Utente 237XXX
Lui 47 ed io 40 anni (entrambi mai sposati e senza figli). Lui irlandese ed io italiana vissuta all’estero per 20 anni. Ci troviamo e subito scatta una forte attrazione e grande complicita’. Comunichiamo tutti i giorni, spesso via network sociali anziche’ per telefono. Passiamo dei momenti molto belli e teneri insieme, in cui lui mi racconta moltissimo di se’. Alla prima occasione, lui non raggiunge l’erezione e quindi nemmeno l’orgasmo nonostante I mie ripetuti tentativi orali. Lui si scusa e promette che alla prox tutto sara’ sistemato e funzionante! Io sdrammatizzo con dolcezza e passiamo un’altra notte insieme facendo altre cose interessanti e colmandoci di risate! Durante un mio viaggio di lavoro all’estero, sovviene una rottura circa una questione di rispetto, che si rivela poi essere un fraintendimento ma che lui acutizza in modo estremo e ci porta a distanziarci per un paio di settimane, facendoci soffrire entrambi. Una volta parlato della situazione e ricucito lo strappo, ci si ripropone una situazione di intimita’ in cui lui riesce anche se a fatica a mantenere l’erezione per 10 minuti circa, ma non raggiunge di nuovo l’orgasmo. Questo avverra’ solo nell’arco della giornata per sesso orale, ma con una quantita’ di sperma veramente ultra minima! Non se ne parla, proseguiamo e ci godiamo l’una dell’altro facendo una passeggiata all’aria aperta e al sole. Da circa 3 settimane, si e’ completamente allontanato, non mi bacia alla francese solo a stampo se e a volte, non mi abbraccia, anche quando abbiamo dormito insieme lo scorso wkend. Non un gesto di tenerezza. Cucina per me, si prende cura di me in altri modi, ma nulla di fisico o emotivo. Lo “confronto” abbracciandolo .. e lui dice che in quell frangente non ha voglia di essere abbracciato. Io persevere e con dolcezza gli chiedo quale sia il problema (se fisico, psicologico o altro, se e’ la prima volta, se sono io ..). Lui risponde che non lo sa, che e’ una cosa che c’e’ o non c’e’, che al momento sebbene lui stia benissimo con me e voglia continuare a fare cose insieme, non vuole di piu’. Dico che lo capisco e che mi ridimensionero’, non chiedendogli piu’ di baciarmi o altro. Lui nel frattempo inizia a parlarmi del suo bisogno di fare testament e mi dischiude una serie di questioni personali e familiari che mi lasciano attonita. Tra me inizio a temere pero’ che lui possa essere bisessuale, se non gay, che lui non mi trovi attraente. E’ un uomo con grande responsabilita’ a livello professionale, che dorme pochissimo, fuma e beve tantissimo e e’ sottoposto a livelli di stress enormi. Ma quando 3 settimane fa mi comunica tutti i dettagli del suo viaggio in Tailandia tra 10 giorni, io mi pongo una serie di domande infinite. Da circa 10 giorni non si fa piu’ sentire. So che lui “sta bene” perche’ conosco un suo dipendente che me lo conferma. Ma mi manca enormemente e soffro di questa situazione che pecca di chiarezza da parte sua. Io rispettero’ la sua decisione … vorrei sinceramente poter aiutarlo a superare questo momento. Ma lui non ha chiesto aiuto, e credo non lo voglia …
Indubbiamente, anch’io avro’ un ruolo in questa sua problematica. Gradirei ricevere un parere da un esperto, per riuscire a far piu’ chiarezza sulla situazione anche per me. Ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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MILANO (MI)
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gentile lettrice,

le distanze a volte aiutano a porsi queste domande, a volte aiutano a far emergere le difficoltà, a volte infiammano il desiderio fino "all'ustione", a volte consentono di riflettere e chiarire le idee.

la situazione che riporta è estremamente variegata e tecnicamente presenta sfumatura meritevoli di esssere chiarite.
la riferita abitudine al fumo , al social drinking o anche oltre e lo stress che riporta possono sottendere piccole incrinature ai normali meccanismi di della sessualità.....che meritano uno studio andrologico.

si delineano quindi i motivi per un "provvido" contatto con l'andrologo.

ci aggiorni se vuole,

cordialità
[#2] dopo  
Dr.ssa Paola Scalco
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CASTELL'ALFERO (AT)
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Gentile Signora,
a mio avviso la sua dettagliata descrizione della situazione è ben riassunta nelle sue frasi conclusive: << vorrei sinceramente poter aiutarlo a superare questo momento. Ma lui non ha chiesto aiuto, e credo non lo voglia …>>

Faccio alcune ipotesi.
La vostra relazione, forse, non ha il medesimo significato per entrambi, o non avete posto su di essa lo stesso investimento affettivo ed emotivo, oppure ancora si è rivelata nella realtà differente dalle aspettative iniziali.
In ogni caso, il dolore è suo (di Lei) e non si può pensare di risolverlo aspettando un suo (di lui) cambiamento.
Io girerei la domanda: che cosa la trattiene in una relazione come questa? Perché dovrebbe essere lui a decidere per voi?

Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Utente 237XXX

Iscritto dal 2012
Ringrazio la Prof. Colpi per la celere risposta indicando il delineamento di motivi che richiedono un consulto medico, il quale dipendera' esclusivamente da lui e non da me. Ringrazio altresi' la Dott.ssa Scalco per le ipotesi suggerite, tutte e tre potrebbero infatti essere ugualmente valide. E' comunque un dato di fatto che lui abbia gia' deciso per entrambi .. dimostrandomi a fatti compiuti che lui una decisione in merito a questa "relazione" l'ha presa senza conivolgermi minimamente. La sua osservazione sul che cosa mi trattiene in questo rapporto, Dott.ssa e' importante e mi fa' riflettere. Gliene sono grata.