Utente 146XXX
Da qualche anno lamento ingrossamenti linfonodali soprattutto nella zona del collo e febbre persistente ( 37.4 resistente ad antibiotici tipo Zimox e a deltacortene 25 mg 1cp/die per una settimana). Ho fatto visite dermatologiche, otorino, endocrinologiche e alla fine, sempre stremata, ho attribuito il tutto ad una tiroidite. Senza possibilità di cura. Mi rendo conto della febbre perchè ho dei dolori alle articolazioni, seppure lievi.
Dopo le ultime visite otorino per linfoadenopatia ritiro i seguenti esami del sangue:
Proteina C reattiva 3.0
Emocromo
Globuli Bianchi 7.45
Globuli rossi 4.30
Emoglobina 12.9
Ematocrito 39.3
MCV 91.3
MCH 30.0
MCHC 32.9
Piastrine 290.0
Formula leucocitaria
Neutrofili 49.4 %
Linfociti 39.6 %
Monociti 7.9 %
Eosinofili 2.5 %
Basofili 0.6 %
Neutrofili 3.68
Linfociti 2.95
Monociti 0.95
Eosinofili 0.19
Basofili 0.04

VES 32
Tas <25.0
Ac. antiCitomegalovirus IgG <5.0 negativo
Ac. antiCitomagalovirus IgM 6.5 negativo

La sopresa dopo tre settimane, ritirata ieri sera, esame eseguito d'ufficio:
Anticorpi Anti borrelia burgdoferi Genotipi B. afzelii, B. garinii, B.sensu stricto
IgG - Met. Eia 3 Negativo
IgM - Met. Eia 25 <20 negativo; 20-24 borderline; >24 Positivo.
Igm ( Immunoblot) test di conferma negativo

Non comprendo da questi dati se le mie problematiche sono ascrivibili al morso di una zecca o al morbo di Lyme. Le conosco bene, in primavera le ho estratte spesso dal cane, ma io non ho ne ho mai avute. Ho avuto solo un singolare episodio ad una gamba con una chiazza rossa ( fotografata perché ero in un parco a quota 2000 m, sono scesa a valle dopo qualche giorno) che si è estesa circolarmente ed è durata diversi giorni con prurito. Ero in Alto Adige, avevo fatto un'escursione breve e ne sono rimasta molto sorpresa. Non ho visto nè estratto alcuna zecca. L'episodio risale al luglio 2009, le prime linfoadenopatie all'autunno di quell'anno.
Aggiungo che sono portatrice sana di mononucleosi, test effetuato nel 1989.
Ora che devo fare? Curarmi con degli antibiotici?
Mi è stata prospettata l'ipotesi di fare ulteriori esami del sangue. La linfoadenopatia è rientrata, ma io sono molto abbattuta.
La febbre si ripresenta invece con una certa frequenza.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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salve,
ci sono alcune cose che non mi sono chiare. Anzitutto la tiroidite si può curare, dipende da quale è, ovviamente, ma le cure sono possibili. Seconda cosa, direi che sarebbe opporrtuna una visita con un buon infettivologo onde valutare la possibilità di una qualche malattia infettiva. Terza cosa, se gli anticorpi sono negativi, non ha una borreliosi.

saluti
[#2] dopo  
Utente 146XXX

Iscritto dal 2010
Ringrazio per la Sua risposta, ma anche a me non è chiara la questione della borrelia.

I miei anticoprpi Igm - metodo Eia sono pari a 25, quindi positivi secondo l'indicazione a lato che riporta il >24 quale positivo.

Oppure Lei vuole dirmi che se il test di conferma ( Immunoblot) è negativo io non devo preoccuparmi e non devo fare alcunché?

Per quanto riguarda la tiroidite, sulla quale non tutti gli specialisti conconcordano ed eventualmente è stata definita in fase inizialissima, mi è stata proposta una cura con Tiroxina ( Eutirox ) in dosaggi diversi ( 25 e 50), ma senza alcuna convinzione.

Come se fossero più gli svataggi che i vantaggi e soprattutto come se fosse una cura che potessi fare o non fare a mio piacimento.

Le linfoadenopatie vengono di solito attribuite a stress, farigingiti, infreddature...

Ha qualche rilevanza la mia positività al Monotest fin dal lontano 1989? Sarebbe un esame da ripetere?






[#3] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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ALESSANDRIA (AL)
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Iscritto dal 2005
Salve,
gli esami della Borrelia sono negativi se come da lei dettoci.
La tiroidite non si sceglie se curarla o no, non si parla di stupidaggini, ma di un problema estremamente serio.
Il medico dà l'indicazione. Si affidi ad un serio specialista.
Andrebbero inquadrate anche tutte le sierologie. Ne parli anche con un infettivologo.

Saluti