Utente 451XXX
Buongiorno a tutti,
premetto che ho già ottenuto una diagnosi da un affermato cardiologo che gode di tutta la mia stima, ma approfitto del vostro stupendo servizio per "sentire altre campane".
Ho quasi 42 anni e alla visita di idoneità agonistica per atletica leggera mi sono stati chiesti ulteriori accertamenti (eco e prova sforzo max) a causa di "BEV (1 coppia) in dopo sforzo". Nel seguito riporto le sole conclusioni dei due esami supplementari.
1) Esito Eco:
Elementi suggestivi ma non sufficienti per la diagnosi di prolasso mitralico (lembi valvolari moderatamente sovrabbondanti e focalmente ispessiti: lieve arretramento sistolico della coaptazione con reflusso oli sistolico composto da due tre jets). Fossa ovale sottile, possibile Forame Ovalico Pervio (fossa ovale sottile: possibile PFO: non shunt colore SX DX. Shunt paradosso Dx Sx da ricercare (se clinicamente indicato) con eco contrasto trans toracico)
2) Esito Max Sforzo a Cicloergometro
Nelle fasi iniziali del test progressiva negativizzazione della T in V2 e successivamente in V3, progressivamente normalizzate durante incremento della FC. Non sintomatologia indotta. non alterazioni ST T. Non aritmie durante stress ed in recupero
Test ergometrico odierno negativo. Le alterazioni ECGrafiche V2 V3 transitorie nelle fasi iniziali del test non assumono necessariamente carattere patologico.
....eventuali anomalie mascherate da ricercare con RMN cardiaca (non radiante) e anomalie coronariche di origine e/o decorso o di ponti intramiocardici da ricercare con angio TAC Coronarie (esame RADIANTE!!!).

Domande:
A) al di là di cosa dirà il medico che dovrà validare la mia idoneità agonistica, alla luce dei due esami, io correrei dei rischi a proseguire l'attività sportiva agonistica di atletica leggera (podismo)?
B) consigliate ulteriori accertamenti o quanto ottenuto è sufficiente?

Vi ringrazio di "cuore" anticipatamente
Francesco

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Mentre le anomalie mostrate all'ECG sotto sforzo sono chiaramente aspecifiche, quindi prive di significato patologico (e tra l'altro lo sforzo non evidenzia- da quanto lei scrive - aritmie indotte da sforzo), il dubbio di una pervieta' del forame ovale va chiarito o mediante un ecocontrasto (eventualemnte con eco transesofageo).
Arrivederci
cecchini
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[#2] dopo  
Utente 451XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio Dottore per la celerissima risposta e la domanda sorge spontanea: un'eventuale forame ovale è da ritenersi "grave" da impedire lo svolgimento di attività sportiva agonistica o più in generale di sforzi?
Se vi fosse PFO, cosa mi consiglierebbe di fare? ...intervenire chirurgicamente?

Grazie ancora
Francesco
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Se fosse presente un forame ovale pervio la chiusura sarebbe raccomandabile: in tal caso la procedura non e'0 piu' come una volta ma con una tecnica che permette la chiusura passando da un'arteria e da una vena dell'inguine.
L'indicazione a tale proceduta ovviamente dipende da due fattori
1- che esista davvero una pervieta' del forame ovale
2- che l'entita' dello shunt sia di una certa entita'

L'attivita' fisica non e' controindicata, ma e' opportuno che lei si accerti che tale pervieta' non sia presente.
Arrivederci
cecchini
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