Utente 561XXX
Buongiorno,

ho 31 anni e, ne sono certo dalle ricerche fatte in Rete, soffro della corvatura congenita del pene, 40° a sinistra e 30° verso il basso; credo soprattutto per questo motivo i rapporti sessuali con la mia ragazza (insieme da 8 anni, lei ha 26 anni) si sono limitati il più delle volte alla masturbazione reciproca, le altre in tentantivi di penetrazione che all'inizio erano dolorosi (per lei) e difficoltosi (per me) mentre più recentemente, seppur lei risultasse lubrificata, al limite fra il fastidio ed il dolore (credo) solo per lei.

L'obiettivo comune è quello di riuscire ad avere un rapporto sessuale completo ma, contestualmente, mi chiedo se e quanto sia necessario l'intervento chirurgico considerato:
_ che un andrologo che frequentai appositamente mi suggerì una terapia con un prodotto farmaceutico (pomata) che dovetti acquistare dalla Svizzera a base di ormoni (avevo 24 anni) e che non dette risultati affatto soddisfacenti (anzi, solo un leggero ingrossamento di tutta la "struttura" che non faceva certo al caso mio),
_ tutte le eventuali conseguenze ed i rischi e
_ la possibilità che non sia "mia" la causa scatenante il fastidio nel rapporto (seppur la mia compagna sia sicura di non esserne "responsabile").

Mi spiego meglio: sono prudenzialmente deciso a farmi operare (presso struttura pubblica, sono disoccupato) ma non vorrei che l'intervento risultasse, nel mio caso, totalmente inutile.

Perciò chiedo:
_ dato il mio grado di curvatura ritenete necessario l'intervento?
_ ci sono disfunzioni femminili che possono rendere fastidioso il rapporto con pene curvo?
_ esiste, per la mia/nostra situazione, una eventuale terapia non chirurgica? (ginnastica, lubrificanti, farmaci...)
_ il SSN consente l'intervento chirurgico penieno anche presso strutture private?
_quali sono le tipologie di intervento chirurgiche relative alla cura del pene curvo congenito?

Ringrazio cordialmente per la vostra gratuita disponibilità,

Paolo

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

una curvatura del pene che renda difficili od impossibili i rapporti sessuali dovrebbe essere corretta chirurgicamente
Non esistono terapie mediche !
A Roma, è possibile operare in strutture accreditate con il SSN effettuando interventi di corporoplastica che danno buoni risultati.
La valutazione di alcune foto del suo pene in erezione potrebbe consentire una più precisa definizione del problema.
Cari saluti
[#2] dopo  
53238

Cancellato nel 2012
Sono d'accordo con il Dott. Pozza: Non esistono terapie non chirurgiche efficaci e gli interventi di corporoplastica danno buonissimi risultati.

Aggiungerei, per rispondere ad una delle sue domande, che non è escludibile a priori che le vostre difficoltà estreme nel rapporto penetrativo non siano anche parzialmente attribuibili a problematiche legate alla sua partner quali ad esempio il vaginismo.

Con l'entità dell'incurvamento da lei indicato esiste comunque l'indicazione alla correzione chirurgica.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
in questo tipo di problematiche, in cui sono coinvolte tutte le varie dinamiche di un rapporto sessuale, sempre deve essere fatta una preliminare valutazione anche di tipo ginecologico; chiaramente assieme alla attenta valutazione da parte di un esperto andrologo con l'annessa "documentazione fotografica".
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#4] dopo  
Dr. Patrizio Vicini
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Caro lettore
L'incurvamento penieno congenito non si giova di terapia mediche ma se necessario va corretto chirurgicamente,a Roma esistono ospedali e case di cura accreditate che effettuano l'intervento di corporoplastica di raddrizzamento.
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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sono daccordo con i colleghi
[#6] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,

in aggiunta a quanto risposto dai colleghi:

-sono diverse le strutture private accreditate convenzionate con il SSN per un eventuale intervento di raddrizzamento;
-da quanto ci descrive sembra in effetti che esistano le indicazioni ad una correzione della sua curvatura congenita, ma ciò può essere deciso solo attraverso una valutazione andrologica diretta, meglio (ma non obbligatoriamente) se eseguita avendo anche una documentazione fotografica del pene in erezione;
-che tipo di intervento? Sono diverse le strategie (accorciamento del lato lungo o allungamento del lato corto) e le tecniche chirurgiche per ottenerle, e la scelta su quali impiegare dipende innanzitutto dalla sua situazione specifica, e secondariamente dall'Andrologo che la prenderà in carico.

Cordialmente,

Dott. Edoardo Pescatori
www.andrologiapescatori.it