Utente 240XXX
Devo operarmi di un adenoma, attualmente ancora benigno ma fastidioso, alla parotide destra, e considerata la delicatezza dell'intervento causata dalla presenza del nervo facciale chiso nella ghiandola con le tante ramificazioni che ha in quella sede, chiederei gentilmente, sempre sia lecito per voi medici del sito rispondermi, di avere indicazioni sul nome di un chirurgo esperto in questo tipo di interventi, o la struttura ospedaliera nella quale avrei buone probabilità di incontrarne uno, che sia a Milano e interland o anche a Como e dintorni. Sarei dispiaciuto se mi si piegasse la bocca in un sorriso contrariato, in concomitanza con l'occhio destro che strizza uno sguardo fisso su qualcuno che, infastidito, poi mi menerà brutalmente... spero dall'altro lato del viso. Grazie in anticipo per l'eventuale attenzione concessami, e auguri di buon lavoro.

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[#1] dopo  
Dr. Massimo Marasco
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Carissimo utente, colleghi che potranno sicuramente darle aiuto dalle sue parti sono il prof. Bozzetti al San Gerardo a Monza, il prof. Brusati al San Paolo a Milano, il prof. Gianni' al policlinico di Milano. Tre ottimi professionisti che possono affrontare in piena sicurezza il suo problema.
Un caro saluto
Dr. Massimo Marasco
[#2] dopo  
Utente 240XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio molto, dott. Massimo. Ora sto facendo una dieta che pare essere molto vicina al digiuno, che durerà 42 giorni, nel tentativo di epurare il mio organismo dalle sostanze venefiche accumulate nel tempo. Non è un digiunare sconsiderato, seguo i consigli di un medico, dott.Breuss, noto per i 35.000 pazienti guariti da tumori di vario genere. Guarigioni documentate da cartelle cliniche. Si fonda sulla somministrazione di succhi vegetali (carote bietole e non sto a fare l'elenco), e tisane di erbe. Anche se non ottenessi risultati una purificazione non dovrebbe guastare a sessanta anni di età. Già non bevevo né fumavo e non sono sovrappeso, dunque rappresenterà un esercizio per misurare la forza di volontà, male che vada. Conosco le problematiche legate al digiunare, che coinvolgono diversi organi importanti, quindi starò attento a non massacrarli privandoli delle sostanze indispensabili al loro necessario equilibrio. L'atto chirurgico rappresenta, per me, l'ultimo atto di una guarigione sperata ma, soprattutto, che dev'essere prima guadagnata. Grazie di nuovo per le preziose indicazioni, e mi saluti la sua bella terra dove credo il digiuno sia visto come un peccato capitale, considerata la qualità del cibo preparato con l'aiuto di tanto sole.
[#3] dopo  
Dr. Andrea Servili
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Gentile signore,
i medici indicati dal collega di cui sopra sono garanzia di sicurezza!
L'intervento e' delicato proprio perche' la ghiandola,come lei ben sottolineava,e' attraversata da questo importante nervo motoreo.Ad ogni modo e' un trattamento,l'asportazione della neoformazione,piuttosto comune e i colleghi sopracitati hanno alle spalle una lunga esperienza a proposito,quindi stia tranquillo e affronti in problema chirurgicamente relegando a seconda istanza pratiche,sicuramente valide,ma forse un pochino piu' empiriche.

cordiali saluti
Andrea Servili
[#4] dopo  
Dr. Massimo Marasco
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Gentile utente, concordo pienamente con il collega, si sottoponga a visita specialistica per la cura chirurgica di questa neoformazione, anche per esperienza diretta con altri pazienti, eviti cure alternative basate su risultati non scientifici.
Un saluto
[#5] dopo  
Utente 240XXX

Iscritto dal 2012
Immagino sappiate quanto sia importante, per me, conoscere il nome di professionisti in grado di operare micro-chirurgicamente con la precisione che solo l'esperienza e la capacità di giudizio concedono. Di questo vi ringrazio tantissimo, così come ringrazio una scienza medica che nel suo essere imperfetta riesce a risolvere innumerevoli problemi di difficile soluzione. Certamente, però, riconoscerete che gli enormi passi fatti dalla chirurgia devono il loro avanzare alle mancanze della medicina dolce. La stessa medicina che rifiuta di prendere in considerazione decine di migliaia di cartelle cliniche, sottoscritte dagli stessi medici stupiti, che riportano guarigioni ritenute impossibili. È questo il caso della cura Breuss. Il mio è un adenoma ancora a uno stadio contenuto e so che sapete essere abbastanza lenta il suo sviluppo, certamente non saranno 42 giorni di astensione dai cibi solidi a seppellirmi. Non credo abbiate da dire attorno a un processo di depurazione dell'organismo dalle tossine che lo affliggono. Non mi sto affidando da credulone a pratiche magiche né ho intenzione di scuoiare gatti e di friggerli innalzando al cielo i resti in segno di gratitudine. Voglio raccontarvi un piccolo fatto accaduto a mio padre: ormai trenta anni fa, dopo essere precipitato da quattro metri ed essersi spappolato una gamba in venti pezzi, fu colpito da una grave osteomielite che impediva all'osso di ricomporsi. Le tentò tutte, dal sistema russo chiamato Ilizarov alla camera iperbarica durata lunghi mesi, ma la fistola spurgava in continuazione, la VES era alle stelle così come il rischio di una sempre in agguato setticemia. Dopo tre anni di via crucis medici dell'ospedale di Lecco decisero per l'amputazione. Avendo io viaggiato a lungo e per lungo tempo in giro per il mondo, e conoscendo la medicina tibetana per averla sperimentata sulla mia salute compromessa da quel viaggiare in anni difficili (40 anni addietro) ho fatto rinviare l'operazione e sono partito per l'Oriente. Gli sherpa si rompono frequentemente le ossa e la medicina tibetana ha imparato ad affrontare il problema delle infezioni conseguenti. Per farla breve dopo una cura disintossicante a base di erbe appallottolate con minerali mio padre è guarito. I medici di Lecco, attraverso gli alpinisti "Ragni di Lecco" si sono fatti portare diverse dosi di questi medicinali e li hanno messi in sperimentazione nell'ospedale. Perdonate il mio essermi dilungato; confido nelle capacità, in determinate condizioni, che ha l'organismo umano di auto curarsi, ma questo non significa che non tenga in considerazione le vostre preziose informazioni, nella speranza di non doverne usufruire in una corsa troppo rapida motivata dall'angoscia. Ciao e grazie mille ancora.