Utente 411XXX
Gentilissimi professionisti,
circa un anno e mezzo fa mi sono sottoposto alla plicatura del pene in ben 2 punti come esito di un trauma subito (tra l'altro anche leggero).
Oggi, devo constatare che il pene ha ripreso ad incurvarsi, con dolore sia dalla parte che si accorcia, sia in corrispondenza dei punti metallici che sono soggetti a maggior trazione.
Ipotizzo che tra un paio di anni sarò costretto ad una nuova plicatura, oppure all'immissione di una patch, magari con la nota tecnica che prevede l'inserimento di tamponi siliconici nei corpi cavernosi.
Mi domando se esistono mezzi farmacologici per arrestare questo fenomento. Non ho placche, nulla. So solo che dopo ogni rapporto il pene mi resta indolensito per un paio di giorni e che probabilmente ad ogni "utilizzo" si danneggia. Dunque debbo anche moderarmi, a soli 33 anni.
Mi chiedo inoltre, se l'inserimento di quei tamponi debba essere fatto solo quando si debba necessariamente ricorrere alla patch.
In ultimo, note le perplessità sui diversi mezzi meccanici per mantenere in trazione il pene, ritengono possa essere utile alla causa?
Distinti Saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
non ho ben capito che tipo di intervento "con plicature" ha fatto e che tipo di trauma ha determinato questa indicazione terapeutica . Se può essere più chiaro potremmo formulare forse una risposta che abbia un minimo senso clinico anche se limitato ad una consulenza per via informatica. Comunque quadri clinici particolari e complessi come il suo non possono essere affrontati serenamente e tanto meno capiti e risolti tramite una semplice e-mail e richiedono sempre una attenta valutazione clinica diretta prima di comprendere la possibile causa del problema e poi impostare le necessarie strategie terapeutiche.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,

in effetti anche a me non sono chiari alcuni punti della sua mail (ad es: "punti metallici").
Se quanto lei descrive è una ripresa di malattia ("ripresa di curvatura"), esistono possibilità di terapie mediche per arrestare quanto prima questa evoluzione.
Per quanto riguarda la possibilità di inserimento di protesi di silicone, personalmente ritengo ciò abbiaun senso in casi solo di grave difficoltà al raggiungimento della rigidità peniena.
Suggerisco anch'io di far riferimento, "de visu", ad un Andrologo di sua fiducia per esaminare in dettaglio il suo caso.
[#3] dopo  
Utente 411XXX

Iscritto dal 2004
Piuttosto che tentare malamente di spiegare in cosa consiste la plicatura, vi invito a leggere quanto scritto da un vostro collega al seguente link:
http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=24466
"le tecniche di plicatura "plissettaggio" dei corpi cavernosi per correggere incurvamenti del pene"
Effettivamente, come lo stesso Dr. Pozza asserisce:
"In questi casi sarebbe opportuno farsi seguire da uno specialista con esperienza nel caso"
Disinti saluti
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

come già affermato dai dottori Beretta e Pescatori, non sono perfettamente chiari i motivi che hanno portato il chirurgo ad applicare punti di "plisettaggio" per ovviare ad una curvatura.
Che tipo di trauma sarebbe avvenuto ?
Ci racconti in dettaglio la sua storia e sarà possibile esprimere giudizi più appropriati
cari saluti
[#5] dopo  
Utente 411XXX

Iscritto dal 2004
Egr. Dr. Pozza,
il trauma consistette in una forte inflessione a causa di un movimento repentino della mia compagna. Non si determinò la rottura, ma una sorta di infiammazione. Il pene era già leggermente incurvato dalla nascita e l'inflessione fu esattamente nel verso opposto. Per alcuni giorni ho avuto un forte bruciore, che si acutizzava durante le erezioni, specialmente quelle notturne tanto da indurmi a svegliarmi.
Fui visitato da un andrologo che non rilevava nulla in ecografia, nemmeno dinamica. Si ipotizzo l'occlusione di un vaso.
Un altro andrologo (anziano) rilevò, al tatto, esiti cicatriziali, ispessimenti, ma ripeto, non placche, consigliandomi la plicatura o Nesbit.
Avevo sempre una sensazione di fastidio, anche a pene flaccido e soprattutto dopo un rapporto sessuale (non facilissimo per via degli oltre 45° di incurvamento)
Un altro ancora, mi prescrisse vitamina E (che prendo a tutt'oggi) e il bombardamento con l'apparecchio per la litotrisia, secondo lui, per alleviare questi fastidi: con la nascita di nuove strane concavità (probabilmente perché pizzicato durante il bombardamento) sul dorso nel pene, indolensimento diffuso, nessun segno di raddrizzamento supportato da materiale fotografico. Per fortuna mi rifiutai di sottopormi ad altre sedute dopo le prime due, altrimenti non saprei quali sarebbero gli esiti oggi. A quello specialista, col senno di poi risponderei, che amputandolo, il problema si sarebbe risolto alla radice...
Trascorso un anno e mezzo dall'incidente, mi convinsi alla plicatura.
Nei primi mesi il pene appariva leggermente incurvato nel verso opposto a quello precedente. Durante le prime erezioni notturne mi svegliavo per i fortissimi dolori, immediatamente sotto il glande in corrispondenza del lato corto, probabilmente per via della forte trazione controlaterale formandosi un nuovo ispessimento. Mano a mano il dolore in corrispondenza di detta zona si è ridotto a un fastidio durante i primi minuti di erezione e scomparendo durante un normale rapporto sessuale. Ultimamente, ad un reincurvamente si accompagna dolore in corrispondenza del punto metallico + lontano dalla base del pene, anche durane i rapporti.
Non saprei quali altri dettagli fornire.
La ringrazio per l'interessamento.
Grazie

[#6] dopo  
Utente 411XXX

Iscritto dal 2004

Egr. Dott. Pozza,
a distanza di 21 giorni dall'invio di tutte le informazioni richieste, noto con dispiacere totale silenzio da parte Sua, malgrado col Suo intervento sembrava voler acquisire informazioni per potersi esprimre.
E rimasto senza parole?
Ma, no! Certamente è che ha troppi impegni lavorativi, in questo momento!
Grazie per gli utili consigli ricevuti