Utente 235XXX
buonasera,
sono mamma di un bimbo di 6 mesi nato con cardiopatia congenita diagnosticata a 20 settimane di gravidanza. tale cardiopatia è stata identificata come 'atresia polmonare a setto intatto', purtroppo con ventricolo dx, molto piccolo fin dall'origine. A 4 gg dalla nascita ha subito un primo intervento chirurgico di bt shunt secondo taussing. il post operatorio ha avuto una durata di due mesi in quanto è succeduto chilotorace. ora a distanza di 6 mesi si dovrà procedere a nuovo intervento (glenn) per rendere tutta la circolazione più efficente. la mia domanda è: che probabilità ci sono che il bimbo sviluppi nuovamente chilotorace al secondo intervento? grazie. cordiali saluti.

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[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
Buongiorno. Purtroppo il chilotorace è una complicanza non rara nel postchirurgico pediatrico (1-3%), specialmente dopo gli interventi di Glenn o Fontan. E' possibile quindi che si possa ripetere questa evenienza, cha aumenta sensibilmente, come lei ben sa,la durata del decorso e non dipende da errori tecnici operatori ma da un cambiamento pressorio dell'equilibrio della circolazione sangue/linfa.
Si affidi comunque con fiducia ai cardiochirurghi che seguono suo figlio. Vedrà che andrà tutto benissimo e il suo bimbo poi starà bene. Mi faccia sapere.
Un abbraccio e un caro saluto
[#2] dopo  
Utente 235XXX

Iscritto dal 2012
buon pomeriggio, la ringrazio per la sua tempestiva risposta e mi scuso invece per la mia lenta controrisposta... sono rimasta un po' di stucco sul fatto che Lei mi abbia detto che il chilotorace si verifica per il cambio di pressione tra sangue e linfa, sinceramente, a me durante il ricovero mi era sempre stato detto che dipendeva dal fatto che cmq il bimbo era stato tagliato e aperto il torace e che quindi in qualche parte il dotto era stato lesionato e che addirittura il dotto toracico non si vede poi così bene...allora ho fatto una riflessione mia personale: intanto mi piacerebbe capire dove passa il dotto toracico rispetto al cuore (sopra o sotto - so che se non sbaglio parte dalla parte bassa della gabbia toracica verso destra e va fino alla parte alta verso sinistra quindi va in diagonale - ma non so se questa è un'informazione corretta e che cmq non è propriamente un "tubo" come la parola farebbe pensare ma più una cosa filamentosa... così ho pensato: se il dotto toracico può comunque essere operato, è mai possibile che non venga visto? per carità, errare umano est, però sa si rimane sempre un po' perplessi e soprattutto, almeno io e mio marito, vivendo la cosa, si cerca sempre, in base alle informazioni che si captano da tutte le parti, di fare un puzzle (in sostanza ci si fascia tanto la testa ancora prima di essersela rotta e sicuramente sarebbe meglio fare tutt'altro e non pensarci)...
ma l'operazione glenn dopo aver già fatto uno shunt con atriosettostomia, comporta un così grande cambiamento di pressione? nn è una specie di by pass tra la vena cava superiore e l'arteria polmonare?
comunque siamo in procinto di fare cateterismo e angiografia...
la ringrazio per la sua risposta e le farò sapere esito esami e decisione medica.
cordiali saluti.