Utente 208XXX
Sono un uomo di 30 anni.Fino a due anni fa pesavo 103 chili.Stanco di questa situazione ho deciso di dimagrire facendo un pasto unico:invece di introdurre le solite 3300 calorie ne introducevo la metà 1700,semplicemente saltando la cena e la colazione.Risultato:adesso peso 66 chili.Ora,da profano,su internet ho letto della chetosi e mi sono venuti i brividi perchè io,praticamente ho digiunato per 2 anni per 24 ore consecutive(fra pranzo e pranzo).Specifico che in questi due anni,nel mio unico pasto ho sempre mangiato carboidrati(soprattutto pane e qualche volta pasta) per il 55-60% del pasto mentre il resto del pasto si articolava tra proteine(20%) e lipidi(20%,soprattutto olio d'oliva).Non ho nessun sintomo,nè alito cattivo,nè una frequente urinazione,non ho mai accusato giramenti di testa.Inoltre ho cominciato il sollevamento pesi con ottimi risultati e con questo regime alimentare.Ora vi chiedo:posso aver distrutto i miei reni con questa dieta?Oppure il costante apporto di carboidrati per il 50%(seppur in unico pasto) non ha prodotto danni rilevanti?
Naturalmente ora ho cambiato il modo di mangiare(5 volte al giorno) e sono in attesa dei risultati delle analisi del sangue.
Ma il pensiero di dover ricorrere alla dialisi in futuro per questo mio scellerato comportamento mi mette i brividi.
Vi ringrazio,anticipatamente,per le risposte.

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Dr. Enrico Borrelli
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Secondo me non ci può essere stato alcun danno ai reni in quanto la dieta è stata fatta con alimenti diversi anche se ridotti quantitativamente. Il ridotto apporto calorico e l'attività fisica portano al calo ponderale direi infallibilmente! Penso pertanto che il riscontro degli esami ematochimici non mi darà torto.