Utente 244XXX
Salve, sono uno studente di biologia. Alcuni giorni fa, in tirocinio in laboratorio, mi è capitato di dover aprire una provetta contenente sangue umano centrifugato e nel momento in cui ho sollevato il tappo, probabilmente per differenza di pressione tra l'interno e l'esterno della provetta è partito uno schizzo di siero che mi ha raggiunto sul viso. Premetto che non ho sentito alcuno schizzo finire sulla bocca o negli occhi, e nel momento in cui mi sono sporcato ho subito lavato prima le mani, poi il viso con acqua calda. Le mie domande sono: c'è la possibilità di infettarmi in queste modalità? Siccome il contenuto della provetta era stato mantenuto per 24 ore a 37°C, l'infettività virale di un virus eventualmente presente si è mantenuta in queste suddette condizioni o può essere diminuita?
Vi ringrazio della cortese attenzione.
Saluti.
[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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Gentile Signore,

trattandosi di sangue conservato a temperatura di 37°C, eventuali agenti infettivi anche labili sopravvivono e restano in grado di contagiare.

Nel suo caso, però, lo schizzo di siero ha contaminato la pelle del viso; la pelle è un'ottima barriera protettiva, perciò mi sento di tranquillizzarla.

Resta buona norma, tuttavia, quando si manipola materiale biologico, proteggere il viso con una mascherina ma soprattutto gli occhi con degli occhiali protettivi da laboratorio, perché sono le congiuntive il punto debole del viso, attraverso cui sarebbe più facile il contagio.

Buona giornata. Mario Corcelli
[#2] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Gentilissimo dr. Corcelli,
La ringrazio per la risposta tempestiva e per le rassicurazioni.
Certamente d'ora in poi utilizzerò tutti i dispositivi di protezione del caso.
Spero che un singolo episodio, in cui ho commesso una leggerezza non pregiudichi tutti gli sforzi fatti per raggiungere i miei obiettivi.
Le vorrei fare un'ultima domanda: se durante il lavaggio della parte di viso contaminata, mi fossi raggiunto la bocca con l'acqua sporca, anche questo potrebbe rappresentare un rischio giusto?
Grazie.
Buona serata
[#3] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Salve dr.Corcelli,
ho deciso di chiedere nuovamente un consiglio a lei.
E' passata una settimana dall'accaduto e mi si sono un linfonodo ascellare e quello prostatico, non in concomitanza. Quello ascellare si è gonfiato e doleva il terzo giorno dall'accaduto, mentre il giorno seguente è andato via il dolore e il linfonodo è tornato normale. Il sesto giorno dall'accaduto mi si è gonfiato un linfonodo prostatico.
Sono veramente in ansia.
Grazie
Buona serata
[#4] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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non so cosa intenda per infonodo "prostatico", probabilmente intende uno della regione inguinale.

no, non mi preoccuperei per i linfonodi, perché la dinamica del contatto come da lei descritta non è a rischio di contagio HIV
[#5] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
spero che abbia ragione lei.
Grazie.