Utente 228XXX
Egregi Dottori,

in data 03/11/2011, a seguito di una TAC effettuata su consiglio del radiologo (che aveva osservato, da una RX Torace, un opacamento in sede claveare sx) a mio suocero è stato diagnosticato un carcinoma a cellula squamose di 5,84 cm in sede sovrailare e paramediastinica.
Il referto recitava così: "La suddetta lesione non mostra piano di clivaggio con un pacchetto di linfonodi paratracheali ed ilari, alcuni di essi con incluse calcificazioni; inoltre avvolge l'arco dell'aorta, in parte infiltra la scissura e mostra disomogeneo enhancement dopo somministrazione mdc."
La TAC total body non ha evidenziato lesioni a carico di altri organi.

Dopo 3 cicli di chemioterapia con farmaci a base di platino, ha effettuato in data 09/02/2012 una nuova TAC, eseguita con e senza mdc, che riferiva: "Sistema ventricolare in asse e non dilatato. Assenza di significative linfoadenopatie a carico delle stazioni del collo. La lesione espansiva eteroplastica segnalata nel precedente controllo in sede sovrailare e paramediastinica sx appare ridotta con diametro massimo di circa 3,45 cm. La suddetta lesione si estende in basso marginalmente all'aorta (anche a tale livello si rileva una modesta riduzione di spessore) e si conferma la presenza di tessuto solido con calcificazioni in sede sovrailare sinistra e paratracheale. Non si rilevano lesioni ripetitive a carico di entrambi i campi polmonari. Nulla di pleurico."
Anche in questo caso nessun altro problema è stato segnalato a carico di altri organi.

Nel frattempo mio suocero si è sottoposto ad altre 3 sedute di chemioterapia.

Il chirurgo della struttura dove sta continuando la chemioterapia, indugia nel dare un responso in merito alla possibilità di un intervento chirurgico per l'asportazione del carcinoma, asserendo la mancanza di spazio operativo verso l'aorta.

La domanda che vorrei porre alla Vostra cortese attenzione è: ritenete fondati i timori del chirurgo nel procedere all'intervento? L'oncologo ha detto che difficilmente si riuscirà a ridurre ancora molto la massa con la chemioterapia.

Quale strada ci consigliate di seguire? Esistono strutture che abbiano attrezzature e/o tecnologie che consentano l'operazione con margini di spazio così esigui tra il tumore e l'aorta? Dove ci consigliate di rivolgerci?

Grazie fin d'ora per la cortese rispsta che vorrete darmi.

Cordiali Saluti.

Antonio

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Dr. Claudio Andreetti
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Gentile utente il tumore del polmone infiltrante l'aorta può in alcuni casi essere operato. Deve essere valutata l'estensione del punto di contatto tra tumore e parete vascolare e la profondità dell'infiltrazione della parete. Nei casi che abbiamo trattato presso il nostro centro in collaborazione con la chirurgia vascolare abbiamo inserito una protesi endovascolare all'interno dell'aorta a protezione. Ovviamente è un intervento ad alto rischio, ma credo che questo già lo sappiate, ma a volte è anche l'unica possibilità perseguibile.