Utente 236XXX
Gentile Dottore,

Sono un ragazzo di 23 anni, peso 91 kg e sono alto 181 cm.

Prima di porre la mia domanda riassumo la mia storia:

Nel 2009 sono arrivato a pesare 130kg, così ho iniziato a seguire la dieta Scarsdale, una dieta molto sbilanciata che prevedeva l'eliminazione totale di tutti i cibi ricchi di carboidrati (pasta, pane, patate, legumi, bibite, etc. etc.) e dell'olio.
Premetto che nonostante fosse una mia iniziativa, questa è stata approvata dal mio medico di base e che ho tenuto sempre sotto controllo il mio corpo facendo analisi del sangue e delle urine con frequenza semestrale, specialmente per controllare fegato e reni, e ad oggi sto bene, non si sono mai presentati dei problemi.

Entro il marzo 2010 sono arrivato al peso di 77 kg, ma ero talmente ossessionato dal peso che avevo smesso di mangiare, se non lo stretto indispensabile per sopravvivere. In seguito ho lentamente allentato la presa e a Gennaio del 2011 pesavo 82 kg.

Dal Gennaio 2011 a causa di forte stress (esami universitari, sentimentali, lutti) ho smesso di allenarmi in palestra e di seguire in modo estremamente rigido la dieta, e nell'arco di un anno il mio peso è aumentato di 11 kg, il grasso si è accumulato su cosce, glutei, addome e petto.

Da poco (2-3 settimane) ho ripreso l'allenamento con la stessa intensità di prima (3 o 4 volte a settimana per circa 2 ore e mezza, di cui 40-50 minuti sono di corsa)
ed ho ricominciato a seguire la dieta in modo rigido.

Nonostante gli sforzi, nell'arco di quasi un mese ho perso solamente 2kg.

Mi domandavo se come ritmo di dimagrimento fosse normale, vista anche la drasticità della dieta (che a me non grava), o se essendomi privato (anche nella fase di pausa, in cui sono ingrassato per lo più a causa dei dolci) dei carboidrati ho in qualche modo alterato il mio metabolismo, e in caso affermativo:
Quali specialisti dovrei consultare?
Quali esami dovrei fare?
Quali abitudini alimentari dovrei integrare nell'attuale dieta per riattivare il metabolismo, se di questo si tratta?


Grazie in anticipo.

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Dr. Serafino Pietro Marcolongo
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Gent. utente,
la dieta Scarsdale, "inventata" tanti anni fa da H. Tarnower negli Stati Uniti, si basa sull'accelerazione del metabolismo e sul consumo abbondante di proteine (iperproteica). E' sempre stata sconsigliata in gravidanza e in soggetti affetti o predisposti a patologia diabetica, renale, epatica. Il Suo più grosso "effetto collaterale" è il recupero del peso perso ( a volte con tanto di "interessi"!) e problematiche dismetaboliche. La difficoltà, nel Suo caso, di presentare una certa resistenza a dimagrire (spero senza ripetere l'errore di riseguire la stessa dieta!) necessita (e rispondo alle Sue domande):

1) Medico Nutrizionista o Dietologo;

2) gli esami necessari saranno richiesti dal Professionista;

3) il regime alimentare ipocalorico dovrà essere prescritto dopo attenta valutazione medico-dietologica (dati antropolicometrici, esami ematochimici, valutazione delle masse corporee tramite esame Bioimpedenziometrico, ulteriori approfondimenti eventuali da effettuare durante la visita).

Cordiali saluti.