ho più avvertito alcun disturbo fino al maggio 2011 in cui, in seguito ad una discussione, ho avuto una tachicardia (frequenza: 150 circa). In seguito ad altri episodi analoghi (ma con fc minore, intorno ai 120/140) mi è stata diagnosticata (sempre dal cardiologo che mi ha sottoposto alla procedura di ablazione) una tachicardia atriale destra parasinusale. Il cardiologo mi ha prescritto Corlentor 5mg due volte al dì, proponendomi un'ulteriore ablazione. Tutto questo a luglio. A settembre invece ha deciso di soprassedere per il momento e di continuare questa terapia ancora per qualche mese, dicendomi che il disturbo si può risolvere spontaneamente. Io, purtroppo, soffro ancora di queste tachicardie, soprattutto di notte. MI addormento e, mentre dormo, sento la frequenza aumentare, così mi sveglio con queste fastidiose palpitazioni che durano da qualche minuto a un'ora. Anche in corrispondenza di stati emotivi ansiosi avverto il disturbo che per me è davvero insopportabile. Visto che da anni ormai convivo con questi problemi, la qualità della mia vita è, a dir poco, pessima. Vorrei un Suo parere. E precisamente vorrei sapere se l'ablazione della TPSV ha potuto causare questa nuova aritmia e se un'eventuale nuova ablazione potrebbe risolvere definitivamente il problema o se la mia condanna ad una vita limitata durerà. Inoltre vorrei sapere se può essere vero che queste aritmie si risolvano spontaneamente, visto che tutti i medici ai quali ho chiesto mi hanno contraddetto ciò, spiegandomi che le aritmie di questo tipo non si risolvono mai spontaneamente.
Grazie mille.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
Nel 20% circa ddei casi sottoposti ad ablazione si osserva una storia di recidive, e questo perche' spesso non vi e' una sola via anomala ma piu' di una, per cui, dopo avere ablato la prima, puo' accadere che una seconda, fino allora quiesciente, si faccia viva. A parte ipotizzare un ulteriore intervento di ablazione, sarebbe opportuno tentare una terapia farmacologica. Ovviamente e' difficile darle un consiglio farmacologico, ed anche poco etico sarebbe prescriverle un farmaco dato che io non l'ho mai visitata ne' tantomeno ho potuto vedere un suo ECG durante una dlle crisi. Il linea teorica la ivabradina (Corlentor) non ha alcun effetto su queste forme, al conrario di propafenone, flecainide o beta bloccanti.
LA saluto cordialmente
cecchini
www.cecchinicuore.org
[#2] dopo  
Utente 234XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille per la Sua risposta. Quello che non capisco è il motivo per cui mi continua ad essere prescritto il Corlentor (che, tra l'altro, pago € 70,00 a scatola in quanto non rientro nella categoria di pazienti aventi patologie per cui sarebbe mutuabile). Io mi fidavo molto di questo medico ma ora, sinceramente, comincio a chiedermi il motivo per cui prima mi propone una nuova ablazione e poi decide di prendere tempo dicendomi che la cosa si può risolvere da sola.
Vorrei inoltre sapere se si tratta di un disturbo pericoloso perchè, come Lei ben potrà immaginare, la mia vita è permeata dall'ansia più totale, e quando avverto il sintomo, questo è accompagnato dalla paura che non "rientri" più il normale ritmo.
Eppure il referto medico (anzi, due, in seguito a due visite) parla chiaro: tachicardia atriale destra parasinusale.
Di tutti i tracciati ecg inviati con il cardiotelefono, solo uno ha rivelato una tachicardia atriale, gli altri invece sono tutti o normali oppure tachicardie sinusali.
Mentre, nei precedenti ecg (uno all'ospedale con frequenza 137 bpm e uno nello studio del cardiologo) è stata riscontrata tachicardia atriale.
Vorrei inoltre farLe un'altra domanda: è possibile che questo tipo di tachicardia sia la conseguenza di un forte stato ansioso oppure, in caso di ansia, la tachicardia è solo sinusale?
La ringrazio molto per la Sua gentilezza e attendo risposta.
Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
L'ansia puo' facilitare tali aritmie ma la conduzione aberrante attraverso la via anomala e' possibile solo in chi ha congenitamente tali vie accessorie. Una modesta terapia ansiolitica che il suo Medico potra' prescriverle le giovera' sicuramente.
E' opportuno inoltre che consideri la possibilita' di cambiare terapia antiaritmica.
Arrivederci ed auguri
cecchini
www.cecchinicuore.org