Utente 129XXX
Gentili dottori,
sono una donna di 31 anni e circa un mese e mezzo fa ho avuto un episodio di aritmia cardiaca, infatti improvvisamente ho avvertito questa strana sensazione e mi sono recata in ospedale, dove mi hanno trovato il battito a 180. Il tutto e' durato due ore, solo dopo un farmaco il battito e' sceso a 110-120 al minuto, fino a regolarizzarsi lentamente.
Così, su consiglio di un bravo cardiologo, mi sono rivolta telefonicamente ad un aritmologo della quale si parla benissimo.
Lui, dopo aver letto il mio elettrocardiogramma mi ha detto che si trattava di un aritmia benigna e che, poiche' non era possibile fare diagnosi con quel referto, dovrei fare uno studio elettrofisiologico e ablazione, il tutto in ospedale con ricovero di due giorni.
Premetto che non mi era mai successa una tachicardia simile, solo molto raramente, ma sempre per pochi secondi e mai di quella durata.
Ora, la mia domanda e', poiche' ho avuto un solo episodio di aritmia,e' giusto intervenire gia' con un intervento di ablazione? O si potrebbe, magari fare una terapia prima ed evitare l'ablazione, che e' sempre un intervento da fare in anestesia?
Ringrazio in anticipo e invio distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Iscritto dal 2008
Gentile utente,
è verosimile che l'aritmologo che ha consultato le abbia parlato di studio elettrofisiologico con una eventuale possibilità di ablazione solo nel caso in cui, durante lo studio, venisse evidenziata una aritmia trattabile con tale metodica. In genere, tali tipi di studi avvengono in debole sedazione e non richiedono una anestesia generale.
Stia serena ed in bocca al lupo!
[#2] dopo  
Utente 129XXX

Iscritto dal 2009
Grazie dottore, chiarissimo e gentilissimo!
[#3] dopo  
231165

Cancellato nel 2015
Gentile Signora
aggiungo a quanto detto correttamente dal Colega la mia opinione.
LA terapia farmacologica per un problema come il suo ed alla sua età è a mio avviso assolutamente sconsigliata. Tenga conto che si tratta di un intervento( quello farmacologico ) che va ad interferire con i meccanismi che permettono all'aritmia di svilupparsi. Tale intervento cessa nell'esatto istante in cui sospende la terapia. Per tanto se vuole avere un effetto positovo ( ammesso che questo venga raggiunto) dovrà continuarla per tutta la vita. Lo studio elettrofisiologico con l'ablazione è un intervento risolutivo che tuttavia va preso in considerazione solo se gli episodi si ripetono nel tempo. Lei è al primo episodio. Potrebbe restare tale e non averne piu per tutta la vita o ripetersi. Considerando che tali aritmie hanno una caratteristica assolutamente benigna le consiglio vivamente di attendere , senza particolari preoccupazioni gli eventi. Unica cautela se le capita ancora rimanga a riposo e se non passa si faccia con tranquillita' accompagnare in pronto soccorso. §In caso di eventi ripetuti prenda assolutamente in considerazione la procedura consigliatale
distiniti saluti
Giuseppe Maccabelli
[#4] dopo  
Utente 129XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dottor Maccabelli, ringrazio per la sua risposta; lei quindi mi consiglia di attendere poiché l'episodio di aritmia e' stato uno solo, ma io mi chiedo effettuando uno studio elettrofisiologico si interviene con ablazione solo nel momento in cui rilevano il problema?
Se, probabilmente, non rilevano nulla di anomalo nei circuiti non si farà nessuna ablazione, vero? Quindi, a scopo diagnostico e' comunque utile effettuare tale studio elettrofisiologico?Mi scusi ma ho ancora le idee poco confuse.
Grazie.
[#5] dopo  
231165

Cancellato nel 2015
La miglior cosa che puo fare e non pensarci piu! Fare uno studio elettrofisiologcico solo a scopo diagnostico per il singolo evento da Lei descritto è una follia. Se avra' altri episodi diventera' importante chiarire la natura degli eventi e in quel caso contestualmente allo studio elettrofisiologico se si rileveranno problemi farà l'ablazione con la quale potra' risolverli
buona giornata
[#6] dopo  
Utente 129XXX

Iscritto dal 2009
Dunque avevo ben capito cio' che voleva dirmi!
Grazie!