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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2012

    Frattura malleolo mediale tibia e distacco parcellare malleolo peroneale gamba sx rimozione chiodo

    Buongiorno, ho 39 anni e lo scorso mercoledì 8 febbraio a seguito di una storta (ho sentito il classico KRAK) mi sono recata al pronto soccorso dove mi hanno diagnosticato una frattura al malleolo mediale della tibia con distacco parcellare del malleolo peroneale. Mi hanno fatto un gesso (gambaletto) consigliandomi riposo con arto in scarico per 21 giorni. Il gesso sarà quindi rimosso il 29 fabbraio. Non mi è stato detto di prendere un antitrombo ma per esperienze passate (che in seguito racconterò) mi sono autoprescritta (Clexane 4000) una punturina sulla pancia al dì.
    L'ortopedico al pronto soccorso mi ha detto di caricare tranquillamente tra un paio di giorni... ma se mi hanno fatto un gesso che non è da carico come sarebbe possibile? Non ha il tacchetto e il piede non è a martello e quindi cadrei all'indietro. Non sarebbe meglio non caricare almeno per i primi 21 giorni finchè ho ancora i gesso? (sul referto c'è scritto così è il medico che mi ha detto di caricare tranquillamente)
    Non consigliare di prendere un antitrombo già mi è sembrato assurdo...
    Il 1 gennaio del 2010 a seguito di una caduta sugli sci ho riportato la frattura scomposta della tibia, del perone e del piatto tibiale, sono stata operata il 4 e 11 gennaio 2010 e mi hanno inserito un chiodo endomidollare nella tibia, due chiodi nel ginocchio e uno al perone, sono in lista per essere nuovamente operata per rimuovere i mezzi di sintesi finalmente e guarda come mi ritrovo, ora ho la caviglia rotta dell'altra gamba... mi hanno detto che se mi chiamano di farmi pure operare per togliere i ferri della gamba destra e che il gesso della gamba sinistra si può togliere. Domanda: dopo l'estrazione di un chiodo endomidollare e degli altri ferri come faccio a deambulare se ho il malleolo rotto dall'altra parte??? Chiedo scusa se non uso termini tanto medici, ma sono veramente confusa...... per favore spero che qualcuno possa darmi una o più risposte... sono davvero giù e depressa... non sò cosa fare.... Grazie. Marina.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 661 Medico specialista in: Ortopedia
    Medicina legale e delle assicurazioni
    Chirurgia della mano

    Perfezionato in:
    Medicine non convenzionali

    Risponde dal
    2007
    Sulla profilassi della trombosi venosa profonda e sul divieto di carico con un gesso non adatto penso che sia difficile darLe torto. Le fratture dei malleoli non penso che guariscano in tre settimane; è possibile che dopo questo gesso ne mettano un altro per un mese con il rialzo e la posizione corretta del piede per concedere il carico.
    Per quanto riguarda i mezzi di sintesi faccio fatica a capire quanti sono: un chiodo endomidollare nella tibia lo capisco, ma quando dice "due chiodi nel ginocchio" forse intende le viti di bloccaggio del chiodo endomidollare? nel perone forse ha un filo di Kirschner?
    Comunque se La chiamano per togliere i mezzi di sintesi ha lapossibilità di far presente che ha un gesso nell'altra gamba e spostare l'intervento di 1-2 mesi. Di solito il chiodo si toglie dopo un anno e mezzo, quindi se lo tiene un paio di mesi in più non fa male. Non ci dovrebbero essere comunque problemi di deambulazione dopo la rimozione dei chiodi ma sicuramente se dovesse usare due antibrachiali per qualche giorno avere un gesso dalla parte "sana" può costituire un ostacolo.
    Cordiali saluti


    Umberto Donati, MD
    www.ortopedicoabologna.it

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2012
    La ringrazio Dr. Donati per la sua attenta e rapida risposta, sarò più precisa e le descrivo i due interventi del 2010: in data 04/01/2010 riduzione frattura spiroide di perone e si sintetizza con vite libera in titanio + cerchiaggio in riassorbibile; acceso trans-tendine rotuleo al canale endomidollare, introduzione filo guida, alesaggio, introduzione chiodo t2 stryker titanio, viti di bloccaggio prossimale in statico e dinamico e viti di bloccaggio distale. In data 10/01/2010 accesso laterale al piatto tibiale esterno si stabilizza con 2 viti da spongiosa da 4 mm. x 55 mm con rondella e si inserisce cemento Norian.
    Come dice lei i mezzi di sintesi devono essere rimossi (di solito) dopo un anno e mezzo, ma ora sono passati 2 anni e un mese dai due interventi (le liste di attesa sono infinitamente lunghe e quindi mi hanno fatto aspettare e non si capiscono i tempi) ho paura che poi ci possano essere delle difficoltà nell'estrazione dei mezzi di sintesi se dovessero passare ancora due o più mesi.... (Ho una corporatura esile).
    Ancora grazie Dottore.
    Cordiali saluti.




  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 661 Medico specialista in: Ortopedia
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    Medicine non convenzionali

    Risponde dal
    2007
    Quindi ha un chiodo endomidollare con le viti sopra e sotto e un vite nel perone.
    Per il tempo trascorso dall'intervento ha ragione: avevo letto 2010 ma avevo fatto i conti come se fosse stato 2011. Non c'è problema se passano due mesi o anche più. Il più delle volte non si asportano i mezzi di sintesi o li si asporta dopo molto più tempo. Concordi i tempi con gli ortopedici che La dovranno operare: conoscendo il caso clinico e le radiografie sapranno essere più specifici e scegliere la soluzione migliore.
    Cordiali saluti


    Umberto Donati, MD
    www.ortopedicoabologna.it

  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2012
    Salve Dottore, affronterò una cosa alla volta... per ora sto a riposo con l'arto in scarico e il 29 febbraio qando mi toglieranno il gesso si vedrà. Sto un pochino meglio, il dolore alla caviglia sti sta attenuando e ora riesco a muovere le dita dei piedi senza sentire troppo male.
    Per quanto riguarda l'altro intervento si rimanderà, ho sentito che se ci saranno dei problemi ad asportare il chiodo endomidollare saranno estratti solamente le viti di bloccaggio, la vite nel perone e le due viti nel piatto tibiale.
    Grazie mille per la sua risposta, saluti anche a Lei.



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