Utente 244XXX
G.li Dottori , 12 anni fa mi recai in ospedale per operare una ginecomastia e , in sala operatoria , appena mi iniziaroro ad iniettare l'amplital in flebo mi sembro' di prendere fuoco e in pochi secondi mi gonfiai come un palloncino in poche parole schok anafilattico.L'anestesista mi salvo' la vita con flebo di cortisone e adrenalina.Tralascio le ripercussioni psicologiche che si sono protratte per alcuni anni e vengo al problema. Ovviamente da allora mi fu' proibita l'assunzione di pennicilline e mai mi sono preoccupato di questa limitazione fino a quando 3 anni fa ho cominciato ad avere infezioni alle vie urinarie ricorrenti (prostatiti,cistiti) ed alcune tonsilliti e mi sono accorto della grande limitazione che ho , le pennicilline e le ampicilline sono sempre presenti nell'antibiogramma e sempre sensibili ai batteri (e.coli,enterobacter,stafilococchi) quindi tolte le pennicilline tolti quelli resistenti la mia scelta si stringe ad 1,2 scelte non sempre ottimali.Ora finalmente non ho piu' infezioni alle v.u. da circa 6 mesi e ho ottime possibilita che non si ripresentino ma il mio problema sulle pennicilline rimane.......Vi chiedo se ci sono esami che mi dicono se sono ancora allergico e se ci sono terapie da seguire per tornare ad utilizzare questa importante classe di antibiotici
Grazie

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Egregio utente,
l'esecuzione di test per antibiotici betalattamici è sempre possibile, anche se la distanza temporale dall'evento descritto potrebbe rappresentare una grossa limitazione. Avrebbe dovuto essere valutato da un allergologo poco dopo la reazione avversa, per confermare il sospetto di allergia all'ampicillina, escludere altre ipotesi e individuare eventuali altri betalattamici da poter utilizzare in sicurezza.
Le consiglio in ogni caso una visita specialistica allergologica (in un Centro dove ci si occupa routinariamente anche di reazioni a farmaci).
Saluti,