Utente 133XXX
Buongiorno, mio marito, 54 anni, è stato sottoposto il 18/01/12 ad un intervento di sostituzione valvola tricuspide e alla riparazione del tratto aortico, l'intervento è andato bene ed anche il decorso, fino ad oggi, ha cmq sempre i battiti abbastanza alti, ieri le hanno messo l'holter e stamattina ha avuto un episodio di fibrillazione atriale, il medico dice che è normale post-intervento.
Mio marito non ha mai avuto problemi prima dell'intervento, infatti l'ingrossamento dell'aorta ed il problema alla valvola si sono evidenziati con un ecocolordoppler, non aveva nessun sintomo se non un pò di affanno.
E' veramente normale? Ci possono essere conseguenze?
Le chiedo cortesemente se può darmi tutte le informazioni del caso.
La ringrazio e porgo cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
la fibrillazione atriale è la più comune aritmia periprocedurale in numerosi interventi cardiochirurgici, spesso isolata e non ripetitiva. Tuttavia è ovvio che le verrà chiesto di sottoporsi comunque ad Holter cardiaci a distanza e di sottoporsi a terapia antiaggregante.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dr. Martino,
grazie della celerità, quindi speriamo che sia isolata.
La valvola che le è stata impiantata e di tipo biologico, scelta fatta anche in base al fatto che non doveva fare terapia anticoagulante a vita; se si ripetesse la fibrallazione dovrebbe quindi fare terapia antiaggregante per sempre?
Ci sono altre metodologie per risolvere il problema?
Mi sono dimenticata di dire che dall'ecocolordoppler di venerdì scorso è emerso un lieve rigurgito della valvola mitrale, che a detta del medico dovrebbe risolversi spostaneamente adesso che la valvola tricuspide funziona perfettamente.
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Se il soggetto dovesse avere recidive di F.A., senza dubbio si porrà il problema di dover effettuare una terapia anticoagulante al momento comunque non indicata.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2009
Grazie.
cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dr.Martino,
scusi il disturbo, ma vorrei un chiarimento sulla fibrillazione che continua ed è in cura con coumadin, se non dovesse risolversi verrà fatta tra un mese la cardioversione.
Mio marito, ha un negozio di macelleria, da ieri ha ripreso il lavoro a pieno ritmo, equivalente a 10 h. giornaliere.
La domanda è: può la stanchezza e lo stress lavorativo, sia fisico che mentale, peggiorare o evitare la risoluzione rapida della fibrillazione, correndo quindi il rischio di una terapia anticoagulante a vita?

La ringrazio, cordiali saluti.