Utente 551XXX
Gentile dottore, mia figlia, 22 anni, ha sempre sofferto fin da piccolissima, di iperidrosi palmare e mani e piedi freddi.
Da quest'inverno, con il gran freddo, a volte, simmetricamente alcune falangi (anulare a volte il mignolo) impallidivano per poi tornare in poco tempo al normale (senza il classico cambiamento trifasico o bifasico della malattia di Raynaud e senza parestesie, formicolii od altri sintomi) con risoluzione al caldo. Poteva accadere ogni dieci giorni, a volte due giorni di seguito.
Con il caldo i sintomi sono scomparsi.
Vorrei aggiungere che mia figlia ha passato un terribile periodo (io ho avuto un tumore borderline all'ovaio e la cosa l'ha traumatizzata)in più si è laureata a dicembre in psicologia clinica con notevole tensione psicologica (i disturbi sono iniziati subito dopo).Aggiungo che la ragazza da anni si mangia le pellicine procurandosi lievi feritine.
La valutazione clinica è stata malattia di Raynaud anche se il medico sostiene che i sintomi sono troppo modesti anche per quella. Dice trattasi di disturbo funzionale e una risposta esagerata al freddo in un periodo particolare della vita, diagnosi quindi di simpaticotonia, aggiunge che l'iperidrosi palmare ci parla in tal senso. Vorrei aggiungere che nella famiglia di mio marito questo disturbo (raynaud)l'ha avuto mia cognata da giovane e anche mio marito ha spesso dita pallide e gelate con il freddo.
Lo stesso disturbo l'ha avuto la figlia di mio cugino quest'inverno.Sono coincidenze?
Avendo sentito parlare di malattie autoimmuni sono spaventata anche se il medico mi ha tranquillizzata, vorrei esserlo ulteriormente e vorrei chiedere gentilmente il suo parere.
Spero di essere stata esaustiva.
Grazie infinite per la sua risposta

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[#1] dopo  
Prof. Mauro Granata
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ROMA (RM)
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Gentile signora,
considerando quello che ha scritto, mi sentirei, non fosse altro che per tranquillizzarla, di confermare l’orientamento del collega che ha visitato sua figlia. Ma il fenomeno di Raynaud, che può manifestarsi anche nella sola fase vasospastica o in quella cianotica, può essere a volte sintomo di una sottostante malattia. Le consiglio quindi di sottoporre sua figlia ad alcuni esami che, ne sono certo, la potranno tranquillizzare definitivamente sulla natura del disturbo lamentato. Le propongo quindi esami di routine di funzionalità epatica e renale accompagnati da VES, PCR, emocromo con formula, elettroforesi delle proteine seriche, dosaggio delle immunoglobuline e del complemento, ricerca del fattore reumatoide e delle crioglobuline. Utile inoltre lo screening per ANA, anticorpi antiENA ed antiDNAnativo. Essenziale inoltre una capillaroscopia. Sia serena. MG
[#2] dopo  
Dr. Marcello Stante
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TARANTO (TA)
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Cara amica,
sono concorde con i saggi consigli del collega e soprattutto sulla corretta valutazione su vari piani che le consigli. tale è anche la mia opinione, in assenza di ogni sintomo cutaneo soprattutto al volto.
per l'iperidrosi palmare esistono molti rimedi, alcuni più efficaci di altri, ma solo se il sintomo disturba la vita di relazione.
saluti
[#3] dopo  
Dr. Angela Napolitano
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Cara signora,non e' possibile aggiungere null' altro senza vedere gli esami che le ha gia' consigliato il collega Reumatologo.
saluti.
[#4] dopo  
Utente 551XXX

Iscritto dal 2005
Ringrazio moltissimo per la risposta.
Farò eseguire gli esami a mia figlia.
Quello che volevo trasparisse dalla mia domanda è se l'ipotesi del mio medico è, secondo il vostro giudizio, la più attendibile alla luce dei sintomi sopra esposti.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Scrivano
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PALERMO (PA)
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Gentile Signora,
il fenomeno di Raynaud rientra tra le c.d. "sindromi acroasfittiche", di cui il pallore delle dita è una caratteristica fondamentale; in assenza delle altre fasi tipiche del fenomeno di Raynaud, si può quindi parlare genericamente di "sindrome acroasfittica", e forse è questo il senso da dare alle parole del Suo medico.
Ovviamente, ciò non aggiunge la benchè minima informazione a quanto a già scritto dagli altri Colleghi; probabilmente non è il modo di etichettare ciò che accade a Sua figlia ad interessarLa.
Le sindromi acroasfittiche compaiono essenzialmente per tre motivi:
1) un danno vascolare
2) un'iperviscosità ematica
3) un'ipersimpaticotonia

La consistenza della terza causa viene dedotta, oltre che dalla presenza di altri segni associati (l'iperidrosi è uno di questi), dall'esclusione delle altre due; pertanto, la conferma dell'ipotesi del Suo medico resta comunque subordinata all'esecuzione degli esami già suggeriti dai Colleghi.
Tenga presente, infine, come un altro importante criterio da inserire nella valutazione sia la morfologia dell'acroasfissia (se di tipo acrale o vascolare); ciò dipende dall'anatomia arteriosa delle estremità. Di solito, un'acroasfissia a topografia acrale (cioè, che interessi le due metà, intese in senso longitudinale, dello stesso dito) difficilmente riconosce un danno vascolare come causa.
Cordiali saluti
[#6] dopo  
Utente 551XXX

Iscritto dal 2005
Gentile Dr. Scrivano,se per due metà intese in senso longitudinale si intende le due facce dello stesso dito la risposta è si.Simmetricamente una o due falangi dello stesso dito bilateralmente.
Mi auguro di conseguenza che non si tratti di danno vascolare, ma di un ipersimpaticotonia.
La ringrazio infinitamente così come il Prof. Granata e gli altri colleghi che gentilmente hanno voluto rispondere al mio consulto.
Se l'interpretazione che ho dato all'ulteriore dettaglio che ha voluto fornirmi fosse sbagliata, se non è troppo disturbo, spererei in un chiarimento.
Grazie ancora
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Scrivano
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PALERMO (PA)
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Iscritto dal 2003
Gentile Signora, la Sua interpretazione coincide esattamente con il concetto che desideravo esprimere.
D'altra parte, la frequenza con cui mi è capitato di osservare una sindrome acroasfittica a topografia vascolare è molto ridotta.
Ferma restando l'opportunità di eseguire quanto gli altri Colleghi hanno suggerito, l'origine funzionale (simpaticotonica) di ciò che accade a Sua figlia resta, a mio parere, la situazione più probabile.
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Utente 551XXX

Iscritto dal 2005
Grazie ancora Dr. Scrivano,
non le nascondo un grande sollievo.Anche gli esami con il nuovo stato d'animo alla luce della razionalità e del buon senso, nonchè delle conoscenze scientifiche, saranno più facili da affrontare.
[#9] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Cara amica, se - esperite le indagini suggerite dai Colleghi - venisse confermata l'ipotesi neurovegetativa, sarebbe comunque necessario intervenite onde evitare che la turba funzionale, reiterando, ponga i presupposti per un danno strutturale. Suggerire pertanto, referti negativi permettendo, di chiedere al curante un appoggio farmacologico blando atto a superare il momento critico. Possibilmente escluderei psicofarmaci antidepressivi e comunque limiterei nel tempo l'impiego di benzodiazepine. Personalmente - in quanto omeopata - tratto queste forme con preparati fitoterapici, facilmente gestibili e solitamente ben tollerati. Saluti.