Utente 245XXX
Salve, sono una sig.ra di 50 aa, il problema riguarda mio marito e di riflesso anche me. A febbraio 2011 mio marito, si è accorto di un nodulo alla base destra del pene, sviluppatosi senza particolari traumi, dopo varie ricerche ci siamo resi conto che era riconducibile ad un esordio di induratio penis, preciso che mio marito è chirurgo quindi ha purtroppo realisticamente catalogato il problema come “non curabile” tanto che non ha voluto neppure farsi vedere da uno specialista. Ha assunto nei primi 2 mesi dalla scoperta delle compresse di vitamina E, l’ha poi sospesa dicendo che era inutile, i rapporti sessuali a parte il suo disagio emotivo non sono stati difficoltosi ed io ho cercato di fargli pesare la cosa meno possibile. Credevamo come dagli studi fatti che nel giro di 6 mesi il problema si sarebbe stabilizzato, invece ora a distanza di 1 anno, si è formata la placca fibrotica di consistenza dura e la curvatura è sicuramente aumentata. Qualche giorno fa all’inizio di un rapporto ha avvertito dolore all’erezione, siamo andati in tilt, il rapporto si è poi concluso in modo soddisfacente per entrambi, ma la mia domanda è questa, cosa ancora dobbiamo aspettarci, il problema estetico non mi interessa ma se dovesse diventare anche funzionale e soprattutto creargli dolore sarebbe catastrofico anche perché il nostro feeling fisico è sempre stato fondamentale nel nostro rapporto.
Lui è in crisi perché continua a dare per incurabile il suo stato e sembra che sia in attesa di non riuscire più ad avere rapporti, io sono un po’ risentita con lui per non aver voluto aggredire il problema quando ancora era allo stato infiammatorio con farmaci più potenti, iniezioni locali, o qualsiasi altra cosa che non fosse la finta accettazione dell’inevitabile.
L’essere medico ha contribuito a creare ancora più prostrazione perché non gli ha permesso di avere la speranza di bloccare il danno, sapendo che la guarigione non è possibile essendo di carattere degenerativo.
Scusate per la lungaggine, grazie sin d’ora. R.

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[#2] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettrice,

la dimensione del problema deve esser realmente quantificata mediante uno specialista.

la caratteristica evolutiva dell'induratio è tuttavia innegabile come anche l'imprevedibilità sia funzionale (qualità dell'erezioni ed entità della curvatura) sia estetica.

è necessario ammettere sempre i limiti delle numerose terapie in corso, validate e soprattutto non validate.

a volte, conscio di tali "sfumature" del problema, un piccolo beneficio può contare più di ogni altra cosa..

cordialità
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettrice,

anche lei ci conferma una frequente osservazione e cioè che essere medici spesso non aiuta ad affrontare in modo razionale e "freddo" un'eventuale patologia che ci ha colpito in modo diretto.

Anche suo marito è dei nostri!

Detto questo poi pure il sottoscritto ribadisce le osservazioni già fatte da tutti i colleghi che mi hanno preceduto e rinnovo l'invio a suo marito per arrivare a confrontarsi in diretta con un esperto andrologo.

Ancora un cordiale saluto.