Utente 244XXX
Buongiorno.

Sono una donna di 35 anni che da sempre ha goduto di buona salute.
Circa due anni fa ho iniziato ad avere dei formicolii alle mani, molto variabili in intensità, durata e posizione (potevano interessare solo alcune dita come l’intera mano, destra o sinistra). Talvolta, ma sempre in forma minore, li sentivo anche in qualche punto della pianta dei piedi.
Le prime volte che mi si presentavano erano accompagnati da episodi di debolezza agli arti, senso di stanchezza generale e giramenti di testa, che sparivano nel giro di qualche ora senza lasciare altri evidenti segni. Col passare del tempo non ho più avuto segni di astenia così marcati.
Attualmente i sintomi si evidenziano per lo più durante la notte: sono soggetta a perdite di sensibilità quasi ogni notte, sempre prevalentemente agli arti superiori. L’impressione è spesso quella di un laccio emostatico che toglie sensibilità e forza all’arto; scuotendo l’arto interessato per qualche attimo in breve recupero la sensibilità normale, rimane magari solo un formicolio o un senso di torpore. Spesso mi capita di notare che la parte soggetta a queste parestesie è quella che è stata compressa per qualche motivo: durante il sonno ad esempio basta la pressione sul materasso per provocare nel punto di appoggio una perdita di sensibilità; altre volte, da seduta, il piede tenuto fermo per qualche tempo è soggetto con facilità all’insorgere di incantamenti e formicolii. Talvolta alche i glutei nel punto d’appoggio sulla sedia tendono a diventare insensibili. Noto comunque che in alcuni periodi questi fenomeni sono più evidenti, in altri meno.
Ho già eseguito diverse analisi del sangue ed esami di tipo neurologico, per lo più all’insorgere dei primi sintomi, che non hanno messo in luce nulla di rilevante e che di seguito sintetizzo.
Esami del sangue:
Emocromo, ormoni tiroidei, Vit B-12, Acido folico, Vit E nella norma; Omocisteina leggermente sotto i limiti.
Accertamenti in ambito autoimmune: VES, Fibrinogeno, Immunoglobine G, A, M, Complemento frazione C3 e C4, Proteina C-Reattiva, Proteine (Totali, Albumina, Alfa 1 e 2, Beta, Gamma), Anticorpi anti-nucleo, Anticorpi anti-Mitocondrio, Complemento CH50, C1 inibitore esterasi: tutti valori nella norma.
Esami neurologici:
Visita neurologica, Potenziali evocati somatosensitivi arti inferiori, RM cervello e tronco encefalico senza contrasto: nella norma. Elettromiografia arti superiori: modesti segni di sofferenza del nervo ulnare al gomito bilateralmente
Test HNPP: negativo
Aggiungo che ho spesso le mani ghiacciate; quando invece c’è molto caldo mi capita di sentirle gonfie.
Non mi sento sotto pressione né tantomeno soggetta a stress particolari.

Considerata la mia situazione, mi chiedo se potrebbero essere utili accertamenti per escludere patologie relative alla circolazione periferica. In questo caso quali esami potrebbero essere necessari?

Ringrazio anticipatamente chi vorrà darmi un parere.

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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I si tomi lamentati non sembrerebbero inquadrabili in una qualche affezione vascolare ed il parere di un Internista Reumatologo potrebbe essere utile.
Ad ogni buon conto l'esplorazione dei vasi periferici si avvale agevolmente, almeno per un primo screening, di metodiche ultrasonografiche (ecocolordoppler).
[#2] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Gentile dr. Piscitelli,
La ringrazio per la celere risposta. In questo caso spero di ricevere un parere da un Internista Reumatologo, anche se il mio quesito è stato posto in un'altra specialità.
Ecocolordoppler e laserdoppler hanno la stessa capacità di indagine? O uno è più indicato in determinati casi?