Utente 648XXX
Salve,
ho 27 anni e sono stato circonciso per fimosi all'età di 14 anni.
Fino all'età di 22 anni tutto sembrava andare a posto fino a quando ho notato dove era il frenulo una macchia biancastra che ritenevo fosse solo conseguenza naturale dell'operazione; nel corso del tempo si è ingrandita fino a raggiungere circa il 40% del glande. Mi crea disturbo nei rapporti (normalmente ematomi) perchè quella zona è poco sensibile e poco elastica.
Questa settimana è successo che durante l'ultimo rapporto sessuale si è creata una spaccatura abbastanza profonda. Ora l'ho fasciato e disinfettato con betadine. Sospetto che si tratti di Lichen sclerosus atrofico...
Sono abbastanza preoccupato... Cosa devo fare? Avete dei consigli? Grazie.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Come spesso ho scritto in diversi approfondimenti sul Lichen sclerosus

http://www.medicitalia.it/luigilaino/news/143/Puo-essere-un-Lichen-sclerosus-o-scleroatrofico-Quando-ci-si-deve-allertare

tale patologia può e deve essere curata clinicamente;

nei casi di giovani (non in prima fascia pediatrica) e di giovani adulti che sono stati sottoposti a circoncisione per fimosi, tale patologia potrebbe già essere presente ma non diangosticata

http://www.medicitalia.it/luigilaino/news/494/La-Fimosi-dell-uomo-adulto

in questi casi la ricorrenza del Lichen sclerosus può continuare anche dopo l'intervento chirurgico, che personalmente mi sento di relegare all'ultimo posto delle terapie trattamentali per il lichen sclerosus

a disposizione per ultieriori approfondimenti

[#2] dopo  
Utente 648XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio per la velocità della risposta.
Mi sono informato un pò su internet e ho dedotto che devo farmi prescrivere dal medico curante una visita al centro malattie rare della mia zona per avere la certezza di una diagnosi esatta.
Ho letto che il cortisone da buoni risultati nel periodo di somministrazione ma appena si smette la cura si torna alla fase iniziale.
c'è una soluzione defin itiva per questa malattia?
Grazie anticipatamente.
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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le consiglio di non pensare allo stato attuale alle terapie, fra l'altro senza una diangosi precisa:

il cortisone ad esempio usato per lunghi periodi potrebbe fare ulteriori danni; ovviamente lo schema terapeutico spetta al dermatologo e varia in base al caso e alla grado di severità della malattia oltrechè alla presenza di condizioni associate.

Sovente gli approcci clinici possono non bastare e rendere necessari approcci microchirurgici conservativi (dalla frenuloplastica alla ablazione di aree leucoplasiche ed infiltrative) fino a terapie di più recente introduzione (vedi ad esempio le microinfiltrazioni bifasiche con steroidi a lento rilascio o polidesossiribonucleotidi) etc.

pertanto si affidi al dermatologo, perchè lei è ancora alla fase 1. ovvero quella DIAGNOSTICA!