Utente 133XXX
Salve, ho circa 58 anni, sono affetto da diabete mellito, dislipidemia e cardiopatia ipertensiva con familiarità per CAD. 20 giorni fa ho eseguito, come da routine, l'esame ECG dal quale è emerso il seguente referto: ritmo sinusale a f. di 83 b/m. Deviazione assiale sinistra. PR nei limiti. Lievi alterazioni della fase di ripolarizzazione nei laterali. Dalla visita è risultato che toni cardiaci sono diminuiti d'intensità alle basi. Da ciò, la cardiologa mi ha consigliato di eseguire una prova da sforzo, cosa che ho fatto la scorsa settimana. Il test da sforzo ha dato il seguente risultato: "Sommario:ECG a riposo: Anomalie aspecifiche della ripolarizzazione, Capacità funzionale: corrispondente all'età. Variazione FC sotto sforzo: corrispondente all'età.Variazione PA sotto sforzo: a riposo ipertensione - variazione normale. Disturbi tipo angina pectoris: nessuno. Aritmia: BEV, battiti singoli. Variazione tratto ST: sottoslivellamento tratto ST discendente. Impressione complessiva: test sotto carico positivo, tipico dell'ischemia. Riassunto: test da sforzo massimale positivo per ischemia miocardica inducibile. BEV isolati, profilo ipertensivo. Si consiglia coronografia.
Tengo a precisare che l'unico sintomo che avverto è quello che quando mi affatico oltre modo, ossia quando affronto delle lunghe salite, avverto un'oppressione alla parte sx del torace, accompagnato da sensi di vuoto, capogiri e conati di vomito.
Il cardiologo che ha eseguito il test da sforzo, mi ha detto che essendo diabetico non provo alcun dolore al torace ma, in effetti, la sintomatologia che avverto è assimilabile all'angina pectoris,
Egregi dottori la domanda, quindi, che vi pongo è la seguente: alla luce di quanto sopra esposto, è possibile che la diagnosi di una ischemia miocardica sia certa, ovvero, l'indagine coronografica potrebbe scongiurare tale patologia.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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La coronarografia appare molto indicata nel suo caso, ed è molto ero che spesso il diabetico non presenta i sintomi classici Dell angina.
Nel corso dellla coronarografia , oltre a verificare la eventuale presenza di placche che ostacolino il flusso arterioso al cuore, può essere anche tentata una eventuale dilatazione di rami arteriosi che presenti placche di un certo significato ( angioplastica)
Cordialmente
Cecchini
www.cecchinicuore.org
[#2] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Quindi, se ho ben compreso, fermo restante l'utilità dell'indagine coronografica, non è scontata la presenza dell'ischemia miocardica come refertato dalla prova da sforzo?
Cordialità
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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La prova da sforzo, da quello che lei riporta, mostra segni di ischemia da sforzo.
E' quindi opportuno che lei esegua una coronarografia, come consigliato dai colleghi cardiologi.
Arrivederci
cecchini
[#4] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Mi perdoni, potrebbe spiegarmi cosa significa ischemia da sforzo?
Grazie
[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Significa che quando il muscolo cardiaco richiede piu' sangue dalle coronarie queste non riescono a portaresangue a sufficienza (questo in parole povere..).
E' uno squilibrio tra domanda ed offerta di ossigeno.
Arrivederci
cecchini
[#6] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
La ringrazio dottore per le Sue esaurienti risposte e la saluto cordialmente.
[#7] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Salve dottore, entro questa settimana dovrei essere chiamato per essere sottoposto all'esame coronografico, nel contempo, venerdi scorso, ho eseguito l'ecocardiogramma che avevo già prenotato da tampo. L'esito di quest'ultimo è stato il seguente: "Lieve ipertrofia del ventricolo di sinistro con conservata contrattilità globale.
Discinesia del setto inferiore basale; restanti segmenti normocinetici.
Atrio sx moderatamente dilatato. Lieve sclerosi valvolare mitro-aortica con minima insufficienza di entrambe.
Pattern diastolico da alterato rilasciamento. Radice aortica ed aorta ascendente nei limiti. Sezioni destre nei limiti.
Lieveinsufficienza tricuspidale con PAPs stimata ai limiti.
Vena cava inferiore non dilatata e con conservata escursione respiratoria. Pericardio indenne.
Alla luce di questo referto, Le chiedo, gentilmente, di fornirmi qualche chiarimento in merito.
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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L'ecocardiogramma non mostra cose tragiche: ci sono alterazioni, peraltro non gravi tipiche del cuore di un iperteso.
La coronarografia ci dara'. informazioni molto importanti
arriverderci
cecchini
[#9] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
La ringrzio infinitamente, se Le fa piacere, dopo l'esame coronografco, Le farò sapere l'esito.
Cordialità
[#10] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Illuste dottore, Le scrivo per comunicarLe l'esito della coronarografia, che ho eseguito il 4/5 u.s.
CIRCOLO CORONARICO: Dominanza DX
CORONARIA SX: Tronco comune indenne.
Arteria interventricolare anteriore di buon calibro ed estensione, diffusamente e moderatamente ateromasico con stenosi distale, al mucrone, del 90% ove il vaso si presenta di esile calibro.
Il ramo intermedio di buon calibro ed estensione presenta una stenosi del 50% a tratto medio.
Arteria Circonflessa, di buon calibro ed estensione, diffusamente ateromasico. Stenosi del 60% al tratto medio del primo ramo marginale.
CORONARIA DX: Vaso di buon calibro ed estensione, diffusamente e moderatamente ateromasico, stenosi del 90% al tratto medio del ramo interventricolare posteriore di piccolo calibro ed estensione.
CONCLUSIONI: Malattia aterosclerotica ostruttiva del ramo interventricolare anteriore e interventricolare posteriore con riserva di flusso coronarico conservata sul ramo intermedio e primo ramo marginale.
INDICAZIONE: Medica
Alla dimissione del day surgery, mi è stata prescritta la seguente terapia, oltre a quella che già assumo per l'ipertensione e il diabete tp 2: MINITRAN 10 mg 1 cerotto al giorno ore 8-20;DUOPLAVIN 1 cpr al giorno dopo pranzo e RENEXA 750 mg 1 cpr due volte al giorno.
Ullustre dottore Le sarei grato se esprimere un suo parere in merito e, se possibile, farmi sapere la classificazione NYHA della mia patologia.
Infiniti saluti.
[#11] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Penso che " Mucrone" sia un suo errore di battitura. Per il resto la sua malattia coronarica è piuttosto diffusa, da quanto descritto ( non ho la possibilità di vedere le immagini della coronarografia ) che coinvolge tutti e tre i principali rami coronarici. Non ho apiro perché non sia stata tentata la dilatazione del tratto medio del,a coronaria di destra, ma verosimilmente per lo scarso calibro Dell arteria a valle.
Data la sua giovane età è bene che lei stia molto ligio ad alcuni dettami:
Mantenere la PA al di sotto di 125/75 mmHg, il colesterolo totale al di sotto di 200 mg/DL, e il LDL inferiore a 100 mmHg, di non fumare ne attivamente ne passivamente, camminare almeno un' ora la giorno tutti i giorni.
Ogni 6 mesi ECG sotto sforzo
Arrivederci
Cecchini
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[#12] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Salve dott. Cecchini, è probabile che "Mucrone" sia stato un errore di battitura dell'emodinamista, perchè così ha scritto. Per quanto attiene la dilatazione del tratto medio della coronaria di destra, infatti, non è stata tentata per i motivi che Ella ha menzionato.
La sarei grato, probabilmente Le è sfuggito, se potesse farmi sapere la classificazione NYHA della mia patologia.
Grazie
[#13] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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La classificazione della NYHA non ha niente a che vedere con la coronaropatia, essendo una classificazione che riguarda la presenza di dispnea (affanno): la classificazione va da 1 a 4, a seconda che il paziente non presenti dispnea per nessuno sforzo (classe 1) fino a presentare dispnea per sforzi minimi come l'igiene personale (classe quarta).
Cordialita'
cecchini
www.cecchinicuore.org
[#14] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Buona sera dott. Cecchini, mi perdoni se Le scrivo ancora sull'argomento. Il fatto è che avevo accettato di portare a visionare la coronarografia al cardiologo che aveva eseguito il test da sforzo e che mi aveva consigliato, appunto, di sottopormi a tale indagine.
Ebbene, giovedì mi sono recato in ospedale e gli ho portato la coro e, questi, mi ha detto che il problema non era stato risolto, anzi, non capiva perchè non hanno pensato di intervenire chirurgicamente per sottopormi a dei bypass, in quanto la terapia prescrittami è uguale ad un "terno a lotto" (testuali parole).
Pertanto, mi ha consigliato un'urgente consulenza cardiochirugica, dopo che mi avessi procurato il cd della coronarografia, cosa che ho subito fatto e questa mattina sono venuto in possesso del cd.
Egregio dottore, capirà lo stato d'animo in cui mi trovo dopo l'incontro con il predetto cardiologo, probabilmente mi recherò anche dal cardiochirurgo, che , tra l'altro, mi ha proposto lui stesso e che, per la verità, non ha per niente insistito affinchè andassi da questi. Lei è stato sempre esauriente al massimo con le Sue risposte e Le sarei veramente grato se potesse prendere visione delle immagini della coronarografia, magari gliele posso inviare tramite email se mi da un suo indirizzo, quindi, Se è d'accordo potrà scrivermi in privato.
Infiniti saluti
[#15] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Da come e' descritta la coronarografia non mi pare viu siano possibilita' chirurgiche che possano portarle giovamento.
Senta comunque l'opinione di un cardiochirugo
Cordialita'
cecchini
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[#16] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Salve dott. Cecchini, venerdì scorso sono stato dal cardiochirurgo e questi mi ha consigliato una nuova coronarografia per tentare un'angioplastica ai due vasi occlusi al 90%.
Quello che adesso Le chiedo: è possibile poter intervenire su dei vasi di piccolo calibro laddove non si è potuto intervenire con la prima coronarografia?
Esistono, eventualmente, degli strumenti ad hoc per poter tentare tale intervento?
Quali assicurazioni e, soprattutto, rischi potrebbero verificarsi a seguito di tale intervento?
La ringrazio anticipatamente per la sua pazienza e La saluto cordialmente.
[#17] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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I vasi che potrebbero giovarsi di dilatazione in realta' vengono descritti come esili a valle della stenosi e pertanto un eventuale tentativo di angioplastica non porterebbe grossi vantaggi.
I rischi dell'angiopalstica, per quanto rari vanno sempre descritti al paziente e sono del tutto dimili a quelli della coronarografia: dissezione aortica, dissezione coronarica, perforazione di una parete ventricolare, aritmie maligne, morte.
Sono complicanze molto rare e sostanzialmente trascurabili non hanno incidenza zero.
Pertanto le manovre invasive vanno consigliarte quando il beneficio sia maggiore del rischio e mi pare che lei, da quanto leggo in una coronarografia che non posso vedere, ma descritta da altri, possa avere ben pochi vantaggi da un tentativo di angioplastica
La terapia medica in questi casi la fa da padrone.
arrivederci
cecchini
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[#18] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2006
Infinitamente grazie dott. Cecchini, infatti, era questo che volevo sapere, ossia, "se il gioco vale la candela" e non mi sembra affatto.
Continuerò con la terapia che mi ha prescritto l'ospedale e seguirò il loro protocollo medico.
cordialità