Utente 234XXX
Gentile Dottore buongiorno.
Ho letto quanto pubblicato da altre persone ma non ho trovato risposte soddisfacenti al mio "problema". Sono da 10 anni in cura con antidepressivi ed ansiolitici. Fumo.
Avverto delle extrasistole ogni tanto che mi creano molta paura. Vorrei gentilmente sapere la differenza tra il sentire "un tonfo" al petto con successivo restringimento (o sensazione) alla gola dal sentire una specie di petto che traballa specie quando sto inavvertitamente comprimendo lo stomaco.
Le chiedo se ciò può essere pericoloso ma soprattutto CHE COSA FARE QUANDO SI AVVERTONO PER STEMPERARE UNA FORTE PAURA.
Da poco pratico yoga, meditazione per curare il respiro che spesso e volentieri blocco.
Tengo a precisare che ho eseguito qualsiasi tipo di controllo (prova sotto sforzo, ecocardiogrammi ed alto) il tutto con esito negativo.
Mi dica, caro dottore ...... COME NON FARSI PRENDERE DALLA PAURA ... FORSE INUTILE !!!!
La ringrazio.

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[#1] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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Entrambe le descrizioni possono essere attribuite ad innocue extrasistoli isolate, che per quanto fastidiose e talvolta fonte di esagerata preoccupazione, non rivestono alcuna importanza clinica, anche e soprattutto nel Suo caso vista la negatività dei numerosi esami cardiologici cui si è finora sottoposto.
Circa la Sua domanda "come non farsi prendere dalla paura", essa va più convenientemente rivolta al Suo neuropsichiatra di fiducia che può intervenire sul tipo e sul dosaggio dei farmaci di Sua pertinenza che Lei sta assumendo.
Nel frattempo, la cessazione del fumo avrebbe un immediato effetto sull'eccitabilità cardiaca, riducendo numero, intensità e frequenza degi episodi di palpitazioni che tanto La spaventano.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 234XXX

Iscritto dal 2011
Dott. Fedi, la ringrazio infinitamente per la sua risposta.
Ritengo che l'assunzione di farmaci possa aiutare ma la svolta "positiva" deve essere da parte del soggetto con tanta forza di volontà e con la consapevolezza che sia tutto dettato dalla mente.
Le auguro un buon proseguimento.
[#3] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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A conferma di quanto Lei ha scritto, preciso che per "intervento sui farmaci neuropsichiatrici" intendevo anche una loro possibile riduzione, a discrezione del collega specialista.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 234XXX

Iscritto dal 2011
Caro dott. Fedi.
La riduzione ha avuto inizio da qualche mese. Inizialmente (parlo di anni fa) il dosaggio comprendeva ben undici antiepilitteci ed altro. Da dimenticare quel periodo. Perdere la gestione del proprio corpo e della propria mente con farmaci tampona una situazione momentanea. Il risveglio e la volontà dell'essere umano è di vitale importanza per poter iniziare una cura direi di disintossicazione da farmaci. La pazienza è importantissima.
Ad oggi l'assunzione è minima. Ogni tanto ci sono sconforti ed il soggetto tende a non ascoltare i parere di esperti colto da molti dubbi e paure.
Ritengo che la meditazione sia estremamente utile se praticata con senso ogni giorno. Capire l'importanza e la forza che la nostra mente ha è il passo decisivo naturalmente escludendo patologie.
Mi rendo conto che il continuare a pensare in modo negativo al proprio stato di malessere non fa altro che aumentare le paure e creare dei disagi.
Ritengo che lei sia molto competente in materia.
buona giornata caro Dott. Fedi.