Utente 175XXX
Saluti a tutti, spero stiate bene. Nella seconda settimana di gennaio (2012) mi sono accorto che mi faceva male una piccola zona a metà altezza della gamba destra lato interno. Dopo qualche giorno il dolorino è salito fin sotto il ginocchio e mi sono accorto che la vena si era indurita dopo un paio di settimane il dolorino è sceso fino alla fine della gamba e con la vena sempre indurita; dopo di che la vena si è gonfiata sul collo del piede portandomi dolore nel camminare, e tutta la zona si era pure gonfiata. Il dolore sul collo del piede e anche il gonfiore mi sono durati un decina di giorni. Dopo circa 40 giorni (negli ultimi 7 ero a riposo per l’influenza) vado dal medico, quando il piede ancora non mi faceva male, e mi disse che sembrava una flebite e oltre a un eco-color-doppler mi prescrisse una pomata e delle pillole vaso protettori. Dopo un mese e mezzo (a pagamento, poiché con il sistema sanitario avrei dovuto aspettare circa 3 mesi), e dopo che il più del dolore e del gonfiore era passato, riesco a fare l’eco-color-doppler dove fu diagnosticato un trombo che occludeva quasi del tutto il lume della vena safena a circa metà altezza del polpaccio. Lo specialista mi ha prescritto una terapia d’attacco con antibiotico, antinfiammatorio (Medrol-metilpredinisolone, 16mg), antitrombotico (eparina), pomate, e calza. Dopo questa terapia, durata 13 giorni, rifacciamo l’eco-color-doppler dove si notò che il lume della vena era completamente chiuso; quindi per 50 giorni mi ha prescritto solo eparina e calza e di rifare un controllo dopo quest’ultimo periodo, anche se mi ha dato poche speranze poiché il trombo si è ormai “organizzato”. Se non ci sarà nessun miglioramento mi spiegò che il trombo o me lo tengo seguendo una terapia o di togliere la safena o di legarla a monte, ma questo lo si dovrà decidere con un chirurgo vascolare.
Vorrei sentire qualche altra voce. Se per caso qualcuno ha fatto questa “esperienza”, come si è comportato? In caso esistesse qualche altro rimedio dell’ultima ora, ma sicuro, ovviamente. In caso dovessi seguire una terapia quanto deve durare e cosa può comportare questa terapia sul resto del corpo? E se mi tengo il trombo senza nessuna terapia? E se decido di togliere la safena, si può togliere solo il tratto interessato? E se invece decido di farla legare che fine fa la vena al di là della legatura? Sono domande che non mi sono venute in mente durante la visita, anche perché dopo che ho saputo che la vena si era chiusa del tutto mi ero abbastanza angosciato.
E poi come mi è venuta questa flebotrombosi alla safena (e non ho capito se è stata la vena infiammata a formare il trombo o il trombo a infiammare la vena) se la vena sembrava normale; inoltre la mia dieta è vegetariana con pochi pese, formaggi , uova; sono alto 1,77 per 67-68 kg, 55 anni; ex podista (15 anni di agonismo fino a 34 anni) nei 4 mesi estivi riprendo un po’ l’attività sportiva, nelle altre stagioni comunque faccio lunghe passeggiate. Mi ricordo che dovetti spingere l’auto in panne di mattina presto, con i muscoli a freddo e con quel freddo che faceva in quel periodo. Possibile che è accaduto a causa di ciò? O per aver fatto, sempre in quei giorni, una salita con la bici e probabilmente con i muscoli non ben riscaldati?
Molte grazie per eventuali risposte.
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
ci troviamo ormai di fronte ad un quadro stabilizzato di Trombosi Venosa Superficiale; una tattica più interventistica avrebbe consigliato nei primi giorni l'incisione della vena e l'evacuazione del trombo, che avrebbe consentito una più rapida remissione dei sintomi e l'avvio ad una guarigione più veloce.
Poco vale al giorno d'oggi la vecchia distinzione tra flebotrombosi (iniziale formazione del trombo) e tromboflebite (iniziale infiammazione della vena), poiché l'effetto finale, anche ai fini terapeutici è identico.
Qualche differenziazione esiste invece sul piano etiopatogenetico allo scopo di stabilire, come giustamente si preoccupa, la causa che ha determinato la sua affezione, confidando in questo sulle indicazioni del suo Medico riguardo un controllo clinico generale, confortato da esami di laboratorio ed, eventualmente, rx torace. Consideri in ogni caso che le condizioni che riferisce potrebbero già da sole rappresentare una causa sufficiente.

"E se mi tengo il trombo senza nessuna terapia?": esso andrà incontro ad un lento rimaneggiamento fino alla progressiva guarigione (con o senza ripristino della pervietà del vaso. Solo in casi assolutamente eccezionali queste flebiti, nella localizzazione che riferisce, possono essere responsabili di fenomeni di embolizzazione (Embolia Polmonare) per estensione al Circolo Venoso Profondo attraverso una vena perforante. L'importante è verificare un eventuale accrescimento verso l'inguine (tromboflebite ascendente), che renderebbe assolutamente temibile questa eventualità.

"E se decido di togliere la safena, si può togliere solo il tratto interessato?": è certamente possibile e porterebbe ad una più rapida guarigione.

"E se invece decido di farla legare che fine fa la vena al di là della legatura?": nessuna fine diversa da quella che già subisce per effetto della trombosi; viene cioè esclusa dal circolazione ed eventualmente "riabitata" per effetto delle vene confluenti in un tratto a valle della ostruzione.

Qualunque scelta sarà dettata da una serie di considerazioni che potrà meglio fare il Chirurgo Vascolare che La visiterà.
Resta in ogni caso l'imperativo di una adeguata elastocompressione (calza elastica mod monocollant).

[#2] dopo  
Utente 175XXX

Iscritto dal 2010
Caro Dottore Piscitelli le sue risposte mi hanno confortato e grazie per avermi risposto celermente.
Vorrei una delucidazione a riguardo di una delle sue risposte: "E se mi tengo il trombo senza nessuna terapia?": esso andrà incontro ad un lento rimaneggiamento fino alla progressiva guarigione (con o senza ripristino della pervietà del vaso); cioè cosa comporterebbe il non ripristino del vaso? E se decido per questa opzione devo sempre prendere le medicine e per quanto tempo?
Ancora Grazie.