Utente 234XXX
Salve,
sono un uomo di 38 anni, e credo che l'insufficienza venosa sia alla base di più di uno dei problemi di salute che riscontro. Cerco di essere specifico:
Innanzitutto ho un varicocele di secondo grado che per il momento ho scelto di non operare, ma oltre a ciò d'inverno, ho spesso le parti periferiche del corpo fredde (cioè orecchie in primis e poi la fronte, le mani e i piedi). Visto che casa mia è umida la notte sono costretto a dormire con un capello in testa (cosa che odio visto che mi fa sembrare un vecchio di 100 anni, ma non posso evitarlo se al mattino non voglio svegliarmi col raffreddore...) nonostante ciò, d'inverno prendo ugualmente spesso il raffreddore, e il naso ogni volta cola come una fontana...Tuttavia ho anche letto che: "flebiti e vene varicose restano però fenomeni legati a intossicazioni di carattere digestivo, epatico ed evacuativo" ed infatti spesso sento di avere l'intestino gonfio ed è anche rumoroso, di recente poi, grazie all'analisi del sangue mi è stato diagnosticata la presenza dell' helicobacter pylori...
Ora la mia domanda è molto semplice: Non è che tutta questa serie di effetti negativi sul mio organismo, venga "indotta" dalla scarsa circolazione? Al tempo stesso però, devo dire che ogni volta che misuro la pressione arteriosa i valori risultano sempre normali....Non so cosa pensare. E' vero che potrei curare ciascun problema singolarmente, ma io vorrei occuparmi della loro causa, non semplicemente di alleviarne i loro sgradevoli effetti... Grazie mille in anticipo per le vostre eventuali e gentili risposte. Buona serata, Antonio.





[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
le affezioni che riferisce non sono sinceramente riconducibili ad un'unica patogenesi.
Il varicocele e l'helicobacter pylori in particolare non sono correlabili alle altre manifestazioni ("parti periferiche del corpo fredde"), che richiamano al contrario disturbi di tipo funzionale.

Il sito da Lei citato (ben noto ai Consulenti di questo Sito) contiene affermazioni del tutto infondate e assolutamente non condivisibili, oltre che gratuitamente offensive per chi esercita con ONESTA' il proprio lavoro.
Sinceramente non ho mai visto guarire varici o FLEBITI con frutta e verdura cruda e la invito a diffidare da chi fa affermazioni di questo genere, veicolandole fra l'altro mediante "lettere" di pazienti soddisfattissime (sic!).

Qualora desiderasse ricevere un parere qualificato sull'argomento "Medicine non convenzionali", La invito invece a postare il quesito nella sezione ad esse dedicata tra le nostre specialità, nella quale riceverà sicuramente valutazioni professionalmente valide ed eticamente ineccepibili da parte dei nostri Consulenti che esercitano queste discipline con il massimo rigore ed onestà intellettuale.

[#2] dopo  
Dr. Alessandro Scuotto
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Gentile signore,
poiché le varici rappresentano una alterazione strutturale irreversibile della parete del vaso venoso, anche nell'ambito delle Medicine non Convenzionali non è possibile una "guarigione" intesa come restituzione all'integrità.

Molte delle proposte in ambito non convenzionale (fitoterapia, omeopatia...) riguardano la prevenzione della patologia in soggetti predisposti, con particolari raccomandazioni per lo stile di vita in modo analogo alla Medicina Convenzionale: esercizio fisico, postura corretta, alimentazione congrua... e la prevenzione delle complicanze (flebotrombosi).

La connessione, che da qualche parte si legge, tra fegato, apparato digerente e varici sorge probabilmente da una approssimativa lettura di testi medici da parte di lettori non competenti che si avventurano in estrapolazioni gratuite, se non fantasiose. Infatti la relazione tra malattie epatiche e varici riguarda la possibilità di comparsa di varici esofagee (vene della sottomucosa dell'esofago) e/o del plesso emorroidario (vene della sottomucosa del retto) in occasione di grave malattia epatica (cirrosi) in cui si verifica ipertensione portale. Nel passato - al giorno d'oggi è per fortuna molto difficile - la dilatazione delle pareti venose, in situazioni gravissime, poteva riguardare la circolazione sottocutanea addominale.
Altrettanto confusa, da un punto di vista anatomico, è l'attribuzione di caratteristiche della circolazione arteriosa (pressione arteriosa, arti freddi,,,) a patologie della circolazione venosa che ha caratteristiche diverse.

Per quel che concerne la nutrizione, l'assunzione di alimenti ricchi di antocianosidi (mirtilli, ecc.), ha un ruolo coadiuvante importante nella prevenzione e può risultare efficace nell'attenuazione della sintomatologia dolorosa, ove presente, ma non è in grado di ripristinare l'architettura danneggiata.
Un'alimentazione equilibrata, che riduca il sovrappeso (fattore di rischio per la comparsa di varici agli arti inferiori per incremento della pressione intraddominale che rende difficile il ritorno venoso), ha indubbiamente un'azione positiva.

Infine, per quel che riguarda la presenza di Helicobacter, non c'è relazione tra l'infezione - da dimostrare con breath test - e patologia venosa, come anticipato dalla risposta dott. Piscitelli.
Cordiali saluti.