Utente 285XXX
Le recenti scoperte dell'uso dei retnoidi nei tumori ai polmoni (Cfr. sportello cancro Dott. Hiltemann - Houston - Usa) nonchè della SOM 230 (derivato della somatostatina) e della vitamina D3 ci fanno ritornare ad alcune considerazioni riconducibili a quello scienziato (non come quei 67 insegnati di fisica-matematica della sapienza di Roma chiamati dalle TV scienziati)che con tre lauree e due docenze ha condotto per quasi 70 anni dei suoi 91 anni della sua vita alla ricerca di una cura definitiva dei tumori. Non è che per caso aveva qualche ragione? E non ne parliamo per favore della famosa sperimentazione del '98 con sciroppi di retinoidi scaduti e con forte odore di acetone (non completamente nebulizzato nella preparazione - vedasi verbali dei NAS) un buon ....toccasano del tumore! Ne sono testimoni i quasi 10400 pazienti in cura con questo metodo (e non terapia come qualche oncologo di fama asserisce) ma guai a parlarne.
All'estero ci sono qualcosa come 1192 trattati del tema "Melatonin, somatostatin, vitamin D3, retnoids, and bromocriptina in cancer therapy" o "octreotide, melatonin, retonoids in cancer therapy " e via dicendo. Dato che il Prof. Veronesi giustamente dice che non si sa perchè si forma il tumore, ma si sa come di sviluppa. Or bene questa cura, pur non essendo un medico, ma all'eta di oltre sessant'anni leggo parecchio su questo tema e fortunatamente anche in inglese, si basa sull'inibizione dei fattori di crescita del GH e altri minori, andando a colpire sulle cause del sovvertimento dell'omeostasi antiblastica, con la morte infine della cellula tumorale per apoptosi, non mi sembra poco. Ne sono testimoni molti radiologi che osservano delle remissioni di metastasi in pazienti trattati con questa cura che è tanto più efficace se in presenza di pazienti non precedentemenmte trattari con normali dosi di chemio o anticorpi monoclonali compresi. Non sarebbe ora di togliere dei tabù dato che la direzione delle ricerche (news del National Cancer Istitute) sta andando in tal senso?
Grazie e condialità
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Carissimo utente,
dalle sue parole si capisce come lei sia interessato all'oncologia e pertanto si tiene molto aggiornato.
Voglio dirle che è chiaro che nel mondo oncologico e sopratutto farmacologico ci siano interessi vastissimi di multinazionali con la finalità di promuovere spesso farmaci meno validi di come vengono illustrati e prospettati al medico.
E' vero anche che ormai in medicina l'efficacia si valuta con i criteri dell'EBM, o evidence based in medicine.
Non mi sembra che ad oggi i farmaci "non ufficiali" abbiano dimostrato evidenze tali da ipotizzare una sostituzione definitiva nei protocolli terapeutici.
Quando e se succedesse, penso che i medici oncologi saranno ben lieti di utilizzarli clinicamente per guarire i propri pazienti.
[#2] dopo  
Utente 285XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio per la risposta. Il mio particolare interesse trae origine purtroppo dalla scomparsa a soli 57 anni del mio consuocero, deceduto nel fabbraio 2007 dopo 15 mesi di cure al San Raffaele di Milano (anche in radioterapia - oncologo il dott. Reni)). Era affetto da un astrocitoma anaplastico talamico sinistro (non operabile) inizialmente poco visibile (5mm) ma sviluppatosi in maniera agressiva. La vicenda mi ha turbato non poco al punto di calarmi nel ruolo di uno studente universitario leggendo, attraverso testi medici, come si sviluppa questa maledetta malattia. Come conseguenza, secondo me in quanto una componente psicosomatica c'e in queste malattie, sono stato operato nel giugno 2007 per una neoplasia laringea al San Raffele di Milano presso il reparto di ottorinolaringoiatria, fortunatamente era benigna. Ritengo tale ospedale uno dei migliori d'Italia.
Tornando all'astrocitoma ho trovato anche due casi analoghi trattati con MDB e leggendo le cartelle cliniche sono rimasto molto impressionato dalla positività del decorso, c'e da riflettere parecchio mi creda.
Ancora grazie e cordialità