Utente 246XXX
Buongiorno,

vi scrivo perchè ormai da tempo soffro di un disturbo che sta

diventando per me una vera e propria ossessione... creandomi

problemi lavorativi ma soprattutto relazionali.
Non ho idea di quale ne sia la causa, ma suppongo non sia nulla di

"diagnosticabile" in quanto si tratta, a mio avviso, di un problema

legato alla mia emotività.
In pratica mi ritrovo spesso nel bel mezzo di una discussione con

amici o sconosciuti a provare una profonda senzazione di disagio

(seppur del tutto immotivata in quanto sono una persona

tendenzialmente spigliata e mi piace stare in compagnia).

Gli occhi mi diventano subito lucidi e iniziano a lacrimare.

Ovviamente il fatto che il mio interlocutore possa notare la mia

situazione di disagio non fa altro che accentuare questa mia strana

reazione che a volte si conclude nel giro di pochi secondi altre

volte dura anche qualche minuto.
Questo problema sta diventando giorno dopo giorno più ingestibile e

non vi è correlazione con i temi discussi o il tipo di

interlocutore... a volte mi metto a "piangere" senza alcuna ragione

e nelle discussioni più banali.... può capitare con chiunque e in

qualsiasi momento.
Vi sarei estremamente grato qulora poteste darmi un aiuto.

Grazie
[#1] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Quando il corpo si esprime con un disagio corporeo, questo andrebbe analizzato, ascoltato e, solo poi risolto.
La sua emotivita', ha radici antiche o e' so lo correlata ad un disagio presente?
Ci puo' dire anche altro del suo quotidiano, della sua vita affettiva e relazionale?
Via email, non e' possibile fare diagnosi, ma uno psicologo psicoterapeuta, potra' occuparsi del suo malessere e lavorare con e per lei, al fine di un a possibile risoluzione
[#2] dopo  
Dr.ssa Emilia Sigillo
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gent.mo ragazzo
potrebbe descrivere meglio cosa intende per sensazione di disagio? quale emozione la carattrizza? rabbia, tristezza, noia, vergogna?
da quanto tempo ha iniziato ad avvertirla? è accaduto qualche cosa di emotivamente importante nella sua vita?
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito
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La sua lacrimazione o sensazione di occhi lucidi è accompagnata da un'emozione sottostante (a parte il disagio) oppure è più un lacrimare "meccanico", come quando gli occhi sono irritati da qualcosa?
[#4] dopo  
Utente 246XXX

Iscritto dal 2012
Buongiorno,

intanto vi ringrazio per le vostre risposte.
La sensazione che provo è di disagio, vergogna per la mia condizione. Ho quasi paura che gli altri possano vedere...
Mi risulta difficile ricondurlo a un fatto concreto (non penso esista) ma credo che abbia radici lontane..
Questo problema mi accompagna da molti anni (ricordo le prime situazioni ancora alle superiori) ma con il passare del tempo è diventato sempre più frequente. Sicuramente quando toccano la mia sfera personale con una domanda (a volte anche una battuta) subentra con maggiore facilità questa situazione di disagio.
Molto spesso tuttavia si verifica anche in situazioni quotidiane, del tutto normali... quali un semplice colloquio con uno o più colleghi...
il contatto visivo è sicuramente un aggravante in quanto una delle cause di queste "reazioni" risiede proprio nella paura di averle e di renderle note agli altri. Questo capita difficilmente infatti in un contatto telefonico o laddove non vi sia un contatto diretto con la persona/e. Vi sono alcune situazioni in cui mi capita guardando semplicemente un film... ma sono più rare...


La mia vita affettiva e relazionale la definirei "normale". Non ho mai avuto problemi a relazionarmi con amici e ragazze e tutt ora sono in contatto con molteplici persone di entrambi i sessi che frequento constantemente. Anche con loro a volte si presentano queste situazioni di disagio... e non so mai come gestirle sentendomi in fortissimo inbarazzo.


per rispondere anche all ultima domanda: il lacrimare si traduce perlopiù in occhi lucidi accompagnati da una fortissima sensazione di disagio... Sviare la vista in quei momenti (fissando il pavimento.. cosa peraltro che odio..) è l unica soluzione.

Grazie ancora


[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito
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Se l'unica emozione concreta che prova in quei momenti è un forte disagio, la lacrimazione potrebbe essere una somatizzazione, ossia la traduzione in termini somatici di un vissuto interiore. Se l'ipotesi è corretta, risolvendo il disagio sociale dovrebbero andarsene anche le lacrime.

Dovrebbe rivolgersi a uno psicologo di persona, per gli approfondimenti del caso.
[#6] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Un possibile percorso di tipo psicoterapico, potrebbe lavorare sul disagio, sulle emozioni ad esso correlate, alla difficoltà di espressione delle emozioni ed insegnarle a valutare quale sia la giusta distanza dal mondo dell'altro.
Non credo sia utile continuare a lungo con l'evirtamento visivo o con il disagio da vita comunitaria.
[#7] dopo  
Utente 246XXX

Iscritto dal 2012
Ho provato due anni fa a farmi seguire da uno psicologo. Questo nel tentativo di "scavare" nel mio vissuto nella speranza di trovare una ragione razionale per aiutarmi a comprendere queste mie reazioni a mio avviso immotivate. Dopo alcuni mesi di incontri settimanali ho lasciato perchè non ero stato in grado di trarne alcun giovamento. Condivido che evitare di incrociare gli occhi degli altri non può essere una soluzione... purtroppo al momento non riesco a trovare soluzioni alternative.
[#8] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Che tipo di percorso ha effettuato?
Le ragioni, non sono obbligatoriamente razionali e non obbligatoriamnete bisogna scavare nel vissuto, forse dovrebbe valutare di tentare ancora.
Inoltre alcuni mesi, potrebbero essere pochi.