Utente 247XXX
Salve ho 39 anni , e il 10 marzo sono stato colpito da TIA con emilegia destra, durata 2 ore circa , a regressione spontanea . Dopo l'esame della RMN , è venuto alla luce che almeno 3-4 mesi fa ho avuto un' altra ischemia senza che mi sia accorto di nulla .
Dopo tutte le valutazioni del caso , medici del reparto di emodinamica mi hanno consigliato la chiusura percutanea del forame ovale , e hanno-abbiamo deciso di intervenire lunedì 23 Aprile.
Il mio dubbio è questo , ho letto vare opinioni in merito alla chiusura del forame ovale , addirittura di trattare solo con terapia medica , vista la mia paura dell'intervento avrei bisogno per quanto possibile di una rassicurazione in merito .

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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L'intervento di per se e' routinario in ambienti specializzati. Il fatto che lei abbia avuto due episodi ischemici consiglia che lei intanto inizio con terapia anticoagulante orale o, se e' stato deciso l'intenrvento con eparine a basso peso molecolare ed antiaggreganti piastrinici come senz'altro le vranno prescritto.
Una recente pubblicazione sul British MNedical Journal in effetti non rileva differenze statisticamente significative tra il trattamento anticoagulante a vita e la chiusura del difetto interatriale per via percutanea. Se le hanno consigliato di eseguirlo, tuttavia, e' evidente che il forame sia di una certa rilevanza e quindi ascolterei il parere dei Colleghi emodinamisti.
Arrivederci
cecchini
www.cecchinicuore.org
[#2] dopo  
Utente 247XXX

Iscritto dal 2012
Grazie per la risposta rapida .
Si effettvamente dopo il TIA sono stato trattato per 10 giorni con eparina , dopo una visita ematologica mi hanno messo sotto terapia con ASA .
Sia i neurologi che gli emodinamsti sono concordi per chiuderlo , la mia è solo e semplice paura .
Grazie ancrora .