Utente 322XXX
Buongiorno,
pongo alla vostra cortese attenzione le seguenti domande:

1) una persona che risulti positiva al test della tubercolosi e' anche da considerare "ammalato conclamato" ? se no, quando e cosa puo' succedere a tale persona ?

2) la tubercolosi si puo' contrarre tramite persone risultate positive al test (ma non ammalate conclamate) ?

3) se una persona frequenta una comunita' che ospita (o meglio aveva ospitato) un "ammalato conclamato" , sino a quando dovra' sottoporsi a test ? (questo considerato che dopo un paio di test eseguiti a distanza di un paio di mesi non risulta positiva , ma considerando anche il dato di fatto che i casi di test positivi nella comunita' sono aumentati parecchio nell'arco di alcuni mesi)

Ringraziando anticipatamente per l'eventuale risposta, colgo l'occasione per porgere i piu' cordiali saluti.

[#1] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentile paziente se per test della tubercolosi intende l'intradermoreazione di Mantoux, una positività non indica sempre malattia. Tale reperto può indicare pregresso contatto, vaccinazione o anche malattia, vecchia o attuale. Sono da considerare contagiosi coloro che hanno un escreato positivo alla coltura o alla colorazione per batteri alcol-acido resistenti. La malattia si stramette per via aerea ed è estremamente contagiosa.
[#2] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2007

Egregio Dottore,
innanzitutto la ringrazio per la cortese ed immediata risposta.

Sì , per test intendo l'intradermoreazione di Mantoux.

Quindi se ho ben compreso, la tubercolosi si puo' contrarre SOLAMENTE tramite persone che risultano ammalate conclamate (ovvero, sempre se ho ben compreso, SOLAMENTE tramite persone che "hanno un escreato positivo alla coltura o alla colorazione per batteri alcol-acido resistenti"), e cio' mi tranquillizza non poco perche' la situazione da me descritta e', purtroppo, reale e attuale (e riguarda la mia bimba di 7 anni nel contesto scolastico).

Non ho pero' compreso cosa/come/quando devo fare riguardo alla mia domanda nr. 3 che ripropongo di seguito :
se una persona frequenta una comunita' che ospita (o meglio aveva ospitato) un "ammalato conclamato" , sino a quando dovra' sottoporsi a test ? (questo considerato che dopo 2 test eseguiti a distanza di un paio di mesi non risulta positiva e che a seguire non verranno piu' fatti test "collettivi" da parte dell'ASL , ma considerando anche il dato di fatto che i casi di test positivi nella comunita' interessata sono aumentati parecchio nell'arco di alcuni mesi)

Poi ancora una cosa: cosi' come ho prima scritto, considerato il dato di fatto che il numero dei casi positivi al test e' di MOLTO aumentato nella comunita' interessata in questi ultimi mesi, come bisogna considerate tale evento ? e' normale oppure bisogna preoccuparsi e quindi agire (fare qualcosa... cosa ?) in qualche modo ?

Di nuovo tante grazie e cordialita'.



[#3] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentilissimo signore la ringrazio molto per le interessanti domande. La prima cosa da dire è che la TBC è una malattia molto legata all'immunità, ad esempio io spesso ho contatti con malati tubercolari, a volte stretti(intubazione etc), ma non ho mai contratto la malattia. La malattia è legata infatti a fattori quali: stato nutrizionale, alcolismo, patologie concomitanti, terapie immunosopressive e luogo di vita. Il vero rischio in realtà lo corrono i familiari o i conviventi di un malato tubercolare. Dopo due mesi dal contatto , una Mantoux negativa direi che è totalmente rassicurante. Come problema generale, in questi anni si è assistito ad un incremento di casi legato anche ad flussi migratori da aree endemiche. Se avete avuto nella comunità scolastica un fenomeno epidemico affidatevi con serenità ai colleghi della ASL.
[#4] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2007

Egregio Dottore,
grazie per l'attenzione e la disponibilita'.