Utente 236XXX
Buongiorno,
a 57 anni (il 27/02/2007) sono stato operato presso l'ospedale di Ancona per aneurisma all'aorta; dissezione aortica di tipo A. Intervento in emergenza di: Sostituzione valvolare aortica e aorta scendente con condotto valvolato Carbomedics 25/28 e reimpianto degli osti coronarici (Benteal) in circolazione extracorporea a 28°C ed arresto cardioplegico ematico.
Da allora sono in terapia farmacologia giornaliera.
Da un successivo esame Tac del 22/05/2007 eseguita per un normale controllo presso l'ospedale di Fermo, risultava: “presenza di dissezione che dall'arco, al tratto discendente fino a tutta l'aorta addominale con interessamento delle arterie iliache comuni, a destra fino alla biforcazione tra ramo interno ed esterno. Iniziale flap intimale all'origine del tronco anonimo di destra e dell'arteria succlavia di sinistra.
Dal risultato della Tac i Dottori volevano intervenire chirurgicamente. Non è stato fatto perché la chirurgia di Ancona nel frattempo interpellata ha spiegato che per il mio caso specifico avevano prodotto la dissezione come risultava dalla Tac. Altri Dottori, si sono meravigliati durante i numerosi controlli periodici come ecoquore, prove da sforzo ecc... osservando il mio caso come più unico che raro.
Il chirurgo che mi ha operato mi ha consigliato di farmi rilasciare una dichiarazione descrittiva così consigliata: DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL SUBSTRATO ANATOMICO AORTICO IN RELAZIONE ALLA DISSEZIONE PERSISTENTE DISTALMENTE AL TUBO PROTESICO.

Al fine di un riconoscimento di invalidità che mi è stata riconosciuta al 35% per il solo fatto di essere portatore di protesi, purtroppo non sono riuscito a trovare un cardiologo o un cardiochirurgo che riuscisse a comprenderne il significato di quanto sopra, nonostante la numerosa documentazione in mio possesso. Potreste darmi una risposta esaustiva affinché possa capire la situazione della mia patologia?
Ringrazio per la Vostra cortese attenzione e a Vostra disposizione per qualsiasi informazione riteniate utile. distintamente saluto.


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[#1] dopo  
Dr. Antonio Di Virgilio
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CATANZARO (CZ)
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Gentile utente, purtroppo non riesco a comprendere che cosa, in particolare le interessa conoscere. Non comprendo il significato di ciò che il collega le ha consigliato di farsi dichiarare in merito alla sua patologia.
Tuttavia le posso anticipare che la persistenza del falso lume distale al tratto di aorta sostituito, in caso di Dissezione Aortica di I tipo, è piuttosto frequente e può con il tempo essere responsabile di complicanze successive; l'evoluzione di tale situazione richiede controlli ravvicinati. Inoltre, a quanto pare, da ciò che lei riferisce, il flap intimale (la rima di dissezione) inizia a livello dell'arco aortico, e ciò complica ulteriormente la strategia chirurgica. Sarebbe utile che lei fornisse, non solo a noi, ma anche a cardiochirurghi di sua fiducia uno studio radiografico completo dell'aorta in toto, per poter stabilire indicazioni e timing di un eventuale trattamento aggiuntivo.
Cordialmente
[#2] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
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TORINO (TO)
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Gentile signore, come bene spiegato anche dal collega di Catanzaro, la dissecazione aortica determina nel momento in cui si verifica acutamente una rottura interna della aorta che di solito si estende dalla radice aortica (vicino al cuore) fino alle iliache (alle gambe).
Lo scopo dell'intervento che le è stato eseguito in emergenza è stato di impedire che la rottura completa del foglietto più esterno della aorta creasse un tamponamento cardiaco, cioè che il sangue fuoriuscendo nel pericardio provocasse la morte improvvisa per "allagamento" del cuore stesso.
L'intervento quindi non consiste nella sostituzione di tutta l'aorta fino alle gambe...
Per questo motivo facendo un controllo TAC subito dopo oppure a distanza di anni dall'intervento è possibile trovare la dissecazione persistente nel tratto non sostituito.
E' evidente che dei controlli sono indispensabili per vedere che nel corso degli anni il tratto aortico non sostituito non si dilati...in tal caso sarà possibile sostituirlo impiantando uno stent coperto (endoprotesi) che rinforzi la parete.
Riguardo alla problematica medico legale è indispensabile che se vuole ottenere un aggravamento della sua posizione si rivolga ad uno specialista cardiochirurgo che le possa formulare una perizia sulla base della documentazione non solo cartacea ma anche diagnostica (RX, TAC, Coronaro, etc.)

cordialmente