Utente 227XXX
buongiorno dottori tre anni fa mi è stato diagnosticata questa malattia a seguito di 3 episodi di tachicardia capitati 3 sere consecutive (risolti con un'iniezione davvero molto fastidiosa).dopo una settimana di ricovero monitorato e analisi i medici mi avevano gia prenotato l'operazione (a sentir loro indispensabile) di ablazione ma in una visita precedente all'operazione (dovevo fare un elettrocardiogramma) il primario che fino ad allora era in ferie mi ha scioccato dicendo che non era il caso di operare e mi ha disdetto l'intervento.da allora ho avuto rari casi che si risolvono solitamente o da soli o prendendo almarithm 100.mi capita magari un paio di volte l'anno e quest'anno di nuovo sono qui con lo stesso problema.è la 2 sera in due settimane ho 170 (massimo 175 mai di piu) pulsazioni al minuto volevo chiedere ma può essere una cosa pericolosa? c'è il rischio che il cuore ceda? anche se il primario mi ha detto che non è una forma pericolosa la mia... scusate l'ansia ma sono un tipo un po ansioso e visto che mi dura anche 2 ore è fastidiosa.secondo voi come dovrei comportarmi? io per 2 attacchi l'anno sinceramente preferirei non operarmi solo non vorrei che alla lunga potesse danneggiare il cuore. inoltre volevo chiedervi se oltre l'almarithm puo essere utile un sedativo (lexotan, xanax) oppure dove posso farmi insegnare a praticarmi quel massaggio alla gola che mi avevano detto puo aiutare a far passare la crisi.
cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Iscritto dal 2009
Se le crisi di tachicardia fossero davvero molto rare può valer la pena di ricorrere alla terapia medica , come ad esempio con la flecainide, l almarytm.
Le crisi di tachicardia non danneggiano il suo cuore, ma le riducono la qualità di vita, e pertanto in questo caso, sarebbe opportuno procedere con l ablazione.
Arrivederci
Cecchini
Www.cecchinicuore.org
[#2] dopo  
231165

Cancellato nel 2015
Gentile Signore
se le hanno diagnosticato una sindrome di WPW credo che l'opzione piu' ragionevole sia di rivolgersi ad un centro di elettrofisiologia ed eseguire l'ablazione transcatetere.
La presenza di un filo accessorio che puo condurre l'impulso dagli atri ai ventricoli anche se di per se non è da considerarsi una condizione "patologica" puo' in determinati casi provocare aritmie anche pericolose.La possibilita' di queste che in ogni caso rimangono eventi statistivcamente davvero rari ( per capirci conducendo una vita normale ci sono almeno 1000 motivi che espongono tutti noi a rischi di vita dei quali tuttavia non ce ne preoccupiamo perche' fanno parte della vita normale di tutti i giorni. Guidare la macchina escpone ad un rischio di incidente mortale dello 0,0000 etc ma non credo che lei se ne preoccupi ogni volta che guida !!).
La pericolosita' della via accessoria e legata alla sua capacita di condurre imnpulsi ai ventricoli . Piu è alta la capacita' di conduzione piu aumenta il rischio di aritmie.
Questo rischio che si deve sottolineare e"teorico " e statisticamente davvero molto basso tuttavia esiste. Per tale motivo al giorno d'oggi non ha senso tenersi un problema del genere quando con un breve intervento lo si puo risolvere definitivamente e senza strascichi. La terapia farmacologica inoltre andrebbe assunta per tutta la vita ed anch'essa non è priva di rischi. Per tale ragione le rinnovo l'opportunita' di rivolgersi ad un buon Centro dii elettrofisiologia ( nella sua regione ve ne sono di ottimi) per sottoporsi ad un ablazione. Si ricordi tuttavia che lei non è un cardiopatico. Molti atleti agonsiti hanno avuto questo problema, lo hanno risolto, ed hanno continuato a praticare
buona giornata