Utente 168XXX
Buonasera, scrivo perchè sono un pò preoccupata per la salute di mio figlio, il quale, come la maggior parte dei ragazzi giovani rifiuta di andare dal medico.
Comunque spero che possiate aiutarmi voi, quantomeno a chiarirmi alcuni dubbi che ho.
Premetto che ne ho parlato con il nostro medico di famiglia, il quale mi ha risposto ovviamente che devo convincere il ragazzo a farsi visitare da lui, quindi al momento sono punto e a capo. Spiego la situazione: mio figlio ha 23 anni, studia, fa sport regolarmente da quando ne aveva 3 e non ha mai avuto grossi problemi di salute fino a circa 15 anni, quando abbiamo scoperto che soffriva di dilatazione del cardias e conseguente reflusso gastroesofageo. Da allora si cura con Lansoprazolo e Gaviscon, dopo naturalmente aver eseguito tutti gli esami e i controlli del caso. Devo dire che nonostante abbia eseguito sempre la terapia quando necessario, questo disturbo non è affatto passato infatti ne soffre ancora oggi con evidenti disagi da svariati punti di vista. Comunque non è per questo che mi preoccupo, visto che ormai so bene di cosa si tratta. Il problema è che da un pò di giorni, si lamenta dicendo che la notte si sveglia di soprassalto con il battito cardiaco accelerato, e sudato e che durante il giorno si sente sempre confuso e stanco. Ora sentendo questo io mi sono subito documentata su internet, visto che per convincerlo a consultare il nostro medico mi ci vorrà un pò di tempo e di pazienza, e mi sono, per usare un eufemismo, "spaventata", perchè si parla solo di linfomi, di leucemia e quant'altro. Ecco perchè mi sono rivolta a voi, quantomeno per avere una sorta di linea guida o di spiegazione di quale altra malattia possa essere nascosta dietro questi sintomi.
Per ora mi scuso per essere stata un pò prolissa e vi ringrazio di cuore per il tempo che vorrete dedicarmi.
[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Gentile signora,

fermo restando che è indispensabile una visita medica per accertare le condizioni di suo figlio, quello che ci riferisce potrebbe configurare un disturbo di tipo ansioso, perchè la descrizione che ci ha fatto corrisponde a quanto accade a chi soffre di attacchi di panico notturni:

"da un pò di giorni, si lamenta dicendo che la notte si sveglia di soprassalto con il battito cardiaco accelerato, e sudato e che durante il giorno si sente sempre confuso e stanco"

In generale suo figlio è una persona iperattiva, stressata e/o ansiosa?

Sta vivendo qualche motivo di stress o si prospetta qualche cambiamento nella sua vita in questo periodo?
[#2] dopo  
Utente 168XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera dottoressa, innanzitutto grazie per avermi risposto, per quanto riguarda la sua domanda, se mio figlio sia una persona iperattiva e ansiosa, le rispondo che in effetti ha parecchie atttività di cui si occupa oltre all'università, ma il problema di fondo, di cui forse non ho parlato è che il suo ciclo veglia sonno è abbastanza disturbato, nel senso che a causa dei suoi problemi di reflusso abbastanza importanti, non riesce ad addormantarsi ad un orario decente, per cui la mattina dorme fino a tardi, rallentando così sia la qualità che la quantità dei suoi impegni quotidiani.
Questo fatto è motivo costante di contrasto, poichè sia io che mio marito
desidereremmo che facesse una vita più regolare e confacente ad un ragazzo di 23 anni. Ci sono milioni di persone che soffrono di disturbi simili a quello di mio figlio e non posso credere che tutti debbano dormire fino a mezzogiorno diventando dei perfetti fannulloni!!! Ma niente, non riusciamo a farlo ragionare in nessun modo, e in effetti questa situazione rappresenta per noi una grossa preoccupazione. Forse lei può darmi qualche consiglio utile al riguardo, le sarei infinitamente grata, perchè non sò proprio più quali comportamenti adottare per essere ascoltata! Attendo una sua risposta e per ora la ringrazio di cuore.
[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Mi sembra di capire quindi che il problema è più generale, e che occorre rivedere alcuni aspetti della vita familiare e della sua organizzazione per il bene di tutti i diretti interessati.

Prima della fine delle superiori suo figlio dormiva ad un'ora consona o anche allora si coricava tardi (e magari recuperava nel pomeriggio)?
[#4] dopo  
Utente 168XXX

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Buonasera dottoressa, grazie per la sua risposta così celere, rispondo subito alla sua domanda: dunque, nel periodo del liceo mio figlio condiceva una vita molto più regolare di quanto non faccia ora.
I suoi orari erano scanditi naturlmente secondo i ritmi della scuola e di tutti i suoi impegni extrascolastici. Quindi, sveglia alle 7,30, scuola fino alle 13,30, e poi il pomeriggio era dedicato allo studio, e alle mille attività che ha sempre svolto, tipo lo sport e lo studio della musica.
E' sempre stato un ragazzo molto attivo per sua scelta. Nè io, nè mio marito lo abbiamo mai spinto a fare qualcosa che non fosse voluta da lui.
Mentre da quando frequenta l'università, forse proprio perchè può gestire il tempo secondo orari più morbidi e non subisce il controllo quotidiano che è tipico del liceo, è diventato un'altra persona. E' vero che il problema del reflusso, che si trascina da anni, e ora questi problemi relativi ai malesseri notturni (ultimo dei quali acufeni e giramenti di testa), inibiscono fortemente la sua qualità di vita, ma credo comunque che non intervenendo per ristabilire un minimo di regola sia estremamente dannoso per il suo futuro.
Per quanto riguarda i problemi fisici, il ragazzo è sotto controllo, nel senso che ha eseguito regolari esami del sangue completi, tutti a detta del nostro medico di famiglia, perfetti. Proprio oggi sta effettuando una visita otorinolaringoiatrica per le vertigini e il rumore nell'orecchio.
Quindi non resta che controllare l'aspetto psicologico. Spero di essere stata esaustiva e aspetto un suo parere. Mille grazie per il suo tempo.
[#5] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Può quindi trattarsi di un malessere legato alla fatica di diventare grande, piuttosto diffuso nell'età di transizione che sta attraversando il ragazzo.
Tanti suoi coetanei si "perdono" quando iniziano a frequentare l'università, e molte volte il vero problema è l'ansia per il "dopo" e per tutto quello che riguarda la crescita, l'assunzione di responsabilità adulte, la ricerca di un lavoro e quindi del proprio posto nel mondo.
Tutti problemi non da poco, specialmente nel momento in cui attorno a loro i ragazzi non ascoltano discorsi particolarmente incoraggianti sul loro futuro.

Su tutti questi aspetti potrete essergli d'aiuto sostenendolo, parlandone apertamente e anche affiancandolo nel ripristino di regole, necessarie per recuperare la situazione.

Se poi il problema non rientrasse potrete considerare anche un consulto psicologico, ma in prima battuta penso che possiate affrontare la questione serenamente in famiglia, senza accusarlo ma dimostrandovi disposti ad ascoltare.

Se questo non bastasse potrete contattare uno psicologo, ma non prima di aver tentato altre strade anche per evitare di assegnargli in qualche modo un'etichetta di ragazzo problematico che magari non lo rappresenta.
[#6] dopo  
Utente 168XXX

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Gentile dottoressa, la ringrazio per i suoi consigli, che in realtà già mettiamo in pratica daun pò di tempo.
Il problema che io lamento è proprio il protrarsi della situazione, considerato il fatto che mio figlio ha già 23 anni.
Comunque proverò a continuare, come lei mi consiglia.
La ringrazio ancora tanto e la saluto cordialmente.
[#7] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Forse le strategie che avete messo in atto finora non sono state efficaci in questa situazione.
A questo punto potreste chiedere una consulenza di persona: molto probabilmente non è nulla di irrisolvibile, si tratta solo di capire come comportarsi ed eventualmente - se sarà il caso - di far avere un supporto specialistico al ragazzo.

Le faccio tanti auguri, se vuole mi aggiorni sulla situazione.